Secondo il giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, il Piano nazionale di ripresa e resilienza del presidente del Consiglio Mario Draghi sta suscitando un’ampia delusione tra le forze politiche italiane. Tale delusione nascerebbe dal fatto che il precedente esecutivo aveva dipinto il Fondo europeo per la ripresa come una fonte quasi inesauribile con cui soddisfare collegi elettorali e clientele politiche. Draghi, invece, non intende solamente distribuire denaro, ma ha effettuato anche una rigida selezione di progetti che siano capaci realmente di produrre ulteriore crescita economica e che possono essere realizzati entro la durata del piano di sviluppo, fino al 2026. Sulla fattibilità del Pnrr italiano – sempre stando al quotidiano di Francoforte - la Commissione europea sembra nutrire alcune perplessità, dubitando che le vaste riforme annunciate da Draghi saranno attuate in parallelo ai programmi di spesa. Inoltre, a Bruxelles si conosce la lentezza dell'amministrazione italiana quando si tratta di gestire i fondi comunitari e pertanto – conclude l’articolo - “non è presumibilmente attendibile l'attuazione” dei numerosi programmi inseriti da Draghi nel suo Piano di ripresa e resilienza
Goldman Sachs, in una nota alla clientela, rivela che il Pil del Regno Unito quest'anno crescerà di un "sorprendente" +7,8% , superando anche gli Stati Uniti. Il Fondo Monetario Internazionale aveva già previsto che la Gran Bretagna, la quinta economia mondiale, nel 2021 sarebbe cresciuta del 5,3%. Tuttavia rispetto a quelle previsioni ci sono stati segni di un'accelerazione nel ritmo della ripresa britannica, grazie soprattutto alla rapidità con cui si è proceduto nella distribuzione dei vaccini, che attualmente sono stati somministrati a più della metà della popolazione
Vietare la vendita di auto diesel, benzina, e anche ibride, entro il 2035, prevedendo per quella data soltanto mezzi elettrici.
Questo l'obiettivo dell'appello rivolto alla Commissione Europea, al Parlamento europeo e ai governi dei Paesi membri Ue, sottoscritto da 27 grandi aziende - tra cui Coca-Cola, Ikea, Sky, Uber, Volvo, e le italiane Enel X e Novamont - insieme con 6 associazioni di automotive, energia, sanità, finanza. Nell'appello - aperto a nuovi ingressi - si fa presente che, fissando "un obiettivo di CO2 per i costruttori di veicoli a 0 grammi per chilometro", si potrebbe inaugurare una nuova era di mobilità a zero emissioni
Netta delusione da parte di Assaeroporti per il mancato inserimento nel Pnrr dei progetti per la transizione green e digitale del sistema aeroportuale italiano. L'Associazione considera questa scelta come "un errore", poichè gli investimenti previsti per oltre 3 miliardi di euro - come spiegano, appunto, i gestori aeroportuali italiani – mirano a favorire lo sviluppo sostenibile degli scali, con un valore aggiunto generato di quasi un miliardo di euro e un impatto positivo sull’occupazione stimato in oltre 22 mila lavoratori in più nel periodo 2022-2026. Un’opportunità persa per l’economia del Paese e per il rilancio di uno dei settori più colpiti che, nell’ipotesi migliore, ritornerà ai livelli pre-Covid solo nel 2024.
Secondo Assaeroporti, gli effetti di questa scelta, in termini di regressione della competitività del Paese, sono stati sottovalutati. L’Italia vive di turismo e di scambi internazionali e deve molte delle sue opportunità di crescita e di sviluppo economico, sociale e culturale, al comparto aereo. Gli aeroporti hanno investito e stanno investendo, già da diversi anni, importanti risorse sulla sostenibilità del settore, soprattutto in termini di transizione energetica e decarbonizzazione: e a testimoniare gli sforzi compiuti, concorrono anche importanti certificazioni ottenute a livello europeo e mondiale come l’”Airport Carbon Accreditation” e “NetZero 2050"