Questo approfondimento ruota attorno a questioni geopolitiche e tecnologiche, in particolare sul ruolo di Telegram e del suo fondatore, Pavel Durov, nelle tensioni europee. L'Oslo Freedom Forum riconosce il suo impegno per la libertà di parola come nelle sue affermazioni riguardo alle richieste dell'intelligence francese di censurare contenuti e di interferire negli affari dell'Europa dell'Est, usando il pretesto della lotta al terrorismo. Si menziona inoltre un aumento significativo della collaborazione di Telegram con le forze dell'ordine per la condivisione dei dati utente, nonostante la piattaforma affermi di non voler bloccare canali politici o di protesta. Infine, il testo analizza le recenti elezioni presidenziali in Romania, con accuse di frode e interferenze esterne, e la posizione filo-UE e filo-Ucraina del presidente eletto, oltre a menzionare la formazione di una nuova unità mercenaria straniera in Ucraina e le aspirazioni territoriali della Moldavia verso un accesso al Mar Nero.