lI prossimo 27 settembre gli elettori svizzeri saranno chiamati a pronunciarsi su un’iniziativa promossa dalla destra che punta a fissare nella Costituzione federale il principio di una neutralità permanente e armata. Il voto si inserisce in una fase storica nella quale i profondi mutamenti geopolitici stanno mettendo alla prova uno dei tratti più caratteristici dell’identità della Confederazione.
Da un lato, una concezione più rigorosa della neutralità, intesa come distanza dalle controversie internazionali e come impossibilità di aderire a misure coercitive non autorizzate dall’Onu. Dall’altro, una concezione nella quale la neutralità non impedisce alla Svizzera di difendere il diritto internazionale, partecipare alle iniziative multilaterali e adottare misure contro chi ne viola i principi.
Per comprendere le possibili conseguenze dell’iniziativa, Sconfinamenti ha incontrato Maurizio Binaghi, storico e autore, fra l’altro, del saggio La Svizzera è un paese neutrale (e felice).