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Ieri ho messo della zucca in forno con del sale. Doveva essere il mio sfogo dopo una giornata pesantissima. Non ha funzionato: la zucca è finita in frigo e io sono andato a dormire con la testa piena.
Il giorno dopo ci ho fatto degli gnocchi. Non sono venuti come volevo. Li ho passati nel burro, parmigiano, pepe. Erano davvero buoni.
Questo episodio parla di cosa fai quando le cose non vanno come hai pianificato. Non le butti, provi a trasformarle.
Oggi il frigo non è pieno. È piena la mente.
Ho iniziato a cucinare con serietà a 14 anni. Non l'ho mai trasformato in lavoro perché non volevo perdere l'amore per farlo.
Ma venerdì 16 ottobre cucino per degli sconosciuti. Non per aprire un ristorante, ma per capire se voglio farlo ancora.
In questo episodio parlo di una passione che ho sempre protetto, di un'idea che rimandavo da settimane per mancanza di energie, e di come l'unico modo per capire se vuoi davvero qualcosa sia farlo: una volta, senza pressione, senza aspettative. Un esperimento. Ingresso libero, portate il vino.
Sono appena tornato da 16 giorni in Sud Est asiatico. Oggi la mia giornata: autostrada, lavatrice 1, impasto una pizza perché la desidero, ufficio, spesa, farmacia, lavatrice 2, zaino nuovo, asciugatrice, pizza in forno, aspirapolvere, email, prossimo viaggio da programmare, vestiti da piegare.
E in mezzo a tutto questo, questo episodio.
Un episodio sul ritorno, sul jetlag, e su quella cosa strana di mettere quello che vuoi nella lista insieme a quello che devi. Non in fondo. Nel mezzo, dove c'è spazio.
Mi sono preso un mese di pausa. Non l'ho annunciato, non l'ho spiegato. Ho smesso e basta.
In quel mese ho impastato 20 chilogrammi di farina: pizze, pane, bagel, melon pan.
E non ho capito niente che non sapessi già.
Questo episodio è per chi si aspetta che fermarsi porti sempre da qualche parte. A volte ti fermi e resti fermo. E anche questo, forse, è una forma di risposta.
Ho aspettato il Giappone per anni.
Parto stanchissimo, senza averlo preparato, senza quel rituale di anticipazione che di solito costruisco mattone per mattone.
La settimana prima non l’ho vissuta, l’ho attraversata. E non ho pubblicato niente.
In questo episodio parlo di partire quando non sei pronto.
Del momento perfetto che non arriva mai.
E di come a volte la cosa più onesta che puoi fare è salire sull’aereo lo stesso.
Ho costruito un sistema per contare dei triangolini: cartoncini con codici ISBN. Scanner barcode, database, margine di errore quasi zero. Funziona benissimo.
Nessuno lo usa. Perché funzionava anche prima.
In questo episodio parto da una cosa piccola e concreta per parlare di una cosa grande: perché le persone, e io per primo, preferiscono un problema familiare a una soluzione sconosciuta. E quante soluzioni costruiamo senza mai adottarle davvero.
Avevo una to-do list lunghissima per il primo maggio. Poi un contenuto su Star Wars su Instagram, trenta secondi di nostalgia, e improvvisamente avevo otto anni con una cassetta VHS in mano.
Ho installato Starfield e ho esplorato galassie per due giorni.
In questo episodio parlo di cosa succede quando costruire smette di essere un gioco e diventa qualcosa da dimostrare e di come un weekend a esplorare galassie mi abbia ricordato com'era prima.
La mia settimana non me la ricordo.
Pilota automatico.
Sveglia, macchina, lavoro, casa, letto. Ripeti.
Poi domenica ho preso la Vespa e sono andato a mangiare un piatto di polenta a 40 chilometri da casa. Nessun motivo particolare. 40 minuti di verde, tornanti, aria fresca. E Cremonini in testa.
In questo episodio parlo di cosa succede quando esci dal pilota automatico e di quanto poco ci voglia, quando finalmente ti decidi.
Stamattina nel traffico continuavo a guardare l'orologio. Stavo facendo tardi. C'era urgenza.
Stavo facendo tardi per leggere delle email.
Qualche giorni prima ero a Trani. Pranzo lungo, caffè seduto, una lentezza che mi aveva messo a disagio. In questo episodio parlo di cosa succede quando ti rendi conto che il tuo ritmo non lo hai scelto. Lo hai solo accettato. E a forza di accettarlo, non sai più riconoscere la differenza.
Ho comprato un forno per fare la pizza. 80 euro, arriva a 400 gradi.
In un periodo in cui il lavoro è caos, le responsabilità si accumulano e la pazienza è l'ultima cosa che ho, me la sono ritrovata in un impasto un mercoledì sera in cucina.
Questo episodio non parla di pizza. Parla di cosa succede quando smetti di avere spazio per te e dove lo ritrovi nei posti più improbabili.
Dammi una mano, 5 stelle Sammontana e il tasto segui mi aiutano, grazie!
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