Amy Zegart – nome assai più che noto nell’ambito degli Studi di Intelligence - ha proposto l’istituzione, all’interno del sistema di intelligence statunitense, di una “Agenzia per le Fonti Aperte”. Ma quali effetti potrebbe scaturire una proposta del genere sull’assetto disciplinare di OSINT? E quali ripercussioni potrebbe avere sull’habitat delle fonti aperte e originarie l’avvento di una Agenzia governativa con potenzialità informative e normative di tale portata?
Come si potrà parlare ancora di “network delle fonti” aperto e trasparente in presenza di una entità pervasiva che sostanzialmente avoca a se il diritto di monitorare, controllare e agire sull’ambiente delle fonti aperte? Come potrà essere possibile garantire l’ “openness”, l’apertura e la trasparenza del network delle fonti?
L’epifania di una Agenzia per le Fonti Aperte rischia di rivelarsi come il più esteso, ingegnoso e gravoso dispositivo di classifica di riservatezza che l’uomo abbia mai pensato.
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