"L’interno del tempio era ombroso, gelido.
Le fiaccole di Kalen quella notte non si accesero.
Nessuno parlò più.
Si salutarono in fretta senza troppe cerimonie e la giovane Arith si separò da loro, voltandogli le spalle.
Lasciò Takoda così, senza un abbraccio, uno sguardo o una parola.
Lo avrebbe fatto in ogni caso probabilmente, anche conoscendo per certo l’esito della propria sorte.
I suoi passi riecheggiarono in direzione nord del santuario, mentre Takoda la seguiva con lo sguardo fino a vederla scomparire nella tenebra. Aveva il cuore incastrato nella trachea.
Stringeva spasmodicamente lo scettro e non riusciva a pensare ad altro, non sentiva altro che un unico, infiammato d’amore e doloroso pensiero, mentre gli Arith si disponevano tutt’attorno. Sentiva solo, nella mente:
Per gli Dei, Kairos, proteggi questa ragazza.
Karma, oh Karma ti prego, non portarti via la mia bambina.
Chissà come avrebbe reagito potendo sentire le risate di sollazzo di Balor, al di là della cupola."
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