Le vecchie vigne sono state a lungo una presenza silenziosa del paesaggio viticolo: appezzamenti marginali, spesso difficili da lavorare, poco allineati alle logiche della produttività contemporanea. Eppure, proprio in questa marginalità, hanno conservato una densità agricola, genetica e culturale che oggi torna al centro della riflessione sul vino.
Negli ultimi anni qualcosa è cambiato. Non tanto nella natura di queste vigne, quanto nello sguardo che il sistema ha iniziato a posare su di esse. Da residuo del passato a risorsa da riconoscere, da conservare e, sempre più, da raccontare. Un passaggio che non avviene spontaneamente, ma attraverso strumenti, linguaggi e processi di codifica.