I ricordi della valigia

I ricordi della valigia

By radioabmHistory
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I ricordi della valigia episodes

  • Mattmark. Il processo
    «Il bilancio è a favore della Elektrowatt. Nella costruzione della diga di Mattmark sono morte complessivamente centosei persone, ottantotto nella sciagura del 30 agosto 1965 e diciotto nel corso dei lavori. Nella realizzazione della diga della Grande Dixence, i lavori durati quindici anni, nei quali sono stati impegnati complessivamente duemila uomini, si sono avuti centododici morti. Nessuno ha parlato allora, non si sono fatti scandali, non ci sono stati processi. Non capisco le ragioni del clamore che si è creato attorno a questo processo».
    Sono parole pronunciate dall’avvocato Taugwalder, di Zermatt, difensore dei tre maggiori imputati nel primo processo per la tragedia di Mattmark. Era il 25 febbraio del 1972 e con questo confronto che – ricordano i giornali dell’epoca – provocò eloquenti mormorii di disapprovazione tra i presenti in aula, si chiudeva l’ultima udienza del dibattimento processuale iniziato il 22 febbraio a Visp, nel Canton Vallese.
    6 min
  • Mattmark, 30 agosto 1965
    Destino, fortuna, casualità. Ci sono molti modi per vedere la questione. Fatto sta che quel giorno qualcuno si è salvato, mentre altri sono morti. Quel giorno è il 30 agosto del 1965, un lunedì. Un lunedì come tanti altri a circa 2.200 metri di quota, in una località del Canton Vallese (Svizzera) chiamata Mattmark. Qui, era in costruzione la diga in terra più grande d’Europa.
    6 min
  • I tumulti antiitaliani di Aussersihl
    Una Little Italy, o forse sarebbe meglio dire una Klein Italien, visto che siamo a Zurigo. Questo era il quartiere di Aussersihl. «Una sorta di baraccopoli di italiani», lo definisce lo storico delle migrazioni Toni Ricciardi nel "Dizionario enciclopedico delle migrazioni italiane nel mondo".
    Non solo. Era una «“zona rossa”, vista la massiccia presenza di operai socialisti e anarchici». Furono forse queste caratteristiche a farne il teatro di una delle più gravi violenze xenofobe che la storia zurighese abbia mai conosciuto: i cosiddetti “tumulti antiitaliani”.
    4 min
  • Tallulah
    Tallulah, Louisiana, 21 luglio 1899. Sono le coordinate di un massacro. Un massacro costato la vita a cinque immigrati italiani di Cefalù: Francesco, Giuseppe e Pasquale Di Fatta, proprietari di botteghe di frutta e verdura, Rosario Fiduccia e Giovanni Cerami, anche loro commercianti.
    4 min
  • Il fabbricante di distillati
    È nelle Dolomiti che ha origine la nostra tradizione familiare di lavorare con le nostre mani. Gli stagnini erano artigiani che fabbricavano e riparavano pentole e padelle di rame. Percorrevano le Alpi innevate con un emporio di attrezzi legati alla schiena per svolgere il loro lavoro.
    5 min
  • Le vittime dell'Arandora Star
    Lo scenario è quello della Seconda guerra mondiale. La data è il 2 luglio del 1940. Protagonisti – loro malgrado – ottocento uomini diretti in Canada.
    Sono questi gli elementi di un tragico episodio della nostra emigrazione.
    4 min
  • Uomini in cambio di carbone
    C'è una data simbolo che contrassegna l’emigrazione italiana in Belgio, quella del 23 giugno 1946. È la data in cui viene siglato il “Protocollo italo-belga per il trasferimento di 50.000 minatori italiani in Belgio”. Un accordo ribattezzato anche “Uomini in cambio di carbone”. Gli uomini – duemila a settimana – li metteva l’Italia. Il Belgio forniva il carbone a prezzo agevolato.
    3 min
  • Antonia Festini Cappello vedova Trebucchi
    Mamma, nonna e bisnonna. Nata a Casamazzagno di Comelico Superiore il 17 gennaio 1929, era la primogenita di otto fratelli in una tipica famiglia di contadini di montagna. Erano tempi duri e già da piccola doveva aiutare nelle faccende domestiche e in stalla. Nel 1939, con l’inizio della Seconda guerra mondiale – Antonia aveva dieci anni – le cose divennero ancora più difficili, e nei sei anni seguenti durissime.
    5 min

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Una raccolta di storie di vita che attraversano nazioni, oceani, continenti, vicende storiche, mestieri e sentimenti. Un unico comune denominatore: l’esperienza migratoria dalla terra…