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Fake news: dalle bufale che giravano già nella Roma antica alle immagini generate con l'Intelligenza Artificiale che oggi ingannano milioni di persone. Un episodio su perché il problema non è mai stato il mezzo, ma chi lo usa.
Gabriele Gobbo, divulgatore e docente esperto di cultura digitale, parte da una bufala classica per mostrare come una notizia inventata, condivisa migliaia di volte, inizi a sembrare vera, con casi reali di danno economico e psicologico. La puntata affronta poi il salto di livello più recente: foto di eventi mai avvenuti che superano milioni di like, immagini di disastri mai accaduti che costringono le autorità a intervenire solo per calmare il panico, raggiri sentimentali costruiti su foto generate artificialmente.
Il filo conduttore resta il senso critico: cercare più fonti, diffidare di ciò che sembra troppo perfetto, fermarsi a ragionare prima di condividere.
Internet e web spesso vengono confusi, ma il web è solo una parte di una rete molto più grande. Un episodio che chiarisce la differenza e racconta come l'Intelligenza Artificiale sta già cambiando il modo in cui cerchiamo informazioni online.
Gabriele Gobbo, digitologo e ideatore di FvgTech, spiega come internet sia la grande rete che collega tutto (e-commerce, home banking, messaggistica), mentre il web è solo i siti che apriamo con un browser. Un contributo affronta anche un equivoco linguistico diffuso: la parola "virtuale" usata per tutto ciò che succede online, come se contasse meno del mondo fisico, quando invece le conseguenze sono reali.
Si chiude tornando al tema della ricerca: dai motori che restituivano liste di link a un'Intelligenza Artificiale che risponde direttamente, senza passare più dal sito. Un cambiamento già in corso, con vantaggi e alcuni rischi da conoscere.
Navigazione sicura per bambini e ragazzi: come funzionano davvero i controlli parentali, e perché vietare tutto spesso non è la strada giusta. Un episodio su strumenti concreti per proteggere i più piccoli online, affrontato anche da papà.
Gabriele Gobbo, divulgatore e docente esperto di cultura digitale, parte da un'osservazione semplice: trattare i dispositivi come un premio proibito rischia di renderli ancora più desiderabili. Meglio un approccio quotidiano e condiviso, calibrato sull'età. Da qui passa agli strumenti concreti: i controlli parentali nativi di Android e iOS, che limitano tempo di utilizzo, app e contenuti, e i DNS filtrati, un secondo livello di protezione gratuito che agisce su tutta la rete domestica.
Il filo conduttore resta lo stesso: questi strumenti aiutano, ma non sostituiscono la supervisione e il dialogo in famiglia, soprattutto con i più piccoli.
Numero puntata: 301
Titolo grafico: DAL GARAGE AL FUTURO
Nome ospite: (nessuno)
Qualifica ospite: -
Seconda card (generica, puntata recap con contributi non identificati): E I SUOI OSPITI
Pillole (5):
INNOVAZIONE E PERSONE
AI E MUSICA
INTERNET CRITICO
IL CASO DAN
IL GARAGE DEL 1976
Sfondo/tema visivo: ambra/oro, circuiti vintage e linee moderne che si intrecciano (coerente col mix tra storia della tecnologia e innovazione attuale; colore non usato nelle ultime puntate)
Nota: le pillole vanno solo nell'immagine orizzontale 16:9 YouTube. Il quadrato 1:1 per Spotify/podcast non deve avere le pillole.
Numero puntata: 300
Titolo grafico: AI, ROBOT E FUTURO
Nome ospite: (nessuno)
Qualifica ospite: -
Seconda card (generica, puntata recap con contributi non identificati): E I SUOI OSPITI
Pillole (5):
EFFICIENZA IN AZIENDA
AI IN CASA
MENO RISCHI
ROBOT E DEMOGRAFIA
FANTASCIENZA REALE
Sfondo/tema visivo: teal/smeraldo, nodi di rete e profili robotici stilizzati tra le linee (coerente col tema AI decentralizzata e robot; colore non usato nelle puntate recenti)
Nota: le pillole vanno solo nell'immagine orizzontale 16:9 YouTube. Il quadrato 1:1 per Spotify/podcast non deve avere le pillole.
Come ci fregano oggi con l'aiuto dell'Intelligenza Artificiale: phishing, chatbot che si fingono persone reali, voci clonate al telefono, PEC false. Un episodio su come è cambiato il modo in cui proviamo a essere ingannati online, e su come difendersi.
Gabriele Gobbo, digitologo con oltre trent'anni di esperienza, spiega come un chatbot possa fingersi una persona reale, chattare per settimane e arrivare solo alla fine a una richiesta di denaro, come alcune email vengano costruite raccogliendo informazioni pubbliche su di noi, e come una voce clonata dall'AI possa sostenere un'intera telefonata plausibile.
Il filo conduttore è il dubbio come difesa più efficace, soprattutto quando un messaggio fa leva sulla fretta o sulla paura. E paradossalmente, la stessa Intelligenza Artificiale può diventare un alleato per fare una prima verifica su un messaggio sospetto.
Come fa un assistente vocale a capire cosa diciamo, come nasce davvero una foto scattata con lo smartphone, e come fa il telefono a leggere il testo in un'immagine? Sesta puntata della rubrica "Dietro le quinte del digitale" con i meccanismi invisibili dietro gesti che facciamo ogni giorno.
Gabriele Gobbo, divulgatore e docente esperto di cultura digitale, insieme all'inviata sintetica creata con l'Intelligenza Artificiale, spiega che il riconoscimento vocale non ascolta come una persona ma trasforma la voce in dati e prevede il testo più probabile, che una foto scattata con lo smartphone è sempre il risultato di più scatti combinati (fotografia computazionale), e come il telefono ricostruisca il testo dentro un'immagine.
Alessandro Curioni, esperto di cybersicurezza, porta una prospettiva diversa: otto volte su dieci l'anello debole di un attacco informatico è l'essere umano, e la ragione affonda nella biologia. I nostri sensi riconoscono i pericoli fisici, non le minacce dietro uno schermo familiare. Non è una scusa: il vero errore è smettere di pensare proprio quando si usa un dispositivo digitale.
Da Star Trek a Matrix, quanto la fantascienza aveva già previsto il presente? E cosa succede oggi nelle grandi aziende che usano ogni nostro click per addestrare l'Intelligenza Artificiale che potrebbe sostituirci? Puntata recap con i migliori spunti su tecnologia, fantascienza e lavoro.
Gabriele Gobbo, digitologo e ideatore di FvgTech, ripercorre quanto le storie di fantascienza, da Star Trek a Matrix, abbiano anticipato il mondo in cui viviamo oggi. Un altro tema concreto emerge dalla puntata: alcune grandi aziende monitorano sistematicamente il lavoro quotidiano dei dipendenti per addestrare agenti di Intelligenza Artificiale capaci di svolgere quegli stessi compiti.
Si chiude con uno sguardo in avanti, tra un'ipotesi di Intelligenza Artificiale su piccola scala invece che concentrata in poche strutture enormi, e ricerche che oggi sembrano fantascienza ma sono già in fase di studio.
Lentezza digitale: cosa abbiamo perso nella corsa a essere sempre iperproduttivi e iperconnessi, e perché rallentare non è un vezzo da nostalgici. Un episodio personale, dai floppy disk arrivati per posta alle riviste con i CD demo, fino a una domanda che riguarda tutti oggi: dove sono finiti i nostri tempi?
Gabriele Gobbo, divulgatore e autore di Digitalogia, osserva lo stesso schema tra adulti e ragazzi: più la tecnologia ci rende veloci, meno tempo libero recuperiamo davvero, perché lo riempiamo subito con altro lavoro o altri contenuti. Da qui una serie di scelte concrete raccontate in prima persona: comunicazione asincrona invece di risposte immediate, notifiche disattivate quasi del tutto, un esperimento in famiglia con una vecchia console che legge ancora i DVD.
Non è nostalgia fine a se stessa: è un tentativo di ritrovare un tempo a misura d'uomo dentro un mondo digitale che corre comunque velocissimo, con qualche consiglio pratico per iniziare da subito a rallentare.
Chi c'è davvero dietro un attore digitale come l'inviata sintetica di FvgTech, cosa fanno le app quando le teniamo chiuse, e cosa significano davvero parole come token, prompt e allucinazione? Quinta puntata della rubrica "Dietro le quinte del digitale", con l'inviata sintetica che per la prima volta racconta se stessa.
Gabriele Gobbo, digitologo e ideatore di FvgTech, insieme all'inviata sintetica creata con l'Intelligenza Artificiale, spiega come nasce un attore digitale (acquisizione di volto, voce e movimenti, sempre con consenso esplicito) e cosa fanno davvero le app in background quando pensiamo di averle chiuse.
Marco Camisani Calzolari, dalla sua serie Decisioni Artificiali, affronta le parole dell'Intelligenza Artificiale che tutti usano ma pochi sanno spiegare: LLM, token, prompt, context window, allucinazioni. Capire questi termini non serve per fare i tecnici, serve per restare liberi. Si chiude con il principio, vecchio di più di un secolo, dietro la ricarica wireless.
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