Germania da ascoltare: un viaggio tra cittá, cultura e patrimoni UNESCO

Germania da ascoltare: un viaggio tra cittá, cultura e patrimoni UNESCO

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Germania da ascoltare: un viaggio tra cittá, cultura e patrimoni UNESCO episodes

  • Sanssouci e il Palazzo Nuovo – Gentil dama
    Nel cuore del Parco di Sanssouci, il Palazzo Nuovo si erge come un simbolo di eccesso e bellezza, commissionato da Federico il Grande per celebrare la vittoria dopo una guerra. Ma tra le oltre 300 opere d'arte esposte, solo i quadri di Artemisia Gentileschi, artista di talento e forza, raccontano una storia di lotta e resilienza femminile. La Galleria Superiore, riaperta dopo 30 anni, invita i visitatori a riflettere su chi osserva e su come l'arte plasmi la percezione del corpo femminile. Un percorso che intreccia splendore e introspezione, in un viaggio attraverso il tempo e la creatività.
    Le visite guidate al Palazzo Nuovo sono disponibili anche nel periodo natalizio.
    5 min
  • Augusta - L’acqua che ricorda
    Augusta nasce dall’acqua e da una visione romana del 15 a.C., oggi diventata Patrimonio UNESCO per la sua rete idrica storica: canali, torri, acquedotti e fontane che raccontano secoli di ingegno. È la città di Jakob Fugger e della Fuggerei, di Brecht e Mozart, del teatro delle marionette e di musei inattesi. Un luogo che non si visita: si attraversa, come un fiume.
    Prenota la tua visita guidata scrivendo a [email protected]
    6 min
  • Monti Metalliferi – La Silicon Valley della prima età moderna
    Nel 1970 si spense l’ultima miniera, ma i Monti Metalliferi continuano a raccontare otto secoli di storia estrattiva che ha plasmato paesaggi, villaggi e identità. Da Freiberg a Marienberg, dai castelli alle ferrovie sospese, fino all’arte del legno dell’Erzgebirge, oggi memoria viva. Con il nuovo Sentiero Viola, la nostalgia si fa futuro, tra sculture, natura e memoria condivisa.
    5 min
  • Dinkelsbühl – Tra canti salvifici e roseti
    Durante la Guerra dei Trent’anni, Dinkelsbühl fu salvata da un coro di bambini: oggi quell’evento rivive ogni luglio nella festa della Kinderzeche. Tra torri, mura, stagni, carpe, mercatini e vetrate gotiche, la città custodisce storia e leggende, come la finestra a pretzel della cattedrale o le cantine della caccia alle streghe. Un equilibrio raro tra pietra e natura, memoria e quotidiano.
    5 min
  • Un mosaico di scoperte – I quartieri di Monaco
    Monaco non si lascia solo visitare, si attraversa come un romanzo urbano, sfogliando pagine di storia, cultura e quotidianità. Tra il trambusto del Viktualienmarkt, i musei del Kunstareal e i tramonti di Giesing, prende voce un’intera città fatta di scrittori, fornai, stiliste e bohémien. Un racconto corale dove ogni quartiere è un capitolo vivo.
    5 min
  • Un fiume di cultura - Musei di Monaco di Baviera
    L’Isar nasce veloce dal Tirolo e attraversa Monaco prima di raggiungere il Danubio. Qui l’arte trova casa nel quartiere Kunstareal: dalla Pinakothek der Moderne, con capolavori di design e pittura, al Deutsches Museum, simbolo di scienza e tecnica. Ma a Monaco l’arte non è solo nei musei: è un racconto urbano, diffuso, fatto di storia, dettagli e memoria viva.
    5 min
  • Predestinazione e Dessau - Sassonia-Anhalt, Dessau e il Bauhaus
    Accumulavo cassette di arance. Mi conoscevano i mercanti di Weimar, Dessau, Quedlinburg, Halle e Wittenberg, perfino l’anziana di Naumburg, che quando mi vedeva arrivare gridava Signor Gropius, Signor Walter Gropius, venga, ecco qui, per lei; io ringraziavo e me ne andavo, pensando alla materia vetro e all’esplosività grafica del marciapiede.
    L’architettura mi era destinata, a partire dal mio bisnonno, che combatté a Waterloo insieme al grande architetto Schinkel; di lui, mi parlava anche lo zio Martin, che proprio di Schinkel fu allievo. Credo che lì cominciò la mia passione per le forme.
    Punto linea superficie, ripeteva il mio amico Kandinsky, mentre articolava con entusiasmo le bellezze del Regno dei Giardini di Dessau-Wörlitz, nella biosfera del Medio Elba, con i suoi canali, la natura, il castello fondato sul classicismo tedesco e la geometria importata dai giardini inglesi.
    L’avevo conosciuto poco dopo aver fondato il movimento del Bauhaus, a Weimar. Teoria di forma e colori. La guerra è sempre seguita da tempi di rinnovamento, e io, nel 1919, decisi di voler costruire la Casa del futuro, un’opera d’arte totale. Insieme ai colleghi sperimentavo radicalmente attorno ai concetti di arte, architettura e design, e proprio per l’arte decisi di chiamare a insegnare quell’astrattista russo di cui tanto ammiravo la vocazione nel creare relazioni tra forme, colori e spiritualità.
    Il clima politico ci costrinse a chiudere la scuola in Turingia, ma trovammo subito nella Sassonia-Anhhalt un terreno fertile alle nostre idee. Proprio qui riuscii a costruire il mio edificio, l’edificio Bauhaus, una struttura dove funzionalità e un design essenziale ricoprivano l’aspetto primario.
    Il vecchio avrebbe ceduto all’avanzata di un progresso di cui mi sentivo parte; veniva in mente Lutero, che proprio in Sassonia-Anhhalt, a Wittenberg, aveva affisso le sue 95 tesi, vi aveva celebrato le prime messe in tedesco, all’interno della Schlosskirche, vi tenne le prime lezioni sulla Lettera ai Romani. Un nuovo linguaggio stava nascendo, secoli dopo.
    Accumulavo cassette di arance. Le accumulavo, le tagliavo, vi costruivo figure nuove, pensando ai loro luoghi d’origine: quelle di Quedlinburg mi ricordavano le 2000 case a graticcio, la collegiata di San Servazio e il suo Tesoro del Duomo; erano leggermente più piccole e aspre; il legno proveniente da Naumburg, invece, rievocava un sapore più docile, dolce come il viso di Uta, la donna più bella del Medioevo, la cui statua affascina ancora nel coro occidentale della cattedrale.
    Dessau e il modernismo, nel frattempo, erano diventati sinonimi: 300 edifici Bauhaus costruiti, tra cui le case con pergolato, il complesso di Törten con i suoi orti autosufficienti, l’ex granaio di Fieger. 300 rappresentazioni di qualità architettonica dove vetro e cemento si alternano, dove un giorno si ricorderanno di chi ha abitato quelle geometrie, gente come il genio Klee, l’astratto Kandinsky, la famiglia Schlemmer e il pittore Muche. Io, personalmente, sono affezionato al ponte, quello che collega la scuola all’ala dei laboratori, quello che gli studenti più grandi indicavano alle matricole, esclamando che là si trovava l’ufficio del direttore Gropius.
    Mi piaceva muovermi avanti e indietro, lassù, tra le particelle rilasciate, regalate, esplose dalle bucce degli agrumi, riflettendo sul nuovo linguaggio che ora vedevo materializzato all’infuori del vetro, mimesi di forma segue funzione, geometria pura, divina.
    5 min
  • Forma segue funzione - Turingia, Weimar e il Bauhaus
    Ripensare e ridisegnare il mondo. È possibile che io non vivessi in una narrazione che meritavo, è possibile che io fossi solo un personaggio secondario; oppure il contrario, la narrazione non meritava me. Io, Walter Adolph Gropius, ammetto d’essere incline alla seconda ipotesi. Per un uomo che giunge a questa conclusione, la libertà rimane l’unica soluzione. La forma segue la funzione: la geometria tramutata al fine di un’architettura razionale, priva di decorazioni e superfluo. Questa la mia libertà.
    Quando arrivai a Weimar, il terreno era fertile. Con la carica di direttore, insieme al primo maestro Feininger e altri luminari del nostro tempo, in contrasto a Medioevo, Rinascimento, Barocco e Classicismo, fondammo il Bauhaus. Ne sottoscrissi il manifesto nel 1919, a Weimar, e sempre a Weimar, ispirandoci all’aura di grandezza tessuta da Goethe, ci presentammo al mondo. Nel 1923 le idee si concretizzarono nel progetto di Georg Muche, il più giovane dei maestri del Bauhaus, pioneristico, che creò il modello di abitazione contemporanea, la Haus am Horn: l’esempio di come immaginavamo la vita e il lavoro collettivi futuri, una risposta alla carenza di alloggi, modulare ed economico, una pianta orientata all'uso integrato alla tecnologia moderna. Progetto, costruzione, attrezzatura. Punto, linea, superficie; primo tassello di un’idea che avrebbe dovuto coprire tutto il pendio nelle vicinanze della casa-giardino di Goethe.
    Ma fummo derisi. Incompresi e ridicolizzati da menti che non comprendevano i bisogni di una società che doveva ancora venire.
    Tuttavia, forte del mio contratto con l’Ufficio del Maresciallo di Corte, che mi qualificava come consulente per le questioni artistiche all'interno dello Stato, non demordemmo. Il nostro gruppo si allargava, e l’elenco degli iscritti brillava: Kandinsky e le sue opere all’avanguardia, insieme all’amico Paul Klee Paul Klee, sempre in proficua produzione d’opere; Itten, con il suo peculiare sguardo analitico dietro gli occhiali tondi, tra i più influenti nel nostro movimento; Schlemmer, arrivato l’anno dopo la fondazione, e che dopo tre anni fece esordire il suo Balletto Triadico.
    Non potevamo più essere fermati, tanto che il nostro stile superò i confini di Weimar, diffondendosi in tutta la Turingia, con la Haus Auerbach a Jena Iena, la Haus Schulenburg a Gera, il complesso Haus des Volkes a Probstzella.
    Ma il nostro manifesto lo dichiarava apertamente: io, Walter Gropius, insieme agli altri derisi, non potevamo più essere relegati, limitati; arte e industria dovevano collaborare, bisognava creare un nuovo linguaggio visivo basato su funzionalità e semplicità, che entrasse nelle vite di tutti, la nostra era un’idea più grande dell’architettura. È per questo che Keler, influenzato da Kandinsky, creò la Bauhaus-Wiege, la culla a dondolo trasversale presentata nella camera dei bambini della casa modello Am Horn in occasione della mostra del Bauhaus del 1923; è per questo che Alma Siedhoff-Buscher progettò le costruzioni in legno colorato sempre come parte della cameretta per bambini nella casa modello “Am Horn”; e anche per questo che il maestro di forma Moholy-Nagy presentò la rielaborazione dell’iconica lampada da tavolo WG 24 Wagenfeld.
    Il resto, poi, rimane storia, lo spostamento a Dessau, le grandi opere, l’acclamazione, ma la sete, la sete di piegare la narrazione, di essere protagonista della propria società, traghettatore di menti e luce che mostra le ombre, quella rimane, trasmessa, evoluta e voluta da altri, dopo di me.
    5 min
  • Cultureland Germany - Presentazione mostra
    Stai per compiere un viaggio nel cuore del design tedesco
    Il German National Tourist Board presenta Cultureland Germany: A Design Journey, un'esperienza multimediale che esplora l'evoluzione del design in Germania, dalle radici del Bauhaus fino alle avanguardie contemporanee. Parte del prestigioso Superdesign Show 2025, la mostra celebra l’innovazione, la funzionalità e l’estetica che hanno reso la Germania uno dei riferimenti mondiali del design.
    Guidato dal principio form follows function- la forma segue la funzione, il design tedesco è sinonimo di equilibrio tra estetica e praticità: trasforma il nostro rapporto con gli oggetti di uso quotidiano e ci invita a riscoprire il piacere della semplicità.
    L’esposizione è concepita per offrirti un viaggio attraverso installazioni multimediali e oggetti iconici del design tedesco. Il percorso si snoda in diverse aree tematiche, ognuna dedicata a un protagonista del design, arricchita da contenuti audiovisivi, grafiche e immagini. Al centro della sala, una struttura immersiva ti porterá alla scoperta delle destinazioni più rappresentative del design in Germania, tra cui la Turingia e la Sassonia-Anhalt, partner d’eccellenza di questo progetto.
    La mostra inizia con un viaggio nel tempo attraverso il design tedesco, che parte dal classicismo, la cui espressione piú celebre è la porta di Brandeburgo a Berlino fino alle architetture futuristiche e green contemporanee, passando per l’Art Nouveau e il funzionalismo degli anni ‘70. Attraverso un monitor touch-screen interattivo sará possibile approfondire la conoscenza delle destinazioni e realtà del design tedesco.
    Il percorso prosegue con il Bauhaus di Weimar e Dessau, situate rispettivamente nelle regioni della Turingia e Sassonia-Anhalt. Il movimento fondato nel 1919 da Walter Gropius, ha ridefinito il concetto di design con forme primarie e funzionali. Il connubio tra forme e funzioni risplende in opere come la culla Bauhaus di Peter Keler, simbolo di geometria e funzionalità e la lampada di Wilhelm Wagenfeld, pietre miliari di questa rivoluzione estetica.
    Scannerizza poi il qr-code posizionato nelle aree tematiche della Turingia e Sassonia Anhalt per ascoltare i racconti sul Bauhaus di Dessau e Weimar e sugli oggetti esposti.
    Oggi, l’eredità del Bauhaus si riflette nei principi del design tedesco contemporaneo, che continua a privilegiare precisione, durabilità e un’estetica essenziale. Aziende come TECTA, i cui elementi di arredo sono esposti in questa mostra, contribuiscono a plasmare questo linguaggio visivo, portando sul mercato prodotti innovativi che hanno segnato intere epoche.
    Un’altra espressione del presente del design in Germania é rappresentato da bayern design, il centro del design bavarese la cui missione è promuovere il design attraverso eventi stimolanti, tra cui il più grande evento di design della Germania, la munich creative business week.
    Cultureland Germany: A Design Journey non è solo una mostra, ma un’esperienza che invita a esplorare un linguaggio universale, capace di influenzare il nostro stile di vita. Compirai un viaggio affascinante tra passato e futuro, per ammirare l’eccellenza e la creatività tedesca all’interno del panorama internazionale del design.
    5 min
  • Schwerin & la chiesa morava - Storie di conti e falegnami
    E mentre dall’altra parte del mondo si scoprivano nuove terre, io vedevo le persecuzioni. La più antica, la prima, l’idea-madre di quelle fazioni che cominciarono a protestare 3 contro i peccati della Chiesa, l’Unione dei Fratelli Moravi, quelli che cominciarono a spostarsi, fuggire, ripararsi, e che più di duecento anni dopo arrivarono da me, a Herrnhut, e io vidi la vita insieme a loro.
    Come altre storie, questa cominciò con un falegname e un conte. Da una parte l’aristocratico Zinzendorf, che aveva costruito il castello di Berthelsdorf e in segreto viaggiava per la Slesia alla ricerca della comunità protestante; dall’altra l’artigiano David, che cercava una casa per la propria comunità. Immagino cappucci e lunghi mantelli, angoli scuri, accordi sulla fiducia reciproca e un pellegrinaggio, quello sono sicura ci fu, verso le mie terre, il primo albero abbattuto dal falegname e l’inizio delle costruzioni all’ombra del castello.
    Nacque il primo insediamento, e quando nell’aria girano nuove idee, queste sono impossibili da limitare, si spargono e si attaccano e creano; persino quell’accetta deve aver tagliato il tronco con un angolo differente. E quella rivoluzione, quella di una comunità di fratelli e sorelle che cercavano nella fede la convivialità, influenzò anche l’architettura, dando vita a uno stile che porta ancora oggi il mio nome, il barocco di Herrnhut, dove la chiesa ne rappresenta la portavoce: una piazza centrale rettangolare, il concetto rivisto di sala e sagrato ecclesiastico, allineamenti trasversali, mura bianche vergini, panche mobili e due lati, uno per i fratelli e uno per le sorelle.
    Poi, quando le idee sono particolarmente forti, appunto, non si limitano a una comunità o paese, e allora si muovono, volano e impollinano altre menti, e abbandonando l’insediamento madre, se trovano il vento giusto superano i confini, arrivano fino alla Danimarca, l’Irlanda del Nord e perfino oltre l’oceano, in quelle nuove terre chiamate Stati Uniti. Le comunità si moltiplicano.
    Sorvolando il nord, verso i mari freddi, oltre Berlino e prima della Danimarca, qualche idea è caduta anche a Ceèrìn Schwerin, là dagli Obotriti, duchi e granduchi del Meclemburgo. In particolare sulla testa di uno di loro, Friedrich, che si oppose alla convinzione del padre di spostare la casa della propria famiglia sull’Alter Garten. Aveva solo 19 anni, erano altri tempi, si cresceva prima, ma comunque, nonostante tutto, denotava già una maturità controcorrente: invece di cercare il nuovo altrove, decise di ristrutturare il castello della famiglia, e il risultato fu uno strato plurimo di idee e stili, residenza e rappresentanza, edifici sacri e culturali.
    Friedrich era un visionario, uno di quelli che andava protetto, che bisogna ascoltare e non forzare. Aveva però bisogno di qualcuno che mettesse in pratica le sue idee, e si propose allora il capomastro Demmler. Ci si stupì della loro sintonia, e di come i due riuscissero a immaginare cose insieme.
    Si volle rappresentare l’importanza della dinastia con la facciata neorinascimentale del Teatro di Stato e la sala teatrale neobarocca, dove lo sguardo alla storia passata veniva suggerito dagli stucchi riccamente decorati e molto oro.
    C’era la chiesa di San Paolo, neogotica, con le sue finestre ad arco, un tipico color mattone e le torri a punta, e poi il teatro, le diverse chiese, edifici militari, la stazione ferroviaria e una stalla. Tutto, collegato da linee che solo chi conosce la città può captare.
    Un'immagine complessiva che si è sviluppata dal castello attraverso l'intera città, e che poi qualche pellegrino dovrà pur aver visto, copiato e riportato in altri luoghi, forse addirittura alcune idee sono tornate qui da me a Herrnhut, diffondendo e facendo crescere, contaminando menti, architetture e visioni future.
    5 min

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La scena culturale tedesca è vivace, sorprendente e profondamente variegata. Tra città d’arte, architetture iconiche, paesaggi culturali e tradizioni secolari, la Germania si conferma una destinazione imperdibile per chi desidera conoscere un Paese attraverso la sua storia, la sua creatività e il suo patrimonio.