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Le opere qui esposte portano alla scoperta di mondi fantastici, a tratti esotici, magici, incantati. Lo studio delle figure antropomorfe, della relazione con il non umano, dell’essere in potenza di qualsiasi essere vivente, caratterizzano una dimensione parallela rispetto all’abituale modo di vedere la sfera del reale. Giustapposizioni di luoghi, culture, tradizioni vicine e lontane risuonano nello spazio espositivo e nelle menti di chi osserva.
Il viaggio è un tema che viene toccato anche in un’altra parete, dove viene raccontato un percorso alla ricerca di altri mondi geografici e interiori, lasciandoci la libertà di pensarci ovunque e in ogni luogo allo stesso tempo. Un’evocazione di atmosfere sospese e quasi surreali delineano una realtà che viene qui utilizzata come punto di partenza di una trasfigurazione che passa attraverso l’immaginazione e la meraviglia. Sinfonie di colori e forme armonizzano lo spazio dentro e fuori le tele, creando un tutt’uno fantastico che, ancora una volta, non riusciamo a collocare in uno spazio o un tempo definito, invitandoci ad spalancare alla nostra mente le porte dell’immaginazione per raggiungere quei luoghi reconditi dentro di noi.
In questa parete viene raccontato l’incontro con l’altro in forme, colori e tecniche molto differenti, ma accomunati da un tempo e uno spazio sospesi, quasi a ricordare l’intimità intrinseca dell’istante rappresentato, un’insieme che in sè racchiude un senso di straordinario e di universale. Spontaneità, immediatezza, calore intrecciano i racconti di vita di persone che mai hanno incrociato i reciproci cammini, eppure stringono quel punto tra stomaco e cuore in chi ne osservi l’espressività.
Troviamo qui schiettezza e sincerità espressiva: le opere raccolte su questa parete sono un diretto invito alla riflessione sul sé, allo scoprire i dettagli dell’identità, propria e di chi attraversa il fluire dei giorni, decostruendola e ricostruendola, costantemente, senza arrivo, in un’evoluzione continua del proprio essere e del proprio divenire.
Le curatrici, Matilde Nuzzo e Francesca Malverti, introducono l'esposizione diffusa di arte inclusiva FORMAE MENTIS
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LENSart
Ascolta le podguides dell'esposizione!
FORMAE MENTIS
Uno stimolo per…
In entrambe le città l’esposizione è ospitata in due luoghi particolarmente simbolici per la crescita collettiva della comunità:
– il Salone del Palazzo dei Trecento di Treviso, edificio storico del XII secolo dove tutt’oggi si riunisce il Consiglio Comunale;
– la Biblioteca Civica di Verona, sede custode della cultura per antonomasia, due luoghi, di sapere, di incontro, di confronto e di crescita della vita cittadina.
Entrambe le esposizioni vogliono essere un punto di riferimento per una rivendicazione di diritti fondamentali della persona, perché non vengano giudicate ed etichettate in base al genere alla conformità verso dei paradigmi sociali.