CSP - Crescita Spirituale Pratica

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CSP - Crescita Spirituale Pratica episodes

  • CSP22 - Il dolore spirituale può essere un dolore dell'Ego?
    Domanda interessante che ha diverse chiavi di lettura
    L’essere umano, a livello ordinario di vita, è un organismo biosociale, ovvero la sua composizione è in relazione alla vita della e nella società.
    Quando si dice che nessun uomo è un’isola, ni, il viaggio dell’anima è un viaggio individuale di individuazione, come direbbe Jung, di scoperta di Sé.
    La banda biosociale, ovvero la società interiorizzata, funge da serbatoio per la costruzione dell’Io.
    Pensateci, la maggior parte delle persone è la memoria di chi è.
    La quasi totale identificazione con l’identità famigliare, sociale, fa dell’essere umano questo.
    L’io, l’ego, è un’immagine di noi stessi piuttosto accurata e socialmente accettabile, quindi sana.
    Quando arriva il dolore, quindi?
    Quando tra questo costrutto e l’essenza, il daimon, il compito che siamo chiamati ad incarnare, c’è attrito e più è profondo questo attrito, più il dolore esistenziale è vasto e pervasivo.
    Questo è il dolore che definiamo, per convenzione, spirituale o anche esistenziale.
    Quando un dolore è un dolore dell’ego, invece?
    Quando alla prima ferita non segue un’azione di ravvedimento, di comprensione profonda.
    Concetto di ferita, maschera.
    Persistere nella maschera è un dolore dell’ego, perché sarebbe evitabile, ma non lo vogliamo evitare.
    16 min
  • La povertà come maschera per evitare la crescita
    C'è una tendenza molto ipocrita a mio avviso, usata per giustificare le posizioni esistenziali di vittimismo ed è quando giudichiamo noi cosa dovrebbero fare gli altri con i loro soldi.
    "Io credo che dovreste fare questi percorsi gratuiti perché la spiritualità non si paga, dovrebbe essere di tutti".
    Mi sono già espresso su questo tema, la spiritualità è una conquista, non è gratis, è un lavoro interiore e quindi in ogni caso si paga.
    Inoltre, è il tema di oggi, la povertà intesa come maschera, è un segno di vittimismo, è un modo per non ammettere a sé stessi che ci sentiamo vittime del destino, delle situazioni, delle contingenze e non si ha l'umiltà per ammettere: "non ce la faccio".
    Sarebbe molto più onesto dire "non ce la faccio", che pretendere di avere qualcosa gratis, basandosi su una convinzione che copre il disvalore.
    Ovviamente non ce l'ho con la povertà, tutti i grandi maestri hanno vissuto in povertà, da Gesù a Buddha, ma erano umili.
    La maschera invece viene indossata quando ci si arrabbia o ci si offende perché a nostro dire, gli altri dovrebbero fare tutto gratis, per giustificare il nostro comportamento vittimistico.
    Così ci si chiude in una posizione esistenziale senza via d'uscita.
    9 min
  • CSP18 - L'importanza dello sviluppo spirituale
    Quando parliamo di crescita personale io personalmente non faccio differenza tra crescita personale e sviluppo spirituale, nel senso che l'unica vero sviluppo è quello spirituale.
    E per fare questo discorso vi spiego brevemente il concetto dell'anātman, proprio del buddismo, dove la parola ātman sta per Sé individuale, che noi chiameremmo anima, a il suffisso AN che sta per non presenza.
    Il buddismo quindi afferma che non via sia in effetti un Sé individuale o anima, ma che questa sia un costrutto basato sui cinque aggregati, che sono la forma, la sensazione, la percezione, le formazioni e la coscienza.
    Non voglio scendere troppo nei particolari, ma l'idea è che il Sé di fatto sia un costrutto, come detto, e che quindi sia impermanente. Questa idea trova riscontro nel fatto che tutta la realtà creata è impermanente. Tutto si trasforma.
    È l'attaccamento che genera la percezione di continuità e conseguentemente la sofferenza che è uno dei tre segni dell'esistenza: impermanenza, sofferenza e appunto non sé.
    Nel mondo cristiano cattolico che celebra l'anima, questo modo di pensare può sembrare freddo, non dotato di anima, appunto, però dobbiamo sempre considerare le differenze culturali, linguistiche, anche se in verità i concetti possono assomigliarsi moltissimo.
    Allora un avvicinamento al mondo spirituale può essere messo in atto attraverso la meditazione e l'accoglienza o l'accettazione radicale, proprio per aiutare questi costrutti a sciogliersi.
    La meditazione sulle sensazioni del corpo è davvero molto importante.
    L'accettazione radicale anche, ed è quella posizione in cui permettiamo alla vita di manifestarsi attraverso di noi senza opporci o cercando di accogliere il più possibile.
    Ci sono però differenti anime, chiamiamole così, a differenti gradi di sviluppo. Nonostante ciò, questo tipo di percorso è praticabile dalla maggior parte delle persone.
    21 min
  • CSP LETTURE - La natura che tutto pervade
    Alle ore 18 sarò in diretta CON LE LETTURE DI CSP
    Oggi leggerò brani tratti da: "La natura che tutto Pervade" di Tulku Urgyen.

    Tulku Urgyen Rinpoche (1920 - 1996) era un maestro buddista dei lignaggi Kagyü e Nyingma che visse nell'eremo di Nagi Gompa in Nepal. Urgyen Rinpoche era considerato uno dei più grandi maestri Dzogchen del suo tempo.

    Tulku Urgyen Rinpoche (1920-1996) era famoso per le sue profonde realizzazioni meditative e per lo stile, chiaro e conciso, con cui esponeva l'essenza degli insegnamenti buddhisti.
    Poche parole, capaci di indicare la natura della mente e di mettere il discepolo in contatto diretto con la Mente di saggezza del Buddha.
    Gli insegnamenti qui presentati, scelti fondamentalmente tra quelli dati da Tulku Urgyen Rinpoche nel 1994 e nel 1995, vertono sullo stadio dello sviluppo e le pratiche correlate.

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    58 min
  • CSP15 - Forme pensiero limitanti, autosabotanti - come riconoscerle
    Per conoscere la spiritualità da dove iniziare?
    Cosa sono le forme pensiero limitanti, autosabotanti?
    La prima cosa importante da comprendere è che la mancanza di riconoscimento genera attaccamento perché noi tutti abbiamo bisogno di riconoscerci in qualcosa, quindi quando diciamo "io sono quello"
    implicitamente stiamo dando forza a una forma pensiero. Finché è così, è impossibile staccarsene. Niente e nessuno potrà farcene staccare.
    Sulla forma pensiero limitante, spesso costruiamo dorme pensiero compensative in modo da validare la personalità: sono buona, sono brava, così sono amata.
    I classici pensieri New Age sono spesso forme pensiero limitanti "Siamo tutti amore, siamo tutti uno".
    È necessario invece fare una seria ricerca, una sana introspezione, eventualmente tenere un diario, derivante dalla pratica meditativa.
    Imparare a conoscersi, attraverso il riconoscimento delle forme pensiero.
    Ad esempio nelle nostre meditazioni di Bach, con i fiori nell'ombelico, portiamo alla luce materiale inconscio su cui poi lavoriamo, per riconoscere le forme pensiero limitanti.
    21 min
  • CSP14 - Sull'abbondanza e sulla legge d'attrazione
    Si fa un grande parlare di abbondanza, di ricevere di più, di legge dell'attrazione, ma come funziona davvero la legge d'attrazione?

    Ci sono tre fattori che influenzano l'abbondanza: Il karma - la nostra apertura a ricevere - quanto ciò che facciamo influenza gli altri.

    La prima cosa che è necessario considerare però è che l'abbondanza non funziona a livello egoico, o meglio possiamo essere ricchi, avere molto denaro, ma questa non è abbondanza, è semplicemente accumulo.

    Il karma - il Buddha dice che ci sono persone che vanno dal buio alla luce, altre dalla luce alla luce, altre dalla luce al buio, altre dal buio al buio. Questa metafora spiega molto bene come ciò che agiamo nel mondo influenza la direzione che prende la nostra vita.

    La nostra apertura a ricevere: se noi pensiamo intimamente di non meritare, di non valere, di non essere utili, chiaramente questo influenza la nostra capacità di accogliere abbondanza nelle nostre vite.

    Ma anche in questo caso la percezione può essere egoica, ovvero nutrire l'ego e generare accumulo di beni, oppure può essere realmente di abbondanza.

    Definiamo abbondanza. Una persona può essere economicamente abbiente, ma povera nell'essere, perché nutre emozioni negative.

    Chiediamoci quali emozioni nutriamo dentro di noi. Condivisione, armonia, accettazione dell'altro sono la vera abbondanza.

    Può anche essere abbondanza di beni materiali, ma questo è influenzato da quanto ciò che facciamo influenza gli altri. Più questa sfera è ampia, più ampio sarà ciò che ci torna.

    Evocare la legge d'attrazione per guadagnare di più, a mio avviso, è un pensiero erroneo alla base. Un pensiero corretto potrebbe invece chiedersi cosa sto facendo che restituisce qualcosa di buono al mondo.
    14 min

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