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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
C’era una volta in Svizzera un vecchio conte che aveva un unico figlio, ma così stupido che non riusciva a imparare nulla. Allora il padre disse: -Ascolta, figlio mio, per quanto io faccia non riesco a cacciarti niente in testa. Devi andare via di qui, ci saranno altri maestri più capaci di me che sapranno fare ciò che io non ho saputo fare-. Il giovane fu così mandato in un’altra città e rimase presso un maestro per un intero anno. Trascorso questo periodo, tornò a casa e il padre gli chiese:
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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
Al tempo in cui Nostro Signore girava ancora sulla terra, una sera si fermò con san Pietro da un fabbro, e fu bene accolto. Ora avvenne che entrò in quella casa un povero mendicante, oppresso dalla vecchiaia e dai malanni, e chiese la carità al fabbro. San Pietro ne ebbe pietà e disse: -Signore e Maestro, se non ti spiace, guariscilo dal suo male, perché‚ possa guadagnarsi il pane da s‚-. Il Signore disse dolcemente: -Fabbro, imprestami la tua fucina, e mettici del carbone: voglio ringiovanire il vecchio infermo-. Il fabbro era pronto, san Pietro tirò il mantice, e quando le fiamme divamparono belle alte, Nostro Signore prese il vecchietto e lo spinse nella fucina in mezzo al fuoco rosso, sicché‚ egli ardeva come un rosaio e lodava Iddio a gran voce. […]
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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
C’era una volta un uomo che aveva tre figli e non possedeva altri beni che la casa in cui abitava. Ognuno dei figli avrebbe voluto avere la casa alla sua morte, ma egli li amava tutti allo stesso modo e non sapeva come fare per non fare torto a nessuno; venderla non voleva perché‚ era la casa dei suoi padri: altrimenti avrebbe diviso il denaro fra di loro. Finalmente gli venne un’idea e disse ai figli: -Andate in giro per il mondo e mettetevi alla prova; ognuno di voi impari un mestiere e, quando tornerete, chi farà il miglior capolavoro avrà la casa-. I figli furono d’accordo. Il maggiore volle fare il maniscalco, il secondo il barbiere e il terzo il maestro di scherma. Stabilirono quando sarebbero tornati tutti a casa e se ne andarono. Il caso volle che tutti e tre trovassero ottimi maestri, presso i quali impararono proprio bene. […]
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Illustrazione di Stepan Zavrel
Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
Un trottolino e una pallina stavano in un cassetto insieme a altri giocattolini e il trottolino propose alla pallina: “Senti pallina bella perché non ci fidanziamo, dato che siamo insieme nel cassetto?” ma la palla che si credeva una signorina per bene non volle neppure rispondere. Il giorno dopo venne il bambino padroncino di quei giocattoli, prese il trottolino, lo dipinse di rosso e giallo e vi piantò nel mezzo un chiodo di ottone; ci stava proprio bene soprattutto quando girava. “Mi guardi!” disse il trottolino alla palla. “Che cosa ne dice adesso? non possiamo fidanzarci? Stiamo proprio bene insieme, lei salta e io danzo! nessuno potrebbe essere più felice di noi.”
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Adattamento e messa in voce d Gaetano Marino
C’era una volta un re che era ammalato, e più nessuno ormai credeva che potesse vivere ancora. I suoi tre figli, che erano molto addolorati, scesero a piangere nel giardino del castello. Là incontrarono un vecchio che domandò loro il perché‚ di tanto dolore. Gli raccontarono che il padre era così ammalato che presto sarebbe morto, poiché‚ nulla poteva giovargli. Il vecchio disse: -Io conosco un rimedio: l’acqua della vita; se la beve, guarirà. Ma, è difficile da trovare-. Il maggiore disse: -La troverò-.
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C’era una volta un mugnaio che aveva una bella figlia; e quando fu in età da marito pensò: “Se si presenta un pretendente come si deve e me la chiede in moglie, gliela darò, in modo da sistemarla.” Ora avvenne che arrivò un pretendente che sembrava molto ricco; e il mugnaio, non trovando nulla da ridire, gli promise sua figlia. Ma la fanciulla non lo amava come si deve amare un fidanzato, e provava orrore in cuor suo ogni volta che lo guardava o che pensasse a lui. Un giorno egli le disse: -Sei la mia fidanzata e non vieni mai a trovarmi-. La fanciulla rispose: -Non so dov’è la vostra casa-. -La mia casa è la fuori, nel folto del bosco- rispose il fidanzato. Allora ella cercò delle scuse e disse: -Non riuscirò a trovare la strada-. Ma egli replicò: -Devi venire da me domenica prossima, ho già fatto degli inviti, e perché tu possa trovare la strada la cospargerò di cenere-. […]
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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
Una volta ci fu una grande guerra dove il re diede ai soldati una paga così misera, che proprio non bastava loro per vivere. Allora tre soldati si misero insieme e pensarono di scappare. Uno disse: -Se ci prendono, però, saranno guai seri: come faremo?-. L’altro rispose: -Là c’è un grosso campo di grano; se vi entriamo e ci nascondiamo, non ci trova nessuno: l’esercito non può entrare là in mezzo-. Così si acquattarono nel grano, e vi rimasero due giorni e due notti. Passò il tempo e avevano tanta fame che credevano di morire, perché non potevano uscire. Allora dissero: -A cosa ci serve essere scappati, se qui ci tocca morire miseramente di fame!-. In quella giunse a volo nell’aria un drago di fuoco, li vide distesi laggiù e chiese: -Che cosa fate lì in mezzo al grano?-.
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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
Si racconta di una principessa, Datmà, bellissima e leggiadra, che non voleva sposare nessun uomo, sia che fosse ricco o di nobile lignaggio. La principessa Datmà avrebbe sposato con tutto il cuore colui che l’avrebbe sconfitta in un torneo: a spada e lancia. Ma, se il pretendente fosse stato sconfitto la principessa gli avrebbe sottratto il cavallo, le armi e i vestiti e inoltre lo avrebbe marchiato a fuoco nella fronte come un suo schiavo. Molti principi erano venuti da lontano ed erano stati sconfitti. Anche Bahràm, figlio di un re della Persia, sentì parlare della principessa Datmà, e si mise in marcia, con tanti denari, cavalli e tesori, per incontrarla, affrontarla e sposarla.
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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
Una volta morì un contadinello molto pio e devoto e arrivò alla porta del cielo. Nello stesso tempo ci arrivò anche un signore, ben vestito e molto molto ricco, e anche lui voleva entrare in paradiso. Venne San Pietro con le chiavi, aprì la porta per fare entrare il ricco, a quanto pare il contadinello non lo aveva visto, e chiuse la porta. Là fuori il contadinello sentì con quanta festa, musica e canti si accoglieva il ricco signore in paradiso. Alla fine tornò il silenzio, San Pietro venne alla porta e fece entrare anche lui. […]
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