di Francesco BasconeTra Realpolitik e richiami storici inquietanti, l’incontro di Ferragosto sembra aver ridato centralità a Mosca, senza che questa abbia fatto reali concessioni. Washington ridimensiona il proprio impegno, mentre l’Europa discute di garanzie per Kiev. Le questioni più spinose, che possono far fallire i negoziati, sono la cessione della parte non ancora conquistata del Donbass, e le clausole di sicurezza, visti i dubbi sulla credibilità degli accordi con la Russia. Una partita che si gioca fra aperture ambigue e rischio di continuazione della guerra. «Considerati i pochi spiragli e le molte ombre» conclude l’ambasciatore Bascone, «si deve constatare che non siamo ancora a una svolta, ma qualcosa si sta muovendo».Francesco Bascone. È stato allievo della Scuola Normale di Pisa e della SAIS/Johns Hopkins University a Bologna e Washington, Ambasciatore a Belgrado, Nicosia e Vienna/OSCE (precedenti incarichi diplomatici: Bonn, Pretoria, Salisbury, L'Aja, Tel Aviv), docente nella sede di Gorizia dell'Università di Trieste. Scrive per varie riviste di politica internazionale online e cartacee.Ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua e-mail, iscriviti a Krisis su Substack
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Voci narranti: Elisabetta Burba, Giulio Bellotto, Andrea Pincin
Krisis – Rivista di politica globale iscritta nel Pubblico Registro Stampa n. 21/2024 del Tribunale Ordinario di Milano.
Editore e direttrice rresponsabile: Elisabetta Burba
Codice ISSN: 3035-2797