DAL MIO LiBRO "LIBERE EMOZIONi - Antologia di poesie"
Pareti incalcinate di basse case uguali arginano i lati di vie lastricate da sconnesse chianche bianche.
Panni stesi su piatti terrazzi, sventolano al sole mentre le donne sull’uscio tessono reti e l’aria è pregna d’odor di basilico assolato.
Indiscusso custode, il vecchio Maniero, difende lo sciabordio del mare che batte e ribatte sulla battigia tinta d’alga verdastra.
L’onda dondola paranze e lampare, annodate all’anello con corde ritorte da funai.
Solchi profondi segnano il viso austero del pescatore che, scruta l’orizzonte mentre l’acqua bagna i suoi piedi tagliati dal salmastro.
Assordante il rumore di ruote e zoccoli ferrati s’ode ad ogni tramonto.
Coppole sudate coprono il capo del rude contadino che pensa alla stagione del rosso fico d’invidia e del grappolo dorato.
Non più silenzio nel claustrale monastero di Santa Chiara ma assordante è il vociare di fanciulli che, a briglie sciolte, come puledri scalpitanti, corrono nei lunghi corridoi immacolati.
Al vespro, poi, s’ode il richiamo alla preghiera dal campanile d’ogni contrada.
Le donne, con narici pregne d’odore di ceri consunti, coperte con mantelle e fazzoletti neri, sottovoce recitano un’ave.