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Dopo la decisione di imporre tariffe del 30% all'Europa, nei prossimi giorni vedremo un enorme bazar estivo dove si tratta su tutto: energia, difesa, cambi, acquisti di Treasuries.
Ma il mercato è focalizzato su altro: sulla prospettiva di repressione finanziaria negli USA.
Nei 30 anni precedenti alla pandemia i titoli di stato erano stati un safe haven perfetto. Qualcosa si è rotto nel 2022. Molto meglio ha fatto un altro asset haven tradizionale come l'oro. Quali saranno i safe haven del futuro?
L'argomento più caldo in questo periodo è quello della volatilità del dollaro. In questo podcast ci interroghiamo su quanto rischio cambio detenere e quanto costa coprirlo.
Pensavo di averle viste tutte ma sinceramente non ricordo una giornata surreale come quella di ieri che ha visto l'attacco iraniano a una base USA e si è conclusa con l'annuncio del cessate il fuoco.
Questa notte Trump ha ordinato l'attacco ai siti di arricchimento dell'uranio senza aspettare le due settimane di tempo che si era dato. Che cosa succede ora?
Torna a salire la tensione internazionale. Si parla addirittura di un coinvolgimento diretto degli USA. Ma i mercati sono molto vicini ai massimi. Storicamente questo tipo di eventi geopolitici ha avuto un impatto piuttosto limitato sui mercati che sembrano invece concentrati su sviluppi più strutturali di lungo periodo.
Wall Street è vicina ai massimi di sempre. Secondo molti questo non è giustificato alla luce delle incertezze che permangono. Si può parlare di prezzi che non riflettono i fondamentali?
Nonostante tutte le incertezze, Wall Street è tornata in vista dei massimi di sempre. Non è infrequente che i mercati si arrampichino su un muro di preoccupazioni. Vediamo che cosa stanno scontando.
Siamo in un periodo caratterizzato da un grande rumore di fondo ma certamente la variabile principale attorno alla quale si decidono i destini dei mercati globali è il dollaro. In particolare, sotto la lente degli investitori c'è la correlazione tra dollaro e asset rischiosi. Questa è la chiave per capire il destino del dollaro.
Lo stile negoziale di Trump è stato ribattezzato TACO (Trump always chickens out). Il Presidente non brilla per autoironia e non gli è piaciuto. Ha quindi assunto di nuovo toni duri con la Cina, mentre si comincia anche a parlare di guerra sui capitali. Quali prospettive per il mercato in un contesto che potrebbe diventare anche più incerto?
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