Scrivi "descrivimi questo prodotto" e ottieni qualcosa di generico, piatto, già visto mille volte. Scrivi invece chi sei, come lavori, perché hai fatto certe scelte, e l'Ai ti restituisce qualcosa che assomiglia davvero a te. La differenza non è nello strumento. È in quello che ci metti dentro. È il punto centrale di Teresa Potenza, giornalista e formatrice, ospite del podcast Parliamone Chiaro di Confartigianato Imprese Territorio, a cura di Elisa Marasca e Giuliano Gaudenzi.
Il rischio di omologazione non viene dalla macchina: viene da chi la usa come scorciatoia invece che come amplificatore della propria voce.
Perché c'è qualcosa che non si dovrebbe mai delegare: la relazione con i clienti, il giudizio estetico, la reputazione costruita nel tempo. La competenza che serve non è tecnica, è narrativa. È saper tradurre la propria storia in istruzioni prima che la macchina cominci a lavorare. Per muoversi in un mercato saturo di tool, Potenza suggerisce tre domande: cosa devo delegare, quanto posso spendere, quanto sono a mio agio con la tecnologia. Semplice. Ma pochissimi se le fanno davvero. E nel frattempo, l'Ai continua a fare quello che le viene chiesto. Nel bene e nel male.
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