Ricapitoliamo per chi non segue la politica svizzera: lo scorso giugno la Camera Alta, ovvero il Consiglio degli Stati Elvetico, ha approvato una maggiore spesa per l'esercito, fissata a 29,8 miliardi per il periodo 2025-2028, con l'obiettivo di raggiungere l'1% del PIL entro il 2030. Nella sua Strategia di cooperazione internazionale 2025-2028, il Consiglio federale ha anche preventivato 1,5 miliardi di franchi per l’aiuto all’Ucraina - una somma superiore a quella spesa per la cooperazione allo sviluppo nell’Africa subsahariana. Si tratta di una proposta che deve ora essere esaminata (anche includendo ulteriori tagli) e votata dal Consiglio nazionale (che è il Parlamento) nelle sessioni autunnali e invernali. Tutto ciò è guardato con grande preoccupazione da Alliance Sud, che si è espressa in modo contrario ai tagli alla cooperazione e allo sviluppo che il governo svizzero vorrebbe mettere in atto. Abbiamo chiesto a Marco Fähndrich, Responsabile della comunicazione e dei media di Alliance Sud, quali potrebbero essere le conseguenze a lungo termine di questa riduzione di fondi per la cooperazione internazionale e quale l'impatto sulla stabilità politica ed economica dei paesi beneficiari? E ancora, quali potrebbero essere le ripercussioni sulla reputazione internazionale della Svizzera che adotta questa misura?