In Palestina, dalla Striscia di Gaza alla Cisgiordania continuano il genocidio, la pulizia etnica e l’occupazione coloniale per mano israeliana.
In 24 ore almeno 3 i morti palestinesi: tra loro ieri sera, nel nord, un bambino, mentre stamattina un 2enne è stato ucciso da un cecchino a Bani Suheila. Sfiora così ormai 73mila il bilancio ufficiale dei palestinesi ammazzati nel genocidio in corso dal 7 ottobre 2023, 604 dei quali uccisi da Israele da quando è in vigore il finto cessate il fuoco.
Da Gaza alla Cisgiordania: continui assalti di militari e coloni in West Bank, con nel mirino in particolare la zona orientale, quella della Valle del Giordano. Qui un bambino morto e 2 feriti nell’esplosione di un ordigno isrealiano, scagliato in precedenza per coprire le provocazioni dei coloni, ma rimasto inesploso. Un altro bambino è rimasto ferito, per i raid dei soldati, ad Anata (nordest di Gerusalemme), mentre un 25enne è stato colpito alle gambe a Dura, sud di Hebron.
Così la vita, quotidiana, in Cisgiordania, dove Israele procede all‘annessione formale di terre e proprietà palestinesi. A chiarire, in maniera cristallina, cosa voglia la destra fascista e colonica al potere a Tel Aviv è il ministro delle finanze Smotrich, che annuncia un piano per “incoraggiare la migrazione dei palestinesi”, cioè la deportazione etnica su larga scala, senza spiegare dove. Il ministro ha poi ribadito la volontà di arrivare “al’abolizione totale degli Accordi di Oslo degli anni ’90 e l’applicazione della sovranità complessiva israeliana alla Cisgiordania”.
In questo quadro drammatico l’Anp di fatto tace, limitandosi a fare il poliziotto per conto di Israele. Su questo fronte aperta un’inchiesta sull’uccisione di un ragazzo di 15 anni e sul ferimento grave di una bambina di 5 anni da parte delle forze di sicurezza palestinesi durante l’arresto del padre, Samer Samara Bani Odeh, esponente dell’Fplp a Tubas.
Di fronte e tutto questo il ministro degli Esteri italiano, Tajani, rivendica in Parlamento la decisione di partecipare al Board of peace trumpiano, il banchetto coloniale per la spartizione e speculazione sulle macerie di Gaza. Per Tajani, “non ci sono alternative al piano di Trump, La nostra assenza a un tavolo in cui si discute di pace nel Mediterraneo sarebbe incomprensibile”, aggiunge.
Le opposizioni accusano il governo Meloni di aggirare la costituzione, che all’articolo 11 impedisce allo stato italiano di partecipare a organismi internazionali che non sono Ue o Onu, che giusto oggi denuncia come, al ritmo attuale, ci vorranno 7 anni a Gaza solo per rimuovere le macerie. Alla fine comunque la destra ha approvato la risoluzione della Meloni, per fare un piacere agli Usa, dove domani si aprirà il Board. Unico Paese europeo di una certa rilevanza presente – come osservatore – sarà proprio l’Italia, in compagnia di…Cipro e Ungheria.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Triestino Mariniello, docente di Diritto penale internazionale alla John Moores University di Liverpool, già Legal Team delle vittime di Gaza alla Corte Penale Internazionale. Ascolta o scarica.