Il primo febbraio 2000 all’altezza di Vitinia venne rinvenuto un cadavere, subito riconosciuto dai confratelli come quello di padre Pierre Silviet-Carricart, sacerdote trasferito a Roma dalla Francia alle fine degli anni Novanta dopo che il religioso era stato accusato di pedofilia. Ma il magistrato francese sospettò che nelle bara fosse stato collocato un morto diverso, per coprire la fuga del prelato. Si arrivò così, nel novembre 2000, alla riesumazione della salma nel cimitero di un paese sui Pirenei dai cui esami del Dna, però arrivò la conferma dell'idea iniziale: il corpo era proprio quello dell’ex rettore dell’istituto Notre Dame di Bétharram , accusato di violenza sessuale da due collegiali e quasi certamente suicida.