CSP - Crescita Spirituale Pratica

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CSP - Crescita Spirituale Pratica episodes

  • CSP13 - Lottare o arrendersi?
    Lottare o arrendersi è una contrapposizione sensata. Cosa voglio dire?
    È come destino o libero arbitrio, sono le due polarità che se rese consapevoli diventano complementari. è come meditare o praticare la non meditazione promulgata da Tulku Urgyen.
    C'è una parte di persone che sostengono che si debba lottare per affermarsi nella vita e ce n'è un'altra che sostiene che si debba arrendersi all'amore e che quando lo facciamo, accogliamo l'universo dentro di noi.
    Ovviamente questi due punti di vista così differenti si autosostengono attraverso le convinzioni e sappiamo che cambiare le convinzioni è un'opera alchemica che si svolge all'interno di noi ma che è supportata dai fatti esterni.
    Ad esempio se la vita mi porta di continuo situazioni in cui devo lottare per affermarmi, la vita diventa una lotta vera e propria. Questa lotta è buona oppure no?
    Qualche tempo fa sul mio blog dei fiori ho scritto un articolo sulle donne che resistono, te lo linko qui sotto. Se la mia vita è una lotta, è fatta di resistenza, di opposizione, allora significa implicitamente che vedo la vita come qualcosa di contrario a me e reagisco, lottando.
    https://ifioridibach.com/le-donne-che-resistono-non-sono-forti/
    Per cambiare questa posizione esistenziale, ho necessità di cambiare la convinzione sottostante.
    E come si fa? Si può entrare nella sofferenza necessaria che emerge quando mi confronto con le mie convinzioni. Quali convinzioni?
    Le esploro e le vado a conoscere. Se voglio, ovviamente, è libero arbitrio. È chiaro che chi percepisce la vita come una lotta continua, sarà poco propenso a fare un lavoro di esplorazione interiore, perché in quel momento la sua energia va da dentro a fuori e non da fuori a dentro.
    L'energia dovrebbe muoversi con alternanza come il respiro. Da fuori a dentro, raccoglie gli stimoli, da dentro a fuori, li trasforma e li porta nel mondo. In questo equilibrio, c'è armonia, nell'armonia, c'è la pace.
    Se e quando propendiamo solo per una polarità, la vita si polarizza e tende a ricercare l'equilibrio attraverso agenti inconsci che riportino l'equilibrio, l'armonia, dove non c'è. Questi agenti inconsci, li chiamiamo fato, destino, malattia, casualità. Sono quelle sincronicità che accadono, ma siamo noi che le abbiamo attratte inconsciamente per evolvere.
    Se riusciamo a ritrovare l'equilibrio, si spengono, altrimenti si manifestano e ci vengono a dire che è necessario cambiare. Allora siamo costretti ad arrenderci alla loro presenza, all'evidenza.
    E ancora, con la loro presenza, possiamo scegliere se lottare, quindi andare contro, oppure arrenderci ed accogliere. Buon lavoro.
    18 min
  • CSP11: Jung frasi e aforismi: in ognuno di noi c’è un altro che non conosciamo
    Jung frasi e aforismi: in ognuno di noi c’è un altro che non conosciamo

    Mi scrive Maena: "Buongiorno Max. L’altra sera (non come ci sono riuscita) sono entrata in me stessa cercando di snodare questa emozione dell’abbandono e in fondo ma proprio in fondo ho sentito una stilettata di paura, ma non per l’abbandono, ma per quello che creerebbe in me il contrario di ciò che conosco, ovvero la stabilità e la concretezza. Sono rimasta spiazzata, ho sempre pensato di soffrire per l’abbandono e ora mi trovo a chiedermi se il mio trovare sempre persone da cui mi distacco invece è solo il meccanismo di protezione dalla stabilità e dal concretizzare. Mi puoi dare la tua visione della cosa ed eventualmente che fiore posso prendere x arrivare ad accettare la concretezza che è lo scopo che vorrei raggiungere gettando il cuore otre all'ostacolo".

    Quando Jung dice che dentro di noi c’è un altro che non conosciamo, intende proprio questo. Ci riconduce al concetto di repressione dell’ombra di cui vi parlo sempre. Re/pro alla base dei nostri studi e del nostro metodo di lavoro.

    È bellissimo sperimentare la paura della concretezza, perché significa che abbiamo iniziato a frequentare l’ombra. Chi vive una ferita da Abbandono, a sua volta abbandona, perché se no sarebbe costretto a confrontarsi con il rimanere e questo porterebbe a galla tutta una serie di emozioni come inadeguatezza, incapacità, inaffidabilità che il bambino abbandonato non vuole vedere perché in questo modo vedrebbe le parti di sé che lo guariscono dalla ferita.

    La paura che si sperimenta quando scopriamo parti di noi che non conoscevamo, è la paura di incontrare l’ombra, di sondare un territorio sconosciuto che invece è già parte di noi, ma che è semplicemente nascosto. Per questo vi invito a diventare persone diverse, a frequentare territori psichici sconosciuti per ampliare la visione che avete di voi stessi.

    La ferita da abbandono (e tutte le altre) vengono guarite frequentando l’ombra.
    21 min
  • CSP - letture 02 - Lo spettro della Coscienza di Ken Wilber (primo estratto)
    CSP - letture 02 - Lo spettro della Coscienza di Ken Wilber (primo estratto)

    Più di un libro, una visione sulla struttura della mente, svolta da uno dei massimi studiosi contemporanei dell'Anima.

    Ken Wilber è un saggista e filosofo statunitense. È uno dei fondatori del pensiero integrale e dello Integral Institute nel 1998. Attraverso una propria elaborazione delle visioni di diverse discipline, tradizioni e movimenti di pensiero quali la psicologia, la sociologia, la filosofia, lo yoga, il misticismo, il postmodernismo, la scienza e la teoria dei sistemi costruisce quello che lui chiama una teoria integrale della coscienza.

    Su Amazon: https://amzn.to/3q8ZnnY
    Su Il Giardino dei Libri: https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__lo_spettro_della_coscienza.php?pn=730
    Il mio libro "Trasforma il tuo Albero Genealogico con i Fiori di Bach": https://costellazionifloreali.com/offerta-riservata-libro-2/
    1 hr 8 min
  • CSP09 - Io merito di più!
    Io merito di più!

    Da dove nasce la percezione del meritare? Nasce dall'accoglienza.

    Facciamo una breve incursione nella psicologia di Donald Winnicott e nel concetto di "madre sufficientemente buona". Parliamo di crescita spirituale pratica, è vero, ma spesso è necessario introdurre concetti relativi alla psiche, perché in fondo stiamo parlando di Anima. La "madre sufficientemente buona" è quella madre che sa dare al bambino attenzioni spontanee e sincere.

    La "madre normalmente devota" nutre un eccessivo attaccamento e iperprotezione, ed è incapace di reagire alle manifestazioni spontanee, ma costruisce un'immagine nel bambino, che noi chiamiamo "proiezione", in cui è lei a stabilire come il bambino dovrà essere, dando vita a un falso sé.

    Cresce quindi un bambino adattato, che si adatta alle convenzioni, alle norme, agli ordini.

    Gli sforzi di questo bambino, diventando adulto, saranno quindi orientati verso l'intellettualizzazione della realtà, più che all'emozione, agli affetti e agli atti creativi.

    Perché è il falso sé ad avere ragione, ad avere successo, non il vero sé. Questa scissione che noi chiamiamo "dualismo terziario" o di terzo livello sancisce la fuga dal corpo nel mondo delle idee.

    Separa la realtà dalla fantasia. Il "bambino adulto adattato" smette di sentire la realtà di ciò che prova perché ciò che prova non è accolto, e si rifugia in un mondo idealizzato dove appunto con l'intellettualizzazione cercherà di farsi accettare, dando risalto al falso sé, quello che piace alla madre.

    Da qui nascono i sentimenti di non meritare abbastanza e di voler meritare di più, dicendo a sé stessi: "Io merito di più, io merito amore", ma anche l'idea che attraverso teorie come la Legge d'attrazione, si possano ottenere cose che non si hanno, quando invece le uniche cose che si desiderano davvero sono l'amore e l'accettazione.
    18 min
  • CSP08 - Tornare nella casa dell'anima
    Il viaggio dentro sé non può escludere chi siamo, ma deve considerare i genitori e l'imprinting che ci hanno fornito. Ma genitori e imprinting in fondo non ci dicono chi siamo. Ci suggeriscono quali aree non sono state accolte.

    Le ferite che possiamo aver vissuto a livello emotivo sono:

    Rifiuto - ha bisogno di sviluppare l'accoglienza - tende a rifiutare ciò che sente
    Abbandono - ha bisogno di sviluppare il ritrovamento - tende ad abbandonare persone e progetti
    Umiliazione - ha bisogno di sviluppare il valore - tende a svalutarsi a umiliarsi
    Tradimento - ha bisogno di sviluppare la fiducia - tende a non fidarsi e tradire e alla gelosia
    Ingiustizia - ha bisogno di sviluppare la giustizia verso sé stessa- tende a lottare contro le ingiustizie

    Possiamo lavorare le cinque ferite senza però escludere la realtà della famiglia in cui abbiamo scelto di nascere. Dopo tanto vagare fuori di sé, le persone si convincono di essere forti, di essere guerriere, in realtà hanno eretto un muro, costruito una corazza che impedisce alla luce di entrare e con la luce, la consapevolezza. Accettare la propria individualità è accettare che abbiamo scelto un percorso di vita che ci ha condotti fino a qui e che passa inevitabilmente attraverso la nostra storia personale.

    Tornare a casa non significa esibire le cicatrici delle nostre ferite, ma significa accogliere la nostra vera natura che è nascosta sotto le ferite che abbiamo subito. Questa ricerca si conduce a piccoli passi restando aderenti al sentire profondo guidato dal respiro, e partendo da questo, attraverso la meditazione.
    16 min
  • Affrontare gli argomenti difficili per la coscienza, è un atto d'amore.
    Affrontare gli argomenti difficili per la coscienza è un atto d'amore che possiamo sviluppare dentro di noi anche se apparentemente non siamo stati amati come avremmo voluto.
    Quali sono gli argomenti difficili? sono quelli che vorremmo nascondere sotto il tappeto, fingere che non esistano, perché sono dolorosi. Sono la perdita, la solitudine, la paura, la tristezza.
    È necessario accendere la lampadina della consapevolezza su questi temi, su queste dinamiche.
    Questo atteggiamento per qualcuno e sfidante. Ma in realtà è un atto di accoglienza. è un atto d'amore.
    E di amore parliamo oggi. Di sviluppare il genitore dentro di noi che ci aiuti ad accogliere le parti infantili irrisolte. Per sviluppare il genitore però è necessario sviluppare l'adulto. Non è possibile passare dal bambino al genitore senza attraversare l'adulto. Ma questo può essere fatto con amore. l'amore per sé stessi, in primis, poi per gli altri. Come si mette in pratica l'amore per sé stessi? Scopriamolo insieme.
    16 min
  • La sofferenza è reale. La tua qual è?
    La sofferenza è reale. La tua qual è?

    Spesso abbiamo una percezione della sofferenza errata che ci impedisce di comprendere appieno "come risolvere" le ferite emotive. Non è sufficiente infatti "pensare di risolvere" una ferita per guarirla, o portare consapevolezza al fatto che essa esista. Questa è pura masturbazione mentale.

    Quando ci tagliamo un dito o ci storciamo una caviglia, sentiamo dolore. Ci medichiamo e con pazienza aspettiamo che il dolore passi.

    Perché il dolore emotivo dovrebbe essere diverso? Il dolore emotivo è "sempre sentito" nel corpo perché le emozioni sono nel corpo.

    Senza questa consapevolezza è impossibile risolvere le ferite emotive. Abbiamo bisogno di imparare a sentire la paura, la tristezza, la rabbia e tutte le emozioni che emergono quando sperimentiamo la sofferenza di una ferita.
    14 min

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