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Eurofocus episodes

  • Ceuta e Melilla, perché la Spagna non intende lasciare le due città africane al Marocco
    Madrid reclama Gibilterra ma rifiuta di discutere la sovranità delle due città sulla costa marocchina (e ci sono altri territori contestati). Una contraddizione solo apparente, dietro la quale si intrecciano storia, diritto internazionale, volontà degli abitanti e controllo dei flussi migratori.


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    Estratti audio: archivio audiovisivi Adnkronos. 
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    16 min
  • Ceuta divide l’Europa, chi è il mandante?
    Tecnicamente, va considerata una crisi migratoria. Lo spostamento simultaneo di oltre 50mila persone attraverso un confine altamente presidiato, quello tra Marocco e l'enclave spagnola di Ceuta, nella sua fotografia istantanea richiama alla mente i grandi sbarchi del passato, come quello della nave Vlora carica di 20mila albanesi approdata nel porto di Bari 35 anni fa, l'8 agosto 1991. Ma quello che è successo tra giovedì e venerdì scorso a Ceuta è qualcosa di molto più complesso di un'ondata di migranti. Ci sono una serie di domande aperte, e di contraddizioni evidenti, che tratteggiano uno scenario da guerra ibrida. Ci sono dei mandanti, e chi sono? Come è stato possibile non prevedere nulla e farsi trovare così impreparati? Quanto pesano i rapporti diretti tra Spagna e Marocco e quanto le diverse combinazioni possibili di interessi (Russi? Americani? Di una coalizione larga contro la Spagna di Pedro Sanchez?)? I punti interrogativi si sommano, non a caso, in un complesso intreccio di fattori politici e geopolitici, che hanno premesse e conseguenze che affondano nell'economia e nella demografia.

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    10 min
  • Riconoscimento facciale, si apre un nuovo fronte tra Roma e Bruxelles
    Il governo ha accelerato al Senato, in Commissione politiche europee, sullo schema di decreto legislativo che adegua la normativa nazionale ai sistemi e alle regole europee in merito all'uso dell'intelligenza artificiale e del riconoscimento facciale da parte delle forze di polizia. Una mossa che non è piaciuta alle opposizioni e neanche alla Commissione europea che ricorda come l’Ai act lo vieti espressamente. Il confronto politico, con la cronaca segnata dalle violenze di Bologna e dalla guerriglia No Tav, è tornato a infiammarsi. Ma cosa prevede il provvedimento in questione e quali sono i nodi che alimentano i dubbi?

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    7 min
  • L’Italia valuta quanti fondi Safe usare per la Difesa
    L’Italia userà i fondi Safe, lo strumento dell'UE che fornisce prestiti fino a 150 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri ad aumentare gli investimenti nel settore della difesa. L’annuncio arrivato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani ha aperto un dibattito particolarmente acceso nella maggioranza di governo, con la Lega, soprattutto, a rivendicare l’unica opzione secondo il Carroccio percorribile: che sia il Parlamento a decidere quanti fondi utilizzare e come indirizzare la spesa. Intanto, la Commissione Ue spinge perché l’Italia utilizzi tutti i 14,9 miliardi messi a disposizione dell’Italia.



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    8 min
  • L’Europa brucia e il fuoco comincia a fabbricarsi il meteo
    Tra Francia e Spagna circa 330 mila persone sono state costrette a lasciare case, campeggi e località turistiche. In Gironda è stato osservato il primo pirocumulonembo documentato nel Paese: una nube temporalesca alimentata dall’incendio, capace di produrre venti, fulmini e nuovi focolai. Le temperature torneranno sopra i 40 gradi, mentre l’Unione europea prova a passare dalla mentalità dell'emergenza a una politica di prevenzione, adattamento e gestione del territorio.

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    14 min
  • L’autogol russo di Pirlo: perché Fonbet gli è costata la Nazionale
    Andrea Pirlo non ha violato le sanzioni europee collaborando con Fonbet. Ma la sua partecipazione alla campagna di un bookmaker russo e a un evento organizzato a Mosca ha reso politicamente indifendibile la sua nomina a commissario tecnico. Il caso mostra che, per chi rappresenta un Paese, il rispetto formale delle leggi non basta: contano anche il contesto, la reputazione e l’uso che gli altri fanno della tua immagine.

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    11 min
  • Chi decide la tecnologia europea? La sovranità digitale tra regole, reti e potere
    L’Unione europea non vuole più limitarsi a regolare il mercato digitale: prova a decidere quali tecnologie utilizzare, quali dipendenze ridurre e quali industrie costruire. Ma la sovranità digitale ha un costo. E le nuove regole su reti, cloud e cybersicurezza aprono un confronto tra Bruxelles, governi e imprese.

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    15 min
  • Dalla “Banca mondiale della difesa” al debito comune: l’Europa cerca i soldi per diventare potenza
    Una nuova banca multilaterale per finanziare sicurezza e industria militare. Un safe asset europeo capace di sostituire una parte dei debiti nazionali e rafforzare il ruolo dell’euro. E poi il futuro del Pnrr, i fondi pensione e i risparmi europei che continuano a finanziare gli Stati Uniti. Ne parliamo con Fabrizio Pagani, partner della banca d'affari Vitale, presidente della Fondazione M&M ed ex Sherpa G20 del governo italiano

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    13 min
  • La Spagna vince i Mondiali, l’Europa più lontana da Trump
    La Spagna non ha solo vinto, per la seconda volta nella sua storia, i Mondiali di calcio. La Spagna ha vinto i mondiali americani, monopolizzati dalla presenza invasiva di Donald Trump, riportando l'Europa sul tetto del mondo. È la massima espressione del calcio ma è anche un'affermazione che ha una marcata connotazione politica. In un mondo sempre più frammentato e polarizzato, la Spagna guidata da Luis De la Fuente in panchina e da Lamine Jamal in campo, ha calcisticamente rimesso al centro la scuola spagnola, con una evidente impronta del Barcellona, che è anche identità e appartenenza a un modello di calcio e di società che non vuole compromessi. Quella che ha vinto a New York è anche la Spagna di Pedro Sanchez, che ha prevalso sull'Argentina di Javier Milei, in casa di Trump. Non si tratta solo di un gioco di figurine e di personalità politiche profondamente distanti tra loro.

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    5 min
  • ‘Buy European’ contro armi Usa: la vera battaglia dopo il vertice Nato di Ankara
    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non vuole che l’Europa sia autonoma. Vuole che l’Europa paghi di più per la difesa e che dia i suoi soldi agli Stati Uniti. L’Europa invece ha capito che deve diventare autonoma. Un’ambizione che però richiede tempo e molti compromessi: con Washington, di cui non può fare a meno, e con se stessa. Non tutti i Paesi dell’Unione concordano infatti sul principio del ‘Buy European’, che dà preferenza alle imprese del blocco. Intanto al Forum dell'Industria della Difesa della Nato, a latere del vertice di Ankara del 7-8 luglio, gli alleati hanno annunciato circa 54 miliardi di dollari di nuovi accordi di fornitura militare, mentre macinano verso la parità di spesa con gli Usa all’interno dell’Alleanza.

    Estratto audio: VIDEO Trump says there was 'tremendous love' and unity at NATO summit Fundraiser
    Associated Press - 9 lug 2026.

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    10 min

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