Gameromancer

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Gameromancer episodes

  • Ep. 252: No Man’s Plaining – cosa racconta il tutorial di un videogioco?

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    Cosa ci dice un tutorial in un videogioco? Pensa quanto racconta un tutorial — o l’assenza di un tutorial — del gioco che stai giocando.  Tutti celoduristi del GIT GUD. Ma la vera sborrata? Quando From Software ha cagato due giochi più accessibili. Ancora oggi quando i miei amici nominano Sekiro ne parlano con deferenza. Il […]
    1 hr
  • Ep. 251: Harada Saudita – i soldi sporchi del gaming

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    Nei videogiochi non esistono più soldi puliti.
    La sconfitta più grossa che c'ha inflitto il capitalismo forse è proprio questa. Fare videogiochi costa sempre di più, e il 99% dei soldi che girano in questo circo vengono da gente di merda. Bin Salman non si è comprato solo SNK. Non ha soltanto diverse quote in giochini che spaziano da Nintendo fino a TakeTwo. Adesso attira anche le persone che sono state dietro le nostre IP preferite, e manco una mesata fa ha convinto Harada a tornare al lavoro dopo 6 mesi di pensione.
    L'uomo che ha reso Tekken fichissimo adesso è sul libro paga di uno che ammazza giornalisti per sport. E questa cosa è più importante del fantasticare su cosa potrebbe fare Harada con le IP di SNK.
    Quando i soldi non ce li mette l'Arabia Saudita arrivano da Tencent, e insomma, la Repubblica Popolare Cinese non è per nulla un esempio di virtù. Ma sappiamo far schifo benissimo anche in occidente: presente Microsoft? Dopo 100 miliardi spesi in acquisizione videoludiche ha fatto talmente tante merdate pro-Israele che perfino Arkane Studios si è sentita in dovere di pubblicare una lettera aperta in cui invitava la propria dirigenza a togliersi la testa dal culo.
    I videogiochi oggi, purtroppo, sono anche questo. E dobbiamo esserne consapevoli. Perché la consapevolezza è l'unica arma che al momento non sta dietro paywall.
    1 hr 1 min
  • L’acqua nei videogiochi – unWired

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    Che forma assume l’acqua, nei videogiochi?
    Puntata rigorosamente registrata in assenza di Scibetta per evidenti motivi di conflitti idrogeologici.
    1 hr 1 min
  • Ep. 250: A linkedin to the past – il passato dei videogiochi sembra meglio del futuro?

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    Gameromancer compie ufficialmente 10 anni. O meglio, li compiva due settimane fa, ma c'avevamo judo, e poi che minchia di numero era 249 per festeggiare? Vuoi mettere 250? Vuoi mettere richiamare quella merda di Antonino Lupo per una mezza reimpatriata e discutere sul passato e sul futuro dei giochini?
    1 hr 19 min
  • Mixtape spiegato male – rece?

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    Questo pezzo si chiama "Non capite un cazzo del medium che dite di adorare, miserabili poser mangiamerda che cercano solo di schiacciare più click possibili mentre state con il mignolino alzato"
    OK il titolo è provvisorio, ci devo lavorare.
    Mixtape nelle sue 3 ore e qualcosa ti offre piccoli momenti in cui anziché saltare alla "traccia successiva" puoi restare ad assaporare il momento. Ho passato un quarto d'ora a cercare il lancio perfetto di un sasso sul pelo dell'acqua, ho finto di essere un dinosauro mentre calpestavo un gigantesco diorama e mi sono messo a ruggire ad alta voce senza davvero nessun cazzo di motivo.
    "Perché sei un cretino"
    Sì vabbè, ditemi qualcosa che non so.
    Mi piace giocare solo per il gusto di farlo. Niente punteggi, niente numerini, niente trofei da guadagnare.
    E soprattutto Mixtape nel tempo di una musicassetta mostra più padronanza del medium del 90% delle corpo-stronzate che ci ingoiamo costantemente solo perché possiamo continuare a scoparcele per 100 ore di fila, poco importa che già dopo il tutorial diventi necrofilia.
    Se tra una marketta e l'altra trovi il tempo di spendere due parole su questa roba però, fallo per favore.
    Sempre che tu sia ancora in grado di ascoltare. Sempre che tu abbia davvero mai imparato a giocare.
    30 min
  • DLC #94: ORA GUIDO IO, le Reviewer’s Guide spiegate da chi le riceve

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    Quelli dello scandalo delle Reviewer’s Guide si sono dimenticati di dirti una cosa fondamentale.
    Per ricevere Shadow of the Erdtree da Bandai devi firmare un accordo di non divulgazione. Nell’accordo c’è scritto che non puoi dire nulla della guida, pena: un sacco di soldi. Perché Bandai possiede il tuo culo.
    Se ti chiami Sabaku no Maiku la potenza di fuoco per dire a Bandai che non puoi accettare queste condizioni ce l’hai. E per quanto mi riguarda è tuo dovere farlo e se non lo fai sei parte del problema.
    Ma se scrivi su sito di merda per 20€ a recensione, non ti si incula manco tua zia e rischi di far finire in blacklist tutta la pubblicazione. E di far incazzare tutti i tuoi colleghi, di redazione o no, perché in Italia tutto il settore giochini si fonda sull’omertà.
    Il problema in questa storia sono i publisher che mandano i giochi sempre più a ridosso dell’uscita e quindi allegano sempre più spesso ‘ste guide non richieste. Tutto per controllare la narrazione attorno ai loro giochi.
    Il vero boss da sconfiggere sono loro.
    E le polemiche fatte a cazzo di cane li fanno diventare boss segreti, rendendo degli NPC il nemico di fine livello.
    1 hr 20 min
  • Ep. 249: ICE Combat – videogiochi e regimi

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    Lo combatteva Warren Robinett decidendo di creditarsi all'interno di Adventure a dispetto della politica di Atari che non voleva che gli autori si prendessero credito. Lo combatteva DOOM negli anni '90 abbracciando un modello come lo shareware e imponendosi come killer application senza i soldi di nessuna major.
    Ma sopratutto lo abbiamo combattuto noi in un sacco di giochini.
    Final Fantasy 7, Watch Dogs, perfino con roba che oggi non si ricorda più nessuno tipo Brink. Nessuno tranne Gameromancer. Che sta per parlarti di tutti quei giochini che vanno in culo ai regimi in un'oretta all'insegna del videoludicamente scorretto.
    1 hr 7 min
  • Hades II spiegato male – rece?

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    Se il primo Hades è l'esempio di come si dovrebbe fare un roguelike, Hades 2 è il ritratto di come si dovrebbe fare un sequel.
    Avrebbero potuto tranquillamente fare il compitino per casa e sbatterci sopra un cartellino "30€", avrebbe venduto le madonne ugualmente.
    Invece Supergiant ha preso una formula di gameplay che funzionava da dio, l'ha ampliata e l'ha resa ancora più figa e divertente. Roba che funziona anche e soprattutto perché dietro ci hanno scritto una storia e dei personaggi che non ti fanno pesare di schiattare a tre colpi dalla fine di una run, perché ogni partita ti serve per raccattare robe, scoprire rapporti e districare storie.
    In un modo talmente leggero ma accurato che chiunque voglia raccontare la mitologia dovrebbe prendere appunti, visto che ci imparati più sulla storia greca con due partite su Hades che in tre capitoli di God of War.
    E a proposito di storie, nonostante si prenda molto più sul serio di quanto non facesse Zagreus, Hades 2 riesce a parlarti di drammi familiari e personali in modo solenne, ma così leggero da non lasciarti mai troppo con l'amaro in bocca. Giusto un po', ma perché non avrebbe lo stesso sapore altrimenti.
    Hades 2 funziona di cristo perché hanno saputo ampliare senza storpiare, aggiungendo dove c'era da arricchire ma senza ingolfare. E anche se giocando hai una mezza sensazione di smarrimento ci pensano Melinoe e i suoi compagni a darti due dritte.
    È un gioco che ti sbatte in faccia che vuole farti "ammazzare il Tempo", invece te lo consuma. E lo fa senza farti pentire per più di mezzo secondo.
    50 min
  • DLC #93: Alteri ha rotto Handmancers

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    Un paio di Milan Games Week fa è successo che abbiamo beccato Handmancers nell'Indie Dungeon. Eravamo nel pieno di una febbre di SlayTheInspired che non c'è mai passata, e quindi ovviamente abbiam fatto carte false per provare la demo.
    [citazione testo="Piccolo problema: Fra ha scassato la build lì in fiera costringendo i dev a fixarla nottetempo per essere a prova di DAMS il giorno dopo"]
    In ogni caso ci segniamo il nome del giochino perché sembra una roba di cui poi all'uscita vorremo parlare. Io inizio a sperare che i dev – 58Blades – non si segnino il nostro, di nome, in modo da non finire sul loro libro delle vendette dello scorpione. I dev sicuramente si fanno il segno della croce ogni qualvolta vedranno Fra nell'Indie Dungeon di qualche fiera, ma se sviluppi i giochini è un rischio che sai di dover correre.
    Poi succede che Handmancers esce in accesso anticipato e viene fuori che i dev in effetti si erano segnati il nostro nome. Ma per auto-invitarsi in podcast, perché evidentemente non hanno capito che farsi intervistare da Gameromancer implica una serie di domande imbarazzanti che ti fanno rivalutare tutte le tue scelte di vita.
    Domande imbarazzanti che ovviamente abbiamo registrato. E mo ti stai per ascoltare.
    Ah, pare brutto non fare i nomi. Ospiti della puntata Samuele Bertani, Game Director dello studio, e Gianmarco Albertini, il Game Designer.
    1 hr 2 min
  • Ep. 248: Indiefessi – n’altro cestone di videogiochi indie

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    Il metabolismo è rallentato, ma facciamo ancora indiegestione.
    Non con la frequenza che ci piacerebbe, ma i giochini piccini continuiamo a giocarli per poi proporteli sul menu dopo che li abbiamo digeriti noi, in modo da farti venire l'acquolina in bocca o l'intossicazione alimentare.
    I giochini di questa tornata sono:
    Darwin's Paradox
    Dave the Diver
    Death Howl (di cui c'è anche il videino su Patreon)
    Sea of Stars (a suo tempo protagonista pure di una newsletter)
    Replaced
    Darwin's Paradox e Replaced sono stati peraltro pagati con i tuoi soldi. Forse. Perché è stato usato il fondocassa di Patreon per fare contento il bimbo interiore di Andrea Scibetta.
    Se vuoi contribuire, trovi i link un po' ovunque..
    1 hr 1 min

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Il podcast videoludicamente scorretto