I ricordi della valigia

I ricordi della valigia

By radioabmHistory
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I ricordi della valigia episodes

  • L’Ordine Figli d’Italia in America
    È la più longeva organizzazione per italoamericani negli Stati Uniti. Fu fondata il 22 giugno del 1905 da Vincenzo Sellaro, medico che lungo tutta la propria vita si impegnò per sostenere – materialmente e culturalmente – gli italiani e l’italianità negli USA.
    Stiamo parlando dell’Order Sons of Italy in America (Ordine dei Figli d’Italia in America, oggi Order Sons and Daughters of Italy in America).
    4 min
  • Urussanga
    Gli emigranti del Longaronese, assieme ad altri delle zone circostanti, hanno dato i natali al comune di Urussanga, nello stato di Santa Catarina, in Brasile, nel lontano 1878 (la data ufficiale è il 26 maggio 1878). Vi giunsero dopo un esodo difficile e penoso, con un lungo trasferimento in Europa fino al porto d’imbarco ed una traversata in mare durata una quarantina di giorni fino alle coste brasiliane.
    4 min
  • Un tetto alle migrazioni
    Chiudere la frontiera a soggetti “indesiderati”. E preservare «l’omogeneità culturale e razziale della popolazione americana». Era l’obiettivo dell’Emergency Quota Act, una legge federale statunitense introdotta il 19 maggio 1921 per limitare gli ingressi nel Paese di emigranti provenienti dall’Europa.
    4 min
  • Palestra Itália
    Non solo lavoro, tradizioni e religiosità. Gli italiani hanno portato avanti in Brasile anche la propria passione per il calcio. Uno dei tanti esempi è il Palmeiras di San Paolo, compagine tra le più famose del futebol verde-oro, nata come espressione della comunità di emigrati giunti dall’Italia. Non a caso, il nome iniziale del club era Sociedade Esportiva Palestra Itália.
    4 min
  • Buon compleanno MiM
    uanti sono gli italiani emigrati nel secolo scorso? Perché sono emigrati? Quali sono le caratteristiche dell’emigrazione bellunese? Quali sono le aspirazioni delle migliaia di giovani che ancora oggi continuano a cercare opportunità all’estero? Come vivono e come si trovano gli immigrati che attualmente arrivano nel nostro Paese?A tutte queste domande cerca di rispondere il MiM Belluno, il museo interattivo delle migrazioni.
    3 min
  • Le memorie dal sottosuolo di Amedeo Grillo
    Una frase che fa impressione. E che permette di comprendere quanto terribile potesse essere la vita del minatore. «C’era un collega toscano. Malediva i suoi genitori per averlo fatto nascere perché lavorava in miniera». A pronunciarla è Amedeo Grillo, ricordando gli anni trascorsi in Belgio. Otto ore al giorno, tutti i giorni, nelle viscere della terra.
    6 min
  • Il massacro di Ludlow
    inever will forget the look on the faces / Of the men and women that awful day / When we stood around to preach their funerals / And lay the corpses of the dead away. “Non dimenticherò mai lo sguardo sui volti / Degli uomini e delle donne quel terribile giorno / Quando ci fermammo a predicare i loro funerali / E deponemmo i cadaveri dei morti”.
    È un verso della canzone Ludlow Massacre, di Woody Guthrie, canzone che ricorda il massacro di Ludlow, in Colorado, avvenuto il 20 aprile del 1914.
    4 min
  • I Centri di emigrazione

    Risale al 15 aprile del 1948 il decreto legislativo (numero 381) con cui di fatto si istituivano i Centri di emigrazione. L’obiettivo era raggruppare, selezionare e assistere in tutte le fasi della partenza e del rimpatrio gli emigranti e le loro famiglie.
    Centri di emigrazione furono attivi a Genova, Milano, Torino, Napoli, Messina e Verona.
    3 min
  • Izourt
    Da due giorni nevicava. Una tormenta da far paura, che anche da quelle parti – a 1650 metri sui Midi-Pyrenéèes, tra Francia e Andorra – si fa fatica a vedere.Il cantiere per la costruzione del bacino di Izourt, necessario – assieme a quello di Gnioure – per alimentare le centrali idroelettriche della più grande fabbrica di alluminio in Europa, ad Auzat in Ariège, è fermo. È il 24 marzo del 1939 e quel giorno la bufera non lascia scampo a trentuno persone. Due sono francesi, ventinove sono italiane, quasi tutte arrivate dal Veneto e dal Friuli per lavorare.
    3 min
  • Una storia di ordinaria xenofobia
    Sono passati cinquantadue anni dalla drammatica scomparsa di Alfredo Zardini, emigrante bellunese vittima dell’intolleranza e della xenofobia svizzera. Zardini, classe 1931, sposato e padre di un bambino di cinque anni, era un falegname originario di Cortina, che lasciò agli inizi degli anni Settanta per cercare fortuna a Zurigo.
    5 min

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Una raccolta di storie di vita che attraversano nazioni, oceani, continenti, vicende storiche, mestieri e sentimenti. Un unico comune denominatore: l’esperienza migratoria dalla terra…