FRED Film Radio - Italian Channel

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FRED Film Radio - Italian Channel episodes

  • “No Activity – Niente da segnalare”, intervista agli attori Rocco Papaleo e Fabio Balsamo

    Grazie a “No Activity – Niente da segnalare“serie original Prime Video in 6 episodi disponibili dal 18 gennaio, è nata una coppia comica di cui non si potrà più fare a meno: Rocco Papaleo e Fabio Balsamo, nei panni, rispettivamente di Toni, Leggenda della mafia e Dario, lo stagista del crimine.

    Diretti da Valerio Vestoso, i due attori in No activity interpretano due criminali in attesa di un carico importante, costretti ad attendere informazioni e nel mentre, cercare di ammazzare il tempo. Lo stesso inesorabile passare del tempo senza azione, lo subiscono i poliziotti che li sorvegliano, interpretati da Alessandro Tiberi e Luca Zingaretti e due colleghe deputate alla radio in centrale, la maniaca del controllo, ruolo affidato a Carla Signoris e la malcapitata, Emanuela Fanelli.

    “La sfiga non esiste –  dice il Toni di Rocco Papaleo al Dario di Fabio Balsamo – sei tu che sei una pippa”.  I due attori commentano quanto il fato abbia giocato un ruolo importante nella loro vita e carriera. Bisogna farsi trovare pronti dalla fortuna, suggerisce Balsamo.

    Prima di salutarci poi, Papaleo e Balsamo analizzano gli uomini di oggi attraverso i loro impacciati ed emotivi personaggi.

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    5 min
  • “No Activity – Niente da segnalare”, intervista alle attrici Emanuela Fanelli e Carla Signoris

    Tratta da un format australiano ma esclusivamente original italiana, su Prime Video dal 18 gennaio c’è “No Activity – Niente da segnalare”, serie in 6 episodi diretta da Valerio Vestoso con un cast di mattatrici e mattatori della commedia italiana: Luca Zingaretti, Rocco Papaleo, Carla Signoris, Emanuela Fanelli, Fabio Balsamo.

    Incontriamo Fanelli e Signoris, che nella serie interpretano due poliziotte in continuo scontro in centrale, costrette a fare da operatrici radio in una notte di appostamenti che non portano a nulla.

    Seppur confrontandosi e scontrandosi attraverso dei cliché con cui spesso le donne stesse attaccano altre donne, Emanuela Fanelli rimarca sul fatto che il suo personaggio e quello di Carla Signoris in realtà rappresentano “due tipi umani, indipendentemente dal genere”.

    “Abbiamo riso troppo tra noi – rivela Carla Signoris – spero rida anche il pubblico”.

    Le due attrici, interrogate su una frase che si dice nella serie “la sfida non esiste, sei tu che sei una pippa”, rispondono sul ruolo della fortuna nel successo di ogni artista e individuo.

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    6 min
  • “Pare Parecchio Parigi”, intervista al regista Leonardo Pieraccioni

    Ispirato dalla storia vera dei fratelli Michele e Gianni Bugli che nel 1982 partirono con il padre malato in roulotte e gli fecero credere di essere arrivati a Parigi, Leonardo Pieraccioni scrive a quattro mani con Alessandro Riccio, la sceneggiatura di “Pare Parecchio Parigi” , il suo 15esimo film, dove racconta di tre fratelli che si inventano un finto viaggio all’interno del loro podere in Toscana per far felice il padre, ormai giunto al capolinea della vita, interpretato da un insolito Nino Frassica.

    In uscita il 18 gennaio 2024, il film è dedicato ai sognatori conferma Pieraccioni poiché “sono facilitati nelle pesantezze che spesso si incontrano nella vita”.

    Interpretati dallo stesso Pieraccioni e da Chiara Francini e Giulia Bevilacqua, i tre fratelli riescono a perdonare un padre e perdonarsi e con questa storia il regista di I Laureati dichiara di aver voluto “raccontare i non detti, i nodi che non si sciolgono in una famiglia”.

    Crede nelle seconde e anche ultime possibilità dunque Leonardo Pieraccioni, che ci si possa riconciliare, anche a pochi metri dalla fine.

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    5 min
  • Nicoletta Romeo, intervista alla Direttrice Artistica del 35° Trieste Film Festival

    “Bisogna stare attenti alle scoperte ed alle nuove voci”, le parole della direttrice artistica del Trieste Film Festival, Nicoletta Romeo, a descrivere la regola fondamentale che guida da 35 anni la mission della manifestazione.

    In programma dal 19 al 27 gennaio, al Politeama Rossetti, il Teatro Miela e il Cinema Ambasciatori di Trieste, il primo e principale appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Europa centrorientale, nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino, apre in maniera insolita con due incredibili eventi:

    Il 19 gennaio la programmazione del Teatro Miela si inaugura con “Do Not Expect Too Much from the End of the World” di Radu Jude, prossimamente nelle sale italiane con “I Wonder Pictures“.

    Il 23 gennaio sarà invece il Politeama Rossetti ad accogliere il secondo film di apertura del festival, quel Green Border, Premio Speciale della Giuria all’ultima Mostra di Venezia e dall’8 febbraio al cinema con Movies Inspired e Circuito Cinema, che segna il grande ritorno di una maestra del cinema europeo, la polacca Agnieszka Holland.

    Il concorso  lungometraggi conta quest’anno 7 titoli dove c’è grande fermento, grandissima presenza femminile come sempre e una varietà di visioni, generi e stili imprevedibile.

    Il programma del Premio Corso Salani propone una selezione di 5 titoli italiani non ancora distribuiti in Italia, da “Anna“di Marco Amenta (lo scorso anno nella nostra sezione work in progress This is IT) a “Lala“ di Ludovica Fales, prodotto dal goriziano Igor Princic, da “La solitudine“ è questa di Andrea Adriatico (che Corso Salani ha diretto in Il vento, di sera) a “Tempo d’attesa” di Claudia Brignone, miglior doc italiano al Festival di Torino, e L’albume d’oro dei moderni sperimentatori Samira Guadagnuolo e Tiziano Doria.

    “Nella sezione Fuori dagli Schermi, abbiamo selezionato piccoli gioielli realizzati da giovani autori con pochi mezzi ma grande originalità espressiva” conferma Nicoletta Romeo.

    Da quest’anno la collaborazione per un cinema inclusivo, con InCinema Festival, ideato da Federico Spoletti e diretto da Angela Prudenzi.

    Infine, per Wild Roses, la sezione che ogni anno fa il punto sulle cineaste di un Paese dell’Europa centro orientale, ci si dedica alla Germania con una selezione curata da Executive Director della Berlinale Mariëtte Rissenbeek, una collezione di sguardi femminili più interessanti della Germania contemporanea, 13 titoli. Tra le registe ospiti, a guidare la delegazione tedesca, ci sarà Margarethe von Trotta, ospite a Trieste per presentare il suo nuovo film, Ingeborg Bachmann – Journey Into the Desert, presto nelle sale italiane distribuito da Movies Inspired.

     

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    18 min
  • “C’è ancora domani”, intervista all’attrice e regista Paola Cortellesi

    Paola Cortellesi debutta alla regia con “C’è ancora domani“, film di apertura della 18esima Festa del cinema di Roma, scritto insieme a Furio Andreotti e Giulia Calenda, e con protagonisti la stessa attrice, Valerio Mastandrea, Romana Maggiora Vergano, Emanuela Fanelli, Giorgio Colangeli e Vinicio Marchioni. Il dramedy in bianco e nero, nelle sale dal 26 ottobre con Vision, è ambientato in una Roma popolare e post-bellica dove dentro le mura di una casa si consuma la violenza domestica. Cortellesi ha voluto rendere omaggio a tutte le donne di quel tempo che nessuno ha mai raccontato.

    Un’opera prima che nasce da sceneggiatrice

    La voglia di girare un film è venuto a Cortellesi non in quanto attrice, ma sceneggiatrice. “Ho sentito che non volevo lasciar andare via quello che scrivevo. Me lo avevano proposto già anni fa, ma ci è voluto un po’. Avevo voglia di realizzare qualcosa attraverso la mia immaginazione e non quella di altri registi“.

    Un film rivolto anche alle nuove generazioni

    “Il titolo del film è un messaggio di speranza verso il futuro – spiega Cortellesi – Sono felice se il film lo vedranno anche i giovani. Mentre lo scrivevamo Giulia Calenda mi ha regalato il libro “Nina e i diritti delle donne” e leggendolo ho avuto l’illuminazione riguardo al finale del film. L’ho letto anche con mia figlia che è rimasta incredula di fronte al fatto che noi donne siamo state così discriminate. Mi sono sentita sollevata, ma anche preoccupata. Era importante che lei sapesse da dove veniamo. Se nasci donna stai dalla parte di chi ha sempre subito. Nilde Iotti diceva che i nostri diritti non sono eterni e bisogna combattere per ottenerli“.

    La violenza non esibita

    Cortellesi ha scelto di “coreografare” le scene di violenza, attraverso la musica e i movimenti, e non mostrarla al pubblico. “Mi interessava raccontare la violenza domestica come un rituale. Se avessi mostrato delle percosse in modo realistico, ci saremmo soffermati solo sulle conseguenze, sui lividi, sul dolore. Mi interessava mostrare ciò che avviene da anni in quella casa, come un balletto“.

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    16 min
  • “Frarìa”, intervista con il regista Alberto Diana

    Con il suo nuovo cortometraggio “Frarìa“, Alberto Diana torna al Torino film festival, portando una storia rurale di ribellione e crescita in un villaggio sardo, nel periodo della nascita del fascismo in Italia. Un coming of age personale e politico, tutto recitato in dialetto, che racconta la necessità di una scelta che farà diventare adulto.

    Il confronto tra se stesso e la comunità in cui si vive

    In “Frarìa“, Alberto Diana vuole mostrare il momento in cui la consapevolezza di se stesso deve fare i conti con il mondo circostante e le scelte che inevitabilmente il passaggio all’età adulta comporta, per poter essere in pace con se stessi e andare avanti.

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    8 min
  • “Folle D’Amore – Alda Merini”, intervista con l’attrice Rosa Diletta Rossi

    Una delle protagoniste di “Folle D’Amore – Alda merini” di Roberto Faenza, in programma al Torino Film Festival 41, Rosa Diletta Rossi ha l’incarico e il magnifico peso di interpretare la poetessa in gioventù, con tutte le vessazioni e i dolori che ha dovuto sopportare per poter affermare la propria unicità e personalità.

    La consapevolezza del proprio compito

    Per Rosa Diletta Rossi accettare il ruolo è stata la sfida della vita: l’importanza della poetessa era una spada di Damocle che però è stata stimolo e motore per un impegno, che cme dci racconta, è stato enorme ma meraviglioso.

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    6 min
  • “Folle D’Amore – Alda Merini”, intervista con il regista Roberto Faenza

    Roberto Faenza è al Torino Film Festival con il suo nuovo film “Folle D’Amore – Alda Merini“, una biografia sulla poetessa più famosa e amata d’Italia. In un arco narrativo che racconta la vita di Alda Merini sin dalla giovinezza, compone un manifesto anche politico sulla autodeterminazione femminile e la paura che generava e ancora genera nella società, tema purtroppo sempre molto attuale.

    Solo necessità di libertà, di essere se stessa

    Il concetto alla base di “Folle D’Amore – Alda Merini“, per Roberto Faenza, è l’interpretazione erronea e violenta di una voglia di libertà e autodeterminazione come una forma di pazzia, che ha segnato la vita della Merini. Lei non era pazza, siamo molto più pazzi e confusi noi ora in questo mondo schizofrenico.

    Una casa centro del mondo

    In “Folle D’Amore – Alda Merini” nella fase adulta della vita della poetessa una splendida Laura Morante è la padrona di un appartamento che diventerà il centro della discussione su cultura e arte. Il simbolo della forza e della importanza che Alda Merini ha avuto nella cultura italiana.

     

     

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    7 min
  • “Ex-Husbands”, interview with director Noah Pritzker

    After premiering at the San Sebastian Film Festival in september, “Ex-husbands“, Noah Pritzker’ second film is screening at the 41st Torino Film Festival, out of competition. With Griffin Dunne as the protagonist in the role of a father left in a sort of existential crisis as his wife left him and his sons are basically living their own lives and dramas, the film, to quote Pritzker, “could be perceived as a late coming-of-age for a 67 years old”.

    Ex-Husbands’ first idea, reveals Pritzker, started as a way to analyze the brothers, their relationship within each other and their trying to understand their father. Along the writing process, the father emerged as the protagonist.

    The director also comments on the fact that, unexpectedly, shaping the protagonist’s personality felt easier than the other characters as they were closer in age to him and it was easier to fall back on his own experience.

    Besides Griffin Dunne, the film sees the participation of James Norton, Miles Heizer and Rosanna Arquette.

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    9 min
  • “La donna che riapriva i teatri”, intervista al regista Francesco Ranieri Martinotti

    Presentato alla 41esima edizione del Torino Film Festival, Fuori Concorso nella sezione Ritratti e Paesaggi, “La donna che riapriva i teatri“, diretto e sceneggiato da Francesco Ranieri Martinotti è un docu-musical, cosi come lo definisce lo stesso regista, narrato come una favola da Drusilla Foer, su Roberta Betti, la donna che salvò il Teatro Politeama pratese dalla minaccia dell’essere trasformato in garage.

    Successe tutto negli anni ’90, quando Roberta Betti, nata a Prato, da un muratore e una sarta, mise in piedi un comitato cittadino per acquistare dalla banca, proprietaria dell’immobile e salvarlo, il teatro che si trova nel cuore della città e che ancora oggi dopo trent’anni continua ad avere un cartellone ricco di spettacoli: dall’Opera lirica, al teatro, dall’operetta, ai concerti pop.

    Francesco Ranieri Martinotti ha trasformato questa storia in una favola narrata da Drusilla Foer che oltre a prestare volto e voce al racconto, è anche vicina al teatro stesso, avendo debuttato da artista e attrice, proprio al Politeama Pratese.

    Nella struttura del film confluiscono  diversi elementi: il racconto in prima persona dei protagonisti della vicenda, la partecipazione speciale di Drusilla Foer, le testimonianze di Simona Marchini, Giovanni Caccamo, Franco Godi e la partecipazione di Agnese Gori, Elena Caliani e gli altri allievi della scuola ARTEINSCENA.

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    9 min

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