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Eurofocus episodes

  • Europa ostaggio dello Stretto di Hormuz
    Petrolio e gas, ovviamente. Ma la chiusura dello Stretto di Hormuz per la guerra in Iran porta con sé anche un altro grande rischio per l'economia globale, e per l'Europa in particolare: una crisi dell'alluminio, che legherebbe direttamente il piano dell'energia e quello dell'industria. Di cosa stiamo parlando? Dal canale controllato dai Pasdaran iraniani passa normalmente più del 20% del metallo che raggiunge gli Stati Uniti e la prospettiva di uno stop a queste forniture ha già innescato una corsa al rialzo dei prezzi, saliti del 3,8% a 3.315 dollari per tonnellata dopo che QatarEnergy ha interrotto la produzione di Gnl, fondamentale per alimentare la produzione di alluminio.

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    7 min
  • L’Iran, la guerra e le disfunzionalità dell'Ue
    L'attacco sferrato da Israele e Usa contro l'Iran, al di fuori di qualsiasi regola internazionale, riporta la pura forza e la politica di potenza al centro delle relazioni internazionali e mette l'Unione Europea di fronte a tutte le sue disfunzionalità. 

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    13 min
  • Guerra in Iran, Europa spettatrice inerte?
    Nel nuovo confronto tra Stati Uniti, Israele e Iran, l’Europa si ritrova ancora una volta a metà strada tra diplomazia e impotenza. Mentre Washington e Gerusalemme decidono tempi e modalità dell’uso della forza, Bruxelles invoca moderazione, prova a pianificare evacuazioni e spera di difendere quel che resta del suo peso nella regione. Ma quanto conta davvero l’Unione su un dossier che incide direttamente sulla sua sicurezza energetica, politica e strategica?

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    10 min
  • Ucraina, l'Ue a mani vuote e Trump gira al largo
    I vertici dell'Ue si sono recati a Kiev a mani vuote nel quarto 'anniversario' dell'inizio dell'invasione su larga scala della Russia. Ursula von der Leyen e Antonio Costa, al di là delle parole, non hanno potuto annunciare nulla di concreto a beneficio del Paese che entra nel quinto anno di guerra, un chiaro segno del mutamento del clima in Europa sulla questione ucraina.

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    13 min
  • Ue, Vannacci spezza in tre la destra italiana
    Il generale ed eurodeputato Roberto Vannacci, poco dopo aver lasciato la Lega, è stato accolto a braccia aperte nel gruppo dell'Esn, il più piccolo e il più a destra dell'Aula, creato dai tedeschi dell'AfD. Un passaggio gravido di conseguenze, anche in Italia.

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    12 min
  • Ue alle prese con i dazi di Trump, l’incertezza regna sovrana
    La clamorosa bocciatura dei dazi di Trump da parte della Corte Suprema ha aperto uno scenario di ulteriore, crescente, incertezza per tutte le parti coinvolte. Le istituzioni della Ue prendono tempo, le imprese devono fare i conti con il loro peggiore nemico, l’instabilità delle regole. Una marea di ricorsi può intasare i tribunali, mentre è prevedibile che gli investimenti possano fermarsi.


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    7 min
  • Più Russia, meno America: ex combattenti, droni e il nuovo alfabeto della sicurezza europea
    Siamo entrati nel quinto anno di guerra in Ucraina, tre interviste raccontano la stessa trasformazione da tre angoli diversi: la visione baltica della “minaccia strutturale”, la fine dell’automatismo dell’ombrello americano, e la rivoluzione dei droni che cambia dottrina, industria e deterrenza. Dal nodo degli ex combattenti russi alla sfida di spendere bene i 14,9 miliardi del fondo Safe, fino alla lezione ucraina: innovazione e esperienza operativa non possono più stare separate.

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    10 min
  • Bollette, rischio collisione con l'Ue sulle quote Ets
    Il governo italiano, per abbassare i costi dell'energia elettrica, ha deciso di toccare le quote dell'Ets, un sistema di scambio delle quote di emissioni di anidride carbonica che è un pilastro delle politiche climatiche Ue. 

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    12 min
  • Chi paga davvero i dazi di Trump?
    Trump sostiene che il conto del suo Liberation Day lo stiano pagando i Paesi stranieri. Ma i numeri della Federal Reserve di New York raccontano un’altra storia: il peso ricade soprattutto su imprese e consumatori americani.

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    7 min
  • Lagarde può lasciare prima, aperta la corsa alla Bce
    La notizia è stata prima anticipata dall’Adnkronos, la scorsa settimana, e poi rilanciata oggi dal Financial Times. Christine Lagarde potrebbe lasciare in anticipo la guida della Bce, con la corsa alla successione che è di fatto già aperta. Nonostante le smentite di rito, l’ipotesi è diventata concreta in corrispondenza di movimenti e ‘incastri’ che riguardano la politica comunitaria e, in particolare, quella francese. Un cambio al vertice della Banca centrale europea prima della scadenza naturale del mandato a fine ottobre 2027, quindi prima delle elezioni in Francia di aprile 2027, consentirebbe a Emmanuel Macron di ‘pesare’, insieme soprattutto al cancelliere tedesco Friedrich Merz, nella scelta del nuovo presidente.

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    8 min

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