Gameromancer

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Gameromancer episodes

  • Ep. 247: L’agency delle entrate

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    Cos'è l'agency nei giochini?
    Per dirla in due parole, è la possibilità che il gioco ci lascia di influenzare quello che succede dall'altra parte dello schermo. Però non è chiarissimo dove sia il confine tra cosa lo è e cosa no e ci siamo scannati un'oretta per colpa di David Cage.
    1 hr 2 min
  • Ep. 246: aPokélisse – perché i videogiochi sognano la fine del mondo?

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    Pokopia e Monster Hunter Stories 3 sono la fine del mondo.
    In senso letterale. Anche se nessuno gliel'ha chiesto entrambi i giochini del momento su Switch 2 parlano dell'apocalisse climatica.
    E non lo fanno in un modo facilone dicendo "umani = merda". Anzi.
    Ai pokémon manchiamo. Più volte in Pokopia i mostri parlano di quanto fossero forti quegli umani che hanno sognato i razzi, anche se non sapevano volare.
    Omega Force poteva limitarsi a reskinnare Dragon Quest Builders e saremmo stati tutti contenti. Capcom poteva cagare il sequel pedissequo di Monster Hunter Stories 2, magari strizzando l'occhio ai JRPG classiconi di cui un sacco di gente è orfana. E anche qui, saremmo stati contenti.
    E invece hanno sentito il bisogno di usare le Proprietà Intellettuali del Padrone per esorcizzare la paura di quello che stiamo facendo al pianeta.
    Per ribadirci che, in fondo, Sephiroth era un minchione. Non siamo solo un tumore per la Terra, siamo in grado di essere anche la soluzione. Possiamo fare meraviglie, quando non cediamo alla cupidigia.
    Pokopia e Monster Hunter Stories 3 parlano di APokélisse. Tu c'eri dall'altra parte del controller ad ascoltare?
    54 min
  • Ep. 245: Animal Wellby – Game Over e il fine vita nei videogiochi

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    Se ami i videogiochi devi essere per il fine vita.
    L'hai capito giocando Life is Strange. Ad un certo punto salvi William, il padre di Chloe, dall'incidente che avrebbe spezzato la tua migliore amica.
    Solo che non si fotte con la linea temporale. Nella realtà che hai creato William è vivo, ma Chloe è comunque spezzata e non riesce a camminare più. E William sta comunque morendo, anche se in modo diverso.
    Chloe lo sa e ti chiede di lasciarla morire. Tu, dall'altra parte dello schermo, sai che è tutto finto.
    È solo un videogioco. Sei pure in una timeline alternativa. Hai il potere di viaggiare nel tempo e rimettere tutto a posto.
    E allora perché quella scelta è così pesante?
    Non bastasse, i videogiochi te lo hanno pure ripetuto nel 2021, nell'unica esclusiva per PS5 che valga davvero la pena di giocare.
    Returnal è la storia di una donna in pezzi che non riesce a morire, anche se è l'unica cosa che vorrebbe. Atropo la riporta indietro ogni cazzo di volta, e insegui la Pallida Ombra nella speranza di vedere i titoli di coda.
    È tutto nella testa di Selene. E infatti la Pallida Ombra non è la fine del gioco.
    Se sei stato Selene sai cosa vuol dire voler morire e non poterlo fare.
    Se sei stato Max, hai visto il dolore che provoca a Chloe e alla sua famiglia il sopravvivere quando quella non è più vita.
    E quindi se ami i videogiochi devi essere per il fine vita.
    A meno che per te non siano solo giochini.
    56 min
  • DLC #92: La scuola al tempo di Brawl Stars

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    Trigger Warning: a una certa in puntata si parla di suicidio. Il discorso è ben segnalato sia in intro che poi quando si tocca effettivamente l'argomento, in modo da dare la possibilità a chi vuole skippare di saperlo prima.
    Per qualche motivo esistono insegnanti che ascoltano Gameromancer...
    Non siamo famigerati solo al ministero della Cultura, ma pure a quello dell'Istruzione. Circa. Cazzate a parte, un po' di puntate fa (in Mangia PEGI Ama) s'era parlato di sfuggita di scuola e l'ospite del giorno, al secolo Cyaomamma, aveva delle cose da ridire.
    Ne è venuta fuori una puntata che forse parla un po' pochino di giochini, ma dice un sacco di cose interessanti.
    Per cui se non la ascolti sei stronzo tu.
    1 hr 26 min
  • Ep. 244: Content Destroyer prima che fosse mainstream

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    Cos’è un gameplay, se non una reaction ad un videogioco?
    Per anni ho denunciato le storture della Game Critic. E per questo mi hanno bollato come "content destroyer" prima che fosse mainstream.
    Gli articoli del cazzo di Everyeye, tipo “The Last of Us Parte 1 e Parte 2 sono collegati?”.
    Gli editoriali “ma perché non giochiamo e basta?” pubblicati dalla stessa cazzo di rivista con cui collaboro.
    Retribuito, quindi andando contro tutti i miei interessi economici.
    L’occuparsi di videogioco con e per lucro. Il cacare continuamente sulla deontologia. Lo schifo che oggi posso dire di aver provato ad arginare.
    Fallendo.
    E infatti su Everyeye si sono dati tutti i nomi importanti e su SpaccioGames scrivono solo le IA.
    Sono stato un Content Destroyer.
    E mi fa schifo quello che il circolino sta dicendo ai suoi sudditi a proposito dei Content Destroyer.
    Non c'è nessuna differenza tra un gameplay e una reaction.
    E a dirla tutta il vero lavoro di distruzione, mi sembra sia quello che stanno facendo loro.
    1 hr 8 min
  • Quanto è invecchiato Bloodborne? [not so]Retro

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    Perché dovresti giocare a Bloodborne nel 2026?
    Ma anche 27, 28, 29...
    Perché se non c'hai ancora mai giocato sei uno stronzo. Stai dormendo su uno dei picchi più alti che il videogioco come mezzo espressivo abbia mai raggiunto, punto.
    E se anche c'hai già giocato, vale la pena tornarci su. Che tanto di esclusive PlayStation non è rimasto altro e comunque nessuna a questo livello.
    Quanti altri giochi ti vengono in mente in cui la conoscenza è una meccanica di gioco che porta fisicamente a vedere e capire di più il mondo? E al tempo stesso però a percepirne l'orrore, a impazzire in preda alla sete di conoscenza, di potere, di sangue. Come le creature che popolano questo mondo.
    Bloodborne ancora oggi è una delle esperienze più vivide che si possano fare con un controller in mano. Non ci sono aree meno che bellissime, ogni nuovo luogo è un'epifania, arrivare a Yharnam per la prima volta è un ricordo indelebile impresso nelle pupille, anche di chi c'ha giocato tre ore morendo quaranta volte e disinstallando.
    E poi quel combat veloce e bilanciato, le trick weapon, le armi da fuoco, Padre Gascoigne, Lady Maria, Ludwig, Logarius, Gehrman, l'orfano...
    È il momento di svegliarsi da quest'incubo del giocatore di esclusive Sony invisibili come le Amygdala. Dopotutto cosa c'è di più agrodolce di:
    "Bentornato, buon cacciatore"
    1 hr 9 min
  • Ep. 243: Hell is Us spiegato male

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    Se non stai giocando Hell is Us, beh, chiedi la 104.
    L'hanno definito un po' tutti un soulslike investigativo, ma non hanno capito (strano) che il punto di Hell is Us è in come piega le dinamiche alla From Software per tirare fuori qualcosa di effettivamente nuovo. 
    Non c'è la corpse run, quindi andare in game over non comporta la perdita di nessun progresso se non quello geografico, perché si respawna sull'ultima posizione di salvataggio manuale. 
    E quando salvi i nemici non si rigenerano come quando usi i falò in Dark Souls, lo fanno solo quando abbandoni l'area. E in realtà, se sei riuscito a distruggere i cronocicli della zona, manco in quel caso. Il che vuol dire che puoi investigare senza rotture di coglioni.
    Non ci sono le Estus per evitare che la sfida faccia la fine di Charlie Kirk, ma quando fai danno a un nemico se premi col giusto tempismo il dorsale destro ripristini la salute che ti manca. Devi però tenere conto del fatto che se si svuota la barra della vita si accorcia anche quella del vigore. Cioè, sempre se non vuoi fare la fine di Charlie Kirk.
    Mi ha un po' scazzato un po' che manchi una mappa (anche se diverse aree poi alla fine ce l'hanno, è solo nei documenti), ma è abbastanza chiaro l'intento di farti prendere appunti durante la partita. Eppure non ho mai avuto la sensazione che un enigma fosse "troppo" o che stessi lasciando per strada qualcosa.
    Se non stai giocando Hell is Us quindi mi spiace un po' per te.
    Non tanto perché ti tocca la 104, ma perché stai dormendo su una perla nascosta.
    48 min
  • Una poltrona per (Round) 2: è giusto che la critica ai videogiochi abbia azioni Nintendo? – Checkpoint

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    È giusto che chi fa critica videoludica investa in azioni Nintendo?
    [Nintendo qui è una sineddoche. Se non sai cos'è una sineddoche, studia]
    La risposta non entra in 60 secondi di reel o in poche righe. Per cui questa volta, devi ascoltarti la puntata del podcast.
    Uso questo spazio solo per dirti che:
    No, non è "per i like". Parlo di queste stronzate da 10 anni e ne ho ricavato solo merda.
    No, non è una caccia alle streghe. La difesa principe delle recensioni dei videogiochi a scadenza embargo è "sono un servizio al lettore". Chiedere più trasparenza a chi eroga questo servizio dovrebbe essere la cazzo di normalità.
    E no, non è una questione da poco. Non può esserlo se tieni ai videogiochi. Non può esserlo se parliamo di gente che poi vota ai TGA.
    1 hr 1 min
  • Ep. 242: SEquelEsto è un uomo

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    Quanto toglie un sequel all'originale?
    Domanda complessa. Inevitabilmente qualcosa si perde, nel voler portare avanti una storia che nella nostra testa era già chiusa. Si rispondono a domande che non c'eravamo posti, si stabilisce un canone che magari contravviene a quello che ha preso la residenza nelle nostre teste. Eppure non ce la farei a vivere in un mondo senza sequel, uno dove The Last of Us finisce con la sua Parte 1 privandoci della possibilità di giocare Parte 2.
    Questa settimana comunque abbiamo ragionato su 'sta cosa. Aspettati una puntata fin troppo DAMS...
    1 hr 9 min

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