Il presidente della banda di Castel Goffredo e di Aim a TempoRadio
“Una banda è un po’ come una piccola nazione. Ha un direttivo, un vero e proprio piccolo governo, che deve decidere per le questioni inerenti alla musica, come pure per quelle di quotidiana necessità. Non solo: abbiamo anche un direttivo giovani, che amministra la junior band, e questo ci fa davvero piacere”, dice Romeo Faganelli, parlando in qualità di presidente della banda di Castel Goffredo.
Elenca alcune attività appena svolte, parla di altri appuntamenti che riguardano sia la formazione “adulta” sia quella junior, per poi affrontare il tema geopolitico ed economico, parlando da imprenditore.
“Qualche tempo fa ero più ottimista. Lo sono ancora perché vedo che, nonostante il settore pubblico, l’economia tiene: c’è voglia di fare”, dice Faganelli, che affronta anche la questione di quanto il governo abbia fatto o non abbia fatto a favore delle imprese.
“A me basterebbe che nominassero ministri persone competenti. Invece spesso vedo qualcuno che non sa nemmeno di cosa stia parlando”, dice polemicamente, aggiungendo che il problema dell’Italia nasce dal debito pubblico, aumentato in questi ultimi anni, e che “non si può più dare la colpa al superbonus”.
Faganelli individua una grossa fonte di guai economici nella spesa pubblica, che negli ultimi tempi è aumentata di ben trecentocinquanta miliardi.
“Bisogna eliminare gli sprechi. In Italia abbiamo circa ottomila aziende pubbliche, la maggior parte delle quali non ha né impiegati né operai, ma solo cda. In altre parole, sono stipendifici e basta”.