Orazio è stato il maggior poeta lirico latino. Nato a Venosa nel 65 a.C, figlio di un liberto, studiò a Roma e ad Atene. Dopo la sconfitta nella battaglia di Filippi nel 42, che aveva combattuto con Bruto e Cassio, incontra nel 38 Mecenate, e grazie a Publio Virgilio Marone entra nel suo circolo. Scriverà quattro libri di Odi: la poesia 11 del libro I contiene la celebre locuzione “Carpe diem”, ossia “cogli l’attimo”. La sua opera va molto oltre questa citazione: i libri di Odi di Orazio sono quattro, a cui si aggiungono due libri di Satire, che evidenziano la sua vena ironica, e le Epistole, indirizzate ai Pisoni, ad Augusto e a Giulio Floro, che contengono elementi della sua poetica. La poetica di Orazio si distingue per l’accuratezza formale, la vena malinconica e l’elogio stoico della rettitudine morale; nella sua filosofia ci sono anche tracce epicuree: caratteri di questa corrente di pensiero sono, nel suo caso, la ricerca del piacere, il distacco dalla vita politica e l’aura mediocritas, ossia la “giusta misura”. Morirà pochi mesi dopo il suo amico Mecenate, nell’8 a.C. nella villa che lui gli aveva donato.
Qui trovate i riferimenti ai libri e agli articoli citati nell'episodio:
La letteratura latina - Pierre Grimal
Storia della poesia latina - Luca Canali
Odi - Orazio (scelte e tradotte da Guido Ceronetti)
Orazio: poesia e saggezza di fronte alla precarietà della vita