Early Music Stories

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By Giornale della MusicaMusicMusic Interviews
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Early Music Stories episodes

  • Intervista a Peter Pontvik, Ensemble Villancico, in occasione dell'uscita del disco Fiesta Barroca Latina
    L’Ensemble Villancico fondato e diretto da Peter Pontvik si è costituito a Stoccolma nel 1995 per far conoscere la ricchezza del patrimonio musicale ibero-americano. Nel corso degli anni il gruppo ha eseguito molti concerti e registrato diversi dischi dedicati alle musiche conservate negli archivi e nelle biblioteche dei diversi paesi dell’America del Sud.

    L’ensemble prende il nome dal genere musicale forse più rappresentativo del cosiddetto Barocco latino-americano che è il villancico, la forma canzone monodica iberica rinascimentale e poi polifonica “trapiantata” in America Latina a seguito della colonizzazione europea attraverso le missioni di evangelizzazione delle popolazioni native.
    Nel sincretismo linguistico e tematico dei versi dei villancicos anonimi o d’autore convivono argomenti e sentimenti di origine religiosa e di natura profana, e nelle danze si avvertono anche le influenze africane.

    Nel nuovo disco del gruppo di musica antica svedese, intitolato ¡Fiesta Barroca Latina!, risaltano i canti che esprimono l’attesa e la gioia della Natività richiamate dal frequente incipit “óigan” (udite), un invito ad ascoltare, partecipare e celebrare gli eventi festosi che costituiscono uno dei principali aspetti dell’attività dell’Ensemble Villancico, raccontata da Pontvik di questa intervista.

    Paolo Scarnecchia
    21 min
  • Intervista a Ottavio Dantone e Accademia Bizantina per l'uscita del disco Arcangelo Corelli Concerto Grossi op. 6
    La musica di Arcangelo Corelli è stata molto importante nella storia dell’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone, fin dal primo incontro tra il clavicembalista e l’ensemble ravennate specializzato nella esecuzione della musica barocca, e i dodici Concerti grossi op.6 stampati nel 1714 hanno sempre fatto parte del loro repertorio.

    Con questa nuova incisione discografica l’Accademia Bizantina consolida l’intimo rapporto con il violinista e compositore conterraneo che è stato uno dei più importanti e influenti musicisti del suo tempo.

    Lo confermano le parole di Dantone che in questa conversazione ricorda il suo primo incontro con il gruppo del quale è da tempo direttore, evidenziando le caratteristiche dello stile musicale di Corelli che è stato una grande fonte di ispirazione e che l’Accademia Bizantina ha approfondito sempre di più per cercare di comunicare quello che in generale definisce “l’eccitante suono della musica barocca”.

    Basta leggere la loro dichiarazione d’amore: “Corelli è la nostra storia, ci ha insegnato a parlare attraverso la musica. Il nostro linguaggio è radicato nelle sue note. Questo disco è un viaggio nel quale memorie, sentimenti ed emozioni riaffiorano, guidandoci attraverso infiniti e fantastici percorsi”.

    Paolo Scarnecchia
    19 min
  • Intervista a Rinaldo Alessandrini per l'uscita del disco Monteverdi tutti i madrigali (parte prima)
    Gli undici cd che racchiudono tutti madrigali di Monteverdi riuniti per la prima volta in un cofanetto, rappresentano trent’anni di attività musicale di Rinaldo Alessandrini e del suo ensemble Concerto Italiano. I nove libri di madrigali monteverdiani infatti sono stati registrati in momenti diversi senza pensare o pianificare una edizione integrale e senza seguire un ordine cronologico dettato dalle date della loro pubblicazione originale.

    Dunque ogni cd è una fotografia sonora di Concerto Italiano scattata in momenti diversi a partire dal 1993 con il Quarto Libro, fino ad arrivare a quella del 2021 che ritrae il Primo Libro, e se poi si conta lo scarto che a volte esiste tra la data di registrazione e quella di pubblicazione dei rispettivi dischi, il cerchio si chiude esattamente tra il 1993 e il 2023.

    Nonostante il passare del tempo, l’evoluzione tecnologica della registrazione audio, i diversi ingegneri del suono, e l’alternanza degli interpreti, la ricerca e la direzione interpretativa di Alessandrini ha costantemente privilegiato e messo in primo piano la chiarezza e l’intensità espressiva dei madrigali di Monteverdi, ed è per questo che è considerato un punto di riferimento per la prassi esecutiva e la poetica della musica del geniale compositore che con la sua straordinaria creatività segna il passaggio tra il Rinascimento e il Barocco.

    In questa conversazione il direttore di Concerto Italiano spiega l’importanza dell’intimo rapporto tra la poesia e la musica nel periodo in cui il compositore è vissuto, e le qualità vocali richieste per l’interpretazione di madrigali nei quali ogni parola va vissuta e scolpita in un gioco di squadra alla pari fra i cantanti.

    Paolo Scarnecchia
    19 min
  • Intervista a Rinaldo Alessandrini per l'uscita del disco Monteverdi tutti i madrigali (parte seconda)
    Gli undici cd che racchiudono tutti madrigali di Monteverdi riuniti per la prima volta in un cofanetto, rappresentano trent’anni di attività musicale di Rinaldo Alessandrini e del suo ensemble Concerto Italiano. I nove libri di madrigali monteverdiani infatti sono stati registrati in momenti diversi senza pensare o pianificare una edizione integrale e senza seguire un ordine cronologico dettato dalle date della loro pubblicazione originale.

    Dunque ogni cd è una fotografia sonora di Concerto Italiano scattata in momenti diversi a partire dal 1993 con il Quarto Libro, fino ad arrivare a quella del 2021 che ritrae il Primo Libro, e se poi si conta lo scarto che a volte esiste tra la data di registrazione e quella di pubblicazione dei rispettivi dischi, il cerchio si chiude esattamente tra il 1993 e il 2023.

    Nonostante il passare del tempo, l’evoluzione tecnologica della registrazione audio, i diversi ingegneri del suono, e l’alternanza degli interpreti, la ricerca e la direzione interpretativa di Alessandrini ha costantemente privilegiato e messo in primo piano la chiarezza e l’intensità espressiva dei madrigali di Monteverdi, ed è per questo che è considerato un punto di riferimento per la prassi esecutiva e la poetica della musica del geniale compositore che con la sua straordinaria creatività segna il passaggio tra il Rinascimento e il Barocco.

    In questa conversazione il direttore di Concerto Italiano spiega l’importanza dell’intimo rapporto tra la poesia e la musica nel periodo in cui il compositore è vissuto, e le qualità vocali richieste per l’interpretazione di madrigali nei quali ogni parola va vissuta e scolpita in un gioco di squadra alla pari fra i cantanti.

    Paolo Scarnecchia
    20 min
  • Intervista a Paolo Da Col e Odhecaton per il disco Sabbato Sancto - Lamentationes and Responsoria - Paolo Aretino
    C’è ancora molta musica del passato da scoprire, come quella di Paolo Antonio Del Bivi, noto come Paolo Aretino, un compositore ‘stanziale’ vissuto nella città toscana nel Cinquecento al servizio della chiesa di S. Maria della Pieve e del Duomo.

    Esistono poche testimonianze che lo riguardano e non è possibile delinearne un ritratto biografico completo, dunque è soprattutto la sua musica che racconta in forma polifonica una certa semplicità non priva di sensibilità e originalità ed estremamente suggestiva. Almeno a giudicare dalle Lamentazioni e dai Responsori della Settimana Santa che si possono ascoltare per la prima volta in epoca moderna, grazie alla incisione discografica realizzata dall’ensemble vocale Odhecaton diretto da Paolo Da Col in collaborazione con la Fondazione Guido d’Arezzo.

    Sia i Responsori che le Lamentazioni vennero stampati separatamente a Venezia tra il 1544 e il 1546, e rappresentano uno dei primi esempi di musica polifonica edita in Italia per la liturgia della Settimana Santa.In questa intervista Paolo Da Col descrive alcuni aspetti dello stile e del carattere delle composizioni presenti nel disco che ha appena ricevuto il Diapason d’Or dalla storica rivista musicale francese, con l’elogio della recensione firmata da Frédéric Degroote che si conclude in questo modo: “Si ammira all’infinito questa plasticità vocale diabolicamente efficace in cui le voci di dispiegano nella loro pienezza mettendo in risalto ciascun dettaglio con una coesione che toglie il respiro (Plange quasi virgo). Questa riscoperta mostra Odhecaton nella sua forma migliore.”


    Paolo Scarnecchia
    18 min

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