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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
La nonna è molto vecchia, ha tante tante rughe e i capelli tutti bianchi; ma gli occhi brillano ancora come due stelle; anzi, son più belli, delle stelle, e così dolci, così affettuosi, che il guardare in fondo ad essi fa bene all’anima. E la nonna sa anche le storie più curiose. Ha un vestito a grandi fiori, di una stoffa di seta così pesante, che accompagna ogni movimento con un fruscìo. La nonna sa tante cose, perché è vissuta un bel po’ prima che il babbo e la mamma fossero al mondo. La nonna ha un libro antico di preghiere con certi grandi fermagli d’argento, e legge spesso nel libro. Tra le pagine, c’è una rosa, schiacciata e secca; non è così bella come le rose che le stanno dinanzi, nel vaso; e pure essa le sorride più affettuosamente che a quelle, e, tal volta, sì, le vengono anche le lacrime agli occhi.
adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
Un mastino aveva un cattivo padrone che gli faceva patire la fame. Quando non ne poté più, se ne andò via tutto triste. Per strada incontrò un passero che gli disse: “Fratello cane, perché‚ sei così triste?” – “Eh, ho tanta fame, e non ho niente da mangiare.” Allora il passero disse: “Caro fratello, vieni con me in città: ti sfamerò io.” Così andarono insieme in città e quando giunsero davanti a una macelleria, il passero disse al cane: “Fermati qui, ti butterò giù un pezzo di carne.” Si posò sul banco, si guardò intorno e a forza di beccate e di strattoni riuscì a far cadere un pezzo carne che si trovava sull’orlo. Il cane lo acchiappò, corse in un angolo e lo divorò.
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
Una lupa mise al mondo un lupacchiotto e invitò la comare volpe a fare da madrina. -E’ nostra parente stretta- disse -è astuta e ha molto giudizio: potrà addestrare il mio figlioletto e aiutarlo a farsi strada nel mondo.- La comare volpe fu molto onorata per l’invito e disse: – Vi ringrazio per l’omaggio che mi fate, comare lupa; io mi comporterò in modo da contentarvi-. Durante il banchetto la comare volpe mangiò quanto più potè, divertendosi allegramente, e poi disse: – Cara comare lupa, è nostro dovere provvedere al piccolo lupacchiotto; dovete nutrirvi bene perché‚ si irrobustisca. Conosco un ovile dove sarà facile prenderci un bel bocconcino-. L’idea piacque tanto alla comare lupa, e si avvicinò all’ovile con la comare volpe. Questa le mostrò l’ovile di lontano e disse: – Da quella parte potrete intrufolarvi dentro inosservata; nel frattempo voglio guardarmi un po’ attorno da quest’altra, per vedere di acchiappare un pollastrello-. […]
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
“Dove preferite pascolare la vostra mandria?,” chiese un tale ad un bovaro. “Qui, signore, dove l’erba non è né troppo grassa né troppo magra, altrimenti non fa bene.” – “Perché?,” chiese il signore. “Sentite quel grido roco che viene dal prato?,” rispose il pastore, “è il trombotto. Una volta era un pastore, così pure l’upupa. Voglio raccontarvi la loro storia.”[…]
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
Una volta una volpe raccontò al lupo quanto l’uomo fosse forte: nessuna bestia poteva resistergli, e dovevano adoperare l’astuzia per salvarsi da lui. Il lupo rispose: -Però, se mi capitasse di vederne uno, gli salterei addosso-. -Posso aiutarti io- disse la volpe -vieni da me domani mattina presto, e te ne mostrerò uno.-
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* dai 9 anni in su
Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
C’era una volta un contadino che si chiamava pinopino e una contadina che si chiamava pinapina; per la contadina il parroco del villaggio, che si chiamava don pippino, aveva un debole e desiderava trascorrere tutta una giornata da solo con lei a spassarsela; e la cosa piaceva anche a lei. Allora un giorno egli le disse: -Mia cara Pinapina, mi è venuta un’idea, per poter finalmente trascorrere insieme un’intera giornata e divertirci. Sapete? Mercoledì vi mettete a letto e dite a vostro marito che siete ammalata, e vi lamentate e gemete per bene e continuate così fino a domenica, quando io faccio la predica. E io dirò che se qualcuno ha in casa un bambino ammalato, un marito ammalato, una moglie ammalata, un padre ammalato, una madre ammalata, una sorella ammalata, un fratello o chicchessia, e si reca in pellegrinaggio al monte Gallegallicchio, in Italia, guarisce all’istante-. […]
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
[…] Era ormai grande quando un giorno il re osservandola vide che somigliava in tutto alla moglie morta; allora egli provò un amore ardente per lei e disse ai consiglieri: -Voglio sposare mia figlia: è il ritratto di mia moglie morta, altrimenti non troverò altra sposa su questa terra-. All’udire queste parole, i consiglieri inorridirono e dissero: -Dio ha vietato che il padre sposi la figlia; dal peccato non può venire alcun bene-. Anche la fanciulla inorridì quando venne a conoscenza dell’intento del padre, ma sperava ancora di poterlo dissuadere. Così gli disse: -Prima di secondare il vostro desiderio, devo avere tre abiti: uno d’oro come il sole, l’altro d’argento come la luna, e il terzo splendente come le stelle; e inoltre voglio un mantello fatto con pellicce di ogni sorta, e ogni animale del vostro regno deve dare un pezzo della sua pelliccia-. […]
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
C’era una volta una povera donna che diede alla luce un maschietto: e poiché‚ il neonato aveva indosso la camicia della fortuna, gli predissero che a quattordici anni avrebbe sposato la figlia del re. Dopo pochi giorni il re in persona giunse nel villaggio e, senza farsi riconoscere, domandò che cosa vi fosse di nuovo. “Oh,” gli risposero, “è nato un bambino con la camicia della fortuna: a quattordici anni sposerà la figlia del re.” Al re la notizia non piacque, così andò dai poveri genitori e domandò se volessero vendergli il loro bambino. Dapprima questi rifiutarono, ma poi, siccome lo sconosciuto insisteva tanto offrendo oro in quantità e loro non avevano neanche il pane quotidiano, finirono con l’accettare e pensarono: E’ un figlio della fortuna, non gli mancherà nulla. […]
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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
C’era una volta un pastorello, famoso ovunque per le risposte sagge che dava a qualsiasi domanda. Ne sentì parlare anche il re di quel paese, ma non ci credette e lo fece chiamare. Gli disse:
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