La domanda interessante è : "come si diventa dinamici o come ci si mantiene dinamici”?
Se apparteniamo a quella categoria di persone che tende a sedersi ed aspettare con rassegnazione o serenità lo svolgersi degli eventi ci sono due possibilità.
O siamo dei Buddha illuminati che hanno compreso che comunque non usciremo vivi da qui, come diceva anche Jim Morrison, oppure siamo degli sprovveduti che sperano che qualcuno magicamente si prenderà cura delle nostre necessità future.
Pochi possono permettersi di essere anche dei Buddha a tempo pieno, ed ancora meno possono permettersi di fare affidamento su qualcun altro.
Perché sono gli altri a fare affidamento su loro.
Ci vuole un punto fisso.
L'uomo seduto, diventa dinamico quando fissa gli obiettivi e si chiarisce che, per definizione, il suo ruolo professionale implica l’esercizio della responsabilità.
Chi decide di lavorare è responsabile del raggiungimento degli obiettivi.
Se è responsabile per il passaggio dallo stato A allo stato B deve sapere che rimanendo seduto gli obiettivi rimarranno lontani.
Dalla sua ha il fatto che solo per il fatto di muoversi vedrà “magie “ accadere.
Si accenderà la speranza di un futuro migliore per lui e per suoi interlocutori.
Si alimenterà la scoperta e l’accumulo di informazioni ed opportunità nuove di zecca con cui costruire la zattera per attraversare il fiume di ostacoli che ogni giorno vengono a galla.
Si approcceranno i necessari cambiamenti con naturalezza perché chi è in movimento vede l’ambiente cambiare per forza, anzi , chi è in movimento cerca il cambiamento e lo vive come una scoperta vitale.
Ci sono grandi vantaggi nell’alzarsi da quella comoda, ma suicida, poltrona che i tempi grassi ci avevano prestato o venduto a simpatiche rate.
Non ci avevano avvertito che il prezzo totale da pagare sarebbe stato l’incapacità di reagire ai mutamenti.
Siamo ancora in tempo.
E nel dubbio….meglio muoversi.police #marlenekuntz #mickjagger #lennykravitz #rollingstones #eagleeyecherry