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Resident Evil Requiem si erge come un'opera dal peso enciclopedico, un compendio definitivo del franchise. Se analizziamo lucidamente le sue ambizioni smisurate, ci rendiamo conto che l'obiettivo di fondo è lo stesso che, a suo tempo, animava Resident Evil 6.
Anche quel capitolo, sulla carta, vantava intuizioni geniali e la volontà di unire tutte le anime della saga in un unico, colossale affresco. Ma dove RE6 è imploso sotto il peso della sua stessa hybris, sfociando in un disastroso naufragio esecutivo, qui assistiamo a un trionfo su tutta la linea.
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#residentevil9 #residentevil #capcom #playstation5pro
Oggi si parla dello State of Play, con un bel giro di opinioni per ogni gioco, e poi si parla dei giochi giocandi.
In un evento di 75 minuti circa, PlayStation ha appoggiato sul tavolo un sacco di titoli interessanti. Per fare un po' di chiarezza, ecco un rapido recap di tutti gli annunci.
In questo episodio di Sourcecast parliamo di...- l'arrivo dei trucchi su FF7 Rebirth: illegalità o accessibilità?- il multiplayer coop di Guerrilla si mostra - Horizon Hunters Gathering ha le meccaniche di Horizon ma l'estetica di Fortnite- l'MMO al quale solo le IA possono giocare, e tu stai a guardare- Steam Machine ancora non ha una data di uscita o un prezzo, e stiamo iniziando a - non - preoccuparci
Romeo is a Dead Man ha diverse cose dalla sua parte. Trovo sia una tappa obbligata per ogni fan di Suda51 e al contempo una buona prima infarinatura sulla visione particolare di questo artista. Ha un'estetica fantastica, estremamente varia e con tante trovate memorabili. Il sistema di combattimento fa il suo, senza sorprendere ma divertendo sempre e la musica ha molto stile. Purtroppo però è anche un gioco molto sconclusionato, con un brutto livello finale, dei notevoli problemi di performance e povero in eccellenze sul lato del puro gameplay.
Il tennis è un’arte e questo titolo la sua tela. Mario Tennis Fever è eccellente e ispirato: tecnico, arcade, divertente, appagante e coinvolgente. Al netto di una modalità storia trascurabile, il titolo riesce a convincere in qualunque modalità esprimendo al top le sue potenzialità in multiplayer. Un titolo da avere, da giocare, da godere per tanto tempo e con tanta soddisfazione.
Fa sempre piacere dare spazio a prodotti dello Stivale, soprattutto quelli di cui si deve essere straordinariamente orgogliosi, e questa volta è il turno di The Perfect Pencil, di Studio Cima.
The Perfect Pencil non è solo un semplice videogioco solido e convincente nelle sue componenti ludiche da metroidvania, per quanto non sia estremamente rivoluzionario agli occhi di chi cerca meccaniche nuove in quel genere. È un'opera davvero unica, colma di metafore e di personalità in tutto il suo stravagante immaginario.
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Lovish è un esperimento coraggioso che riesce nell'impresa di rendere fresco un genere ormai saturo. È un titolo che premia la dedizione e punisce la fretta, ma che sa anche regalare una soddisfazione immensa a ogni corona conquistata.Il nostro Livio lo definisce addirittura un Cult Immediato. Tu che ne pensi?
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Dopo qualche anno di pausa Nioh torna finalmente sui nostri schermi con il terzo, attesissimo capitolo, che promette di evolvere e modernizzare il gameplay ormai consolidato della serie integrandolo con l'esperienza maturata da Team Ninja in Wo Long e Rise of the Ronin.
Si tratta di una scelta coraggiosa che, se da un lato potrebbe rappresentare un salto di qualità per una serie nata come esperimento, dall'altro potrebbe rivelarsi un passo più lungo della gamba, vista la precisa identità che Nioh è riuscito a ritagliarsi con i primi due capitoli. Vediamo dunque da che parte pende la bilancia, nella nostra recensione di Nioh 3!
Testo: Nicolò Rovegno
Voiceover: Enrico Andreuccetti
In questo episodio parliamo di:
Fonti:
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