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Si avvicina la fine di ottobre, il passaggio all'ora solare e inesorabili arrivano anche le scuse per evitare di muoverci. Ecco quindi la nostra collezione autunno/inverno 2026-27 dei motivi per cui, a volte, preferiremmo non allenarci.
L'album di questa settimana è Nevermind dei Nirvana: https://open.spotify.com/intl-it/album/2UJcKiJxNryhL050F5Z1Fk?si=RqhrQ2VzTTK17mkS3Wt3xQ
In questo episodio approfondiremo due diversi tipi di stanchezza: quella che ci chiude in noi stessi e quella che ci apre al mondo. Sono le stanchezze che già viviamo sulla nostra pelle, le approfondiremo e cercheremo di capirle meglio.
L'album del 1991 legato a questo episodio è Ten dei Pearl Jam: https://open.spotify.com/intl-it/album/5B4PYA7wNN4WdEXdIJu58a?si=lOgXCEJ1RYybiCpSdSyCzQ
In questo episodio, partiamo da una poesia di Konstantinos Kavafis per un lungo viaggio sul significato del percorso e del traguardo.
L'album di questo episodio è Achtung Baby degli U2
Tra quello che puoi fare e quello che fai c'è uno spazio. E in questo episodio parliamo proprio di quello spazio.
Lo chiamiamo margine.
Trovi la playlist dell'episodio qui.
Il primo episodio della seconda stagione di ESC è una lunga intervista a Cristian Minoggio, registrato all'inaugurazione del nuovo store di Kailas FUGA a Chamonix qualche giorno prima che Cristian vincesse la CCC di UTMB.
L'intervista però non parla di gare.
Le gare le vediamo, ne conosciamo i risultati, ci sono i tempi, le classifiche, i video. Proprio per questo ho voluto parlare con Cristian di tutto il resto. Per capire chi è. Per capire com'è il campione dentro.
Perché i muscoli si vedono, l'atleta nella sua completezza - invece - si conosce.
Quello che sentirai in quest'episodio è un uomo che parla della solitudine come di una materia di studio. Di aquilotti che si appoggiano in cresta e ti dicono di girare i tacchi cinque minuti prima che arrivi un fulmine. Di marmotte che fischiano una volta o due volte, e la differenza conta. Di un fantasma che d'inverno accende le luci in un albergo chiuso, a Formazza. E di un ragazzo che, arrivato ventesimo, si piazzava sotto il podio a guardare le premiazioni pensando: un giorno toccherà a me.
Cosa succede quando smettiamo di misurare, registrare e condividere ogni nostro passo? In questo ultimo episodio prima della pausa estiva, ci avventuriamo in un viaggio alla scoperta dello "sforzo invisibile". Una puntata speciale, scritta e rimasta chiusa in un cassetto per un anno intero, diventando essa stessa un perfetto esempio di ciò che racconta.
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Come sempre, la puntata è accompagnata da una speciale selezione musicale. Questa volta troverai 15 brani "ad alta fedeltà", perfetti per decomprimere e lasciare spazio ai pensieri. Tra gli artisti: Brian Eno, Philip Glass, Radiohead, Jon Hopkins e Franco Battiato.Trovi la playlist qui: https://open.spotify.com/playlist/3xzmysvmhJFmfY4wVhNBEC?si=a99ca7bb49854050
Tutti noi abbiamo dei percorsi "sicuri": quelle strade asfaltate dove il corpo inserisce il pilota automatico e la mente vaga tra liste della spesa ed email in sospeso. Ma cosa succede quando, d'istinto, decidiamo di deviare verso un sentiero sterrato nel bosco?
In questo episodio di ESC scopriamo come abbandonare l'illusione del controllo per abbracciare l'imprevedibilità di un terreno sconnesso. Correre fuoristrada non è solo una via di fuga dal traffico, ma un potente strumento per risvegliare il corpo e calmare una mente troppo rumorosa.
Per questa deviazione dall'asfalto serviva una colonna sonora diversa. Niente "cassa dritta", ma musica che assomigli a un viaggio e che danzi con il ritmo irregolare dei tuoi passi. La trovi qui: https://open.spotify.com/playlist/3PbnuxhFngDOWncmtOH3sh?si=9e41ba07c27f49d7
Fai un bel respiro, stacca gli occhi dal cronometro e guarda bene dove metti i piedi. Ogni passo, anche il più piccolo, conta.
Tutto ciò che ci circonda vibra, e noi non facciamo eccezione. Ma quante volte lo stress, le notifiche e il rumore della vita quotidiana ci fanno sentire "scordati", proprio come uno strumento musicale che ha perso la sua armonia?
In questo episodio di ESC, facciamo un vero e proprio viaggio acustico per scoprire come le frequenze sonore influenzano la nostra corsa, i nostri allenamenti e il nostro recupero mentale. Non siamo macchine da spingere sempre al massimo: impariamo a usare il suono - e il silenzio - per riaccordare il nostro corpo.
La Playlist di ESC:
Questo episodio va vissuto sulla pelle. Abbiamo costruito un viaggio sonoro esatto per accompagnare la tua curva di allenamento: https://open.spotify.com/playlist/1frkrT1kIQ2jev2I2yg4Wp?si=7637dc477b9a43c0
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Nota di servizio: Se i potenti mezzi ci supportano, la prossima settimana torna un nuovo megaepisodio di Fuorisoglia nel format tradizionale insieme a Martino.
Accorda il tuo strumento, alza il volume e buon ascolto.
Ogni passo, anche quello più piccolo, conta.
In questo episodio di ESC impariamo a viaggiare con il "bagaglio leggero", per trasformare la fatica in pura esplorazione. Tra albe silenziose nelle città d'arte, power hiking sui sentieri di montagna e recupero attivo al mare, scopriamo come de-strutturare la routine e adattarci al paesaggio. Perché in vacanza staccare la spina non è un passo indietro: il riposo è il miglior allenamento che tu possa fare.
Da San Pellegrino ai sentieri del Dolomiti Extreme Trail. In questo secondo atto di "Above the Noise", esploriamo la visione di Kailas FUGA e le sfide di una community emergente attraverso tre voci: Nina Sun (Brand Director Kailas FUGA), Donatello Rota (FMC Italia) e Nicol Guidolin (atleta del Talent Team femminile). Un viaggio tra innovazione tecnica, inclusione e l'emozione pura prima di una 100 miglia.
Above the Noise. Un progetto Kailas FUGA x RNLVRS.
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I temi chiave dell'intervista a Nina Sun (Brand Director Kailas FUGA)
Dato che l'intervista originale è in inglese e che abbiamo a disposizione un numero limitato di caratteri per la descrizione, ecco un riassunto esaustivo dei concetti affrontati da Nina:
L'Europa come vero banco di prova
Per Kailas FUGA, l'Europa non è solo un mercato, ma il territorio culturale dove il trail running è nato e cresciuto. Qui c'è una percentuale enorme di popolazione con una profonda connessione con la natura e la montagna. La logica del brand è chiara: "Sappiamo di fare ottime scarpe, ma se riusciamo a farci amare in Europa, da un pubblico così esperto e storicamente legato a questo sport, allora significa che valiamo davvero".
La tecnologia al servizio delle ultra-distanze (EX 330 e TORX)
Ispirarsi a gare estreme come il Tor des Geants significa guardare a un gruppo specifico di atleti che spingono il corpo al limite per giorni interi. Lo sviluppo tecnologico nasce per risolvere i loro problemi reali (come le vesciche o le unghie nere, un tempo considerate inevitabili). Risolvere questi problemi tecnici estremi permette a chiunque di correre meglio, avvicinando sempre più persone allo sport.
Il DXT e l'esplosione del trail al femminile
Nina vede nelle Dolomiti una destinazione di livello mondiale con un potenziale enorme, grazie anche alla posizione strategica che collega varie nazioni europee. Ma il dato che l'ha colpita di più al DXT è stata la presenza di 1.200 donne alla partenza (circa un terzo dei partecipanti). Mentre in Europa la media femminile nel trail è attorno al 35%, in Cina sfiora già il 40%. Kailas FUGA vuole supportare attivamente questa crescita.
Il Talent Team Femminile: oltre la semplice sponsorizzazione
Invece di investire solo in pubblicità o in atlete élite inarrivabili, FUGA ha scelto di supportare donne con vite complesse, incastrate tra lavoro e famiglia. Il trail running diventa uno strumento di emancipazione: correndo nella natura, le donne si liberano dalle etichette sociali ("madre", "moglie") per ritrovare se stesse, capendo di essere forti e potenti senza dover dipendere da nessuno. L'obiettivo è creare modelli reali per ispirare altre donne.
La Community come Musa: nessuna divisione tra atleti e ingegneri
Sandro fa notare l'apparente contrasto tra l'ossessione estrema per la tecnologia (laboratori, grip millimetrico, partnership Vibram) e l'investimento sulle persone "normali" con The Big Test. Per Nina, questa tensione non esiste: sono la stessa cosa.
La community è la vera musa ispiratrice del brand: sono i runner a chiedere soluzioni per i problemi che affrontano in montagna. Il brand risponde con ingegneria complessa. Poiché la tecnologia pura (mescole, matrici, numeri) è incomprensibile per il runner medio, la community funge da "traduttore". È l'utente finale a spiegare al grande pubblico perché una scarpa ha una suola integrale (per evitare che i rami buchino la tomaia e feriscano il piede) o perché un vest ha tasche dal design asimmetrico. La tecnologia nasce dalle persone e viene spiegata dalle persone.
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