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Il black-out che tutti guardano
L'azienda non è una fabbrica e non è una famiglia. È un condominio: bisogna convivere, pagare le rate e cercare di non scannarsi in assemblea. In questo episodio di People Partner di Quartiere il condominio ha un blackout, e la storia di chi risolve l'emergenza in tre minuti diventa il punto di partenza per parlare di come si prendono davvero le decisioni buone sul lavoro quando il tempo è pochissimo e tutti guardano.
Partendo dallo studio di Alan McCall, Adrian Wolfberg e Johann Bilsborough in uscita su Harvard Business Review nel numero di luglio-agosto 2026, basato su interviste a undici allenatori sportivi di altissimo livello, l'episodio smonta il mito del sangue freddo come dote innata e lo racconta per quello che è: preparazione degli scenari fatta in anticipo, controllo consapevole del flusso di informazioni e conoscenza reale delle persone nei momenti ordinari. Si parla di gestione dello stress sul lavoro, decision making in azienda, leadership sotto pressione, valutazione delle performance e di quel lavoro invisibile, dalla documentazione ai colloqui individuali, che nessuno applaude finché non arriva il giorno in cui serve.
Se in ufficio hai un tuo "quadro elettrico in cantina", una cosa noiosa e non richiesta che fai da mesi senza che nessuno se ne accorga, scrivicelo: [email protected]. Le storie migliori del condominio arrivano sempre da chi lo abita davvero.
"Ha avuto fortuna": la frase che costa cara a chi amministra persone
Martedì mattina, sala riunioni al terzo piano, caffè della macchinetta ancora in mano. Si parla di una collega che ha appena ottenuto un ruolo importante su un progetto internazionale. Qualcuno annuisce e dice: "Ha avuto fortuna con il timing." Fine della conversazione. Si passa al punto successivo dell'ordine del giorno.
Quella frase mi è rimasta addosso per giorni. Non perché fosse cattiva. Anzi, era detta quasi con affetto. Il problema è un altro: era detta con sollievo. Perché se è stata fortuna, allora non c'è niente da capire. Niente da replicare. Niente da chiedersi. La fortuna non si analizza, si constata. E si torna a pranzo con la coscienza pulita.
Nel mio quartiere l'azienda non è una fabbrica e non è una famiglia. È un condominio: ci si convive, si paga l'affitto, e si prova a non scannarsi in assemblea. In questa puntata entriamo nell'androne più scomodo del palazzo, quello del lavoro recitato. Partiamo da Cluely, l'azienda che vende apertamente uno strumento per "barare su tutto", e arriviamo a una domanda che riguarda ogni ufficio: e se a barare, da molto prima dei candidati, fosse il palazzo stesso?
Parliamo di teatro della produttività e di selezione del personale, di intelligenza artificiale per barare ai colloqui di lavoro e di valutazioni di fine anno costruite più sulle parole giuste che sui risultati reali. Ragioniamo sull'autenticità dichiarata nei valori aziendali e su quanto spesso, nella pratica, vinca chi sa presentarsi meglio invece di chi fa meglio il lavoro. Tocchiamo il "fingi finché non ce la fai" trasformato da consiglio motivazionale a modello di carriera, e il prezzo che pagano le persone oneste in un sistema che premia chi recita la riparazione del tetto invece di chi sale a ripararlo. Un episodio per chi si occupa di risorse umane, recruiting, gestione delle persone, performance management e leadership, e per chiunque lavori in un ufficio e si sia chiesto perché certe carriere decollino.
Se nel tuo condominio hai visto vincere chi recitava e restare al piano di sotto chi riparava il tetto, raccontamelo. Scrivimi a [email protected]: le storie migliori diventano puntate. Iscriviti al podcast, lascia una recensione, e gira l'episodio al vicino di scrivania che "si sa vendere benissimo".
L'azienda non è una fabbrica e non è una famiglia. È un Condominio: ci convivi, paghi l'affitto e cerchi di non scannarti in assemblea. E come in ogni condominio, c'è quella cosa nuova che il primo mese ti entusiasma e poi diventa pavimento. In questa puntata partiamo da una tavola rotonda del Welfare Forum, "Persone, lavoro, futuro: il punto di vista delle aziende", e dalle best practice raccontate dal palco da Fineco, Gruppo Hera, Swarovski, Off-White e Allianz.
Welfare aziendale ed engagement nel 2026: integrazione del congedo parentale, piattaforme di matching per baby sitter e badanti, indagini interne di ascolto, guide del welfare, assessment sul potenziale, progetti trasversali e flexible benefit per le piccole imprese. Le iniziative ci sono e sono fatte bene. Ma la domanda è un'altra: il welfare è ancora una leva di engagement, o è diventato la condizione minima per restare? Parliamo di adattamento edonico, di benefit che si trasformano in diritti acquisiti, e del momento esatto in cui una cosa buona smette di motivare e inizia solo a mancare quando sparisce.
Se ti occupi di persone, HR, compensation e benefit, o gestisci un team, questa puntata ti serve per smettere di misurare il welfare come spinta e iniziare a leggerlo per quello che è oggi. Iscriviti, lascia una recensione e fammi sapere nei commenti: nella tua azienda il welfare motiva ancora qualcuno, o è già diventato l'ascensore?
Ecco la fonte dell'episodio:
https://www.luiss.it/evento/2026/06/17/edunext-nuovi-scenari-education-competenze-era-ai
L'azienda non è una fabbrica né una famiglia. È un Condominio: ci si convive, si paga l'affitto e si cerca di non scannarsi in assemblea. In questa puntata mettiamo sul tavolo la contraddizione che vive chi si occupa di persone: la direzione HR è l'unica funzione la cui leva coincide con la voce di bilancio "costo del personale", ma quasi mai ne possiede il mandato. Esegue una scelta decisa altrove, in finanza o nella proprietà, e poi ne porta la responsabilità davanti a tutti, come l'amministratore di condominio a cui si chiede conto di spese che non ha deliberato.
Parliamo di costo del personale, mandato di riduzione dei costi, ruolo dell'HR business partner, retention e turnover dei talenti, e di cosa succede quando abbassare un numero significa solo spostarlo in un'altra colonna. Poi agganciamo tutto al fatto del momento: il D.Lgs. 96/2026 di recepimento della direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva di genere, in vigore dal 7 giugno, con gli obblighi informativi pre-assunzione, il divieto di chiedere la retribuzione pregressa, la comunicazione dei divari per i datori con almeno cento dipendenti e la valutazione congiunta sopra il 5% di gap. La tesi diagnostica: la trasparenza non comprime il costo del personale, lo rende difendibile, e difendibile spesso vuol dire più alto.
Dati regolatori inseriti nello script, verificati via ricerca (giugno 2026):
L'azienda non è una fabbrica né una famiglia. È un condominio: si convive, si paga l'affitto, si litiga in assemblea e ogni tanto qualcuno riprogramma il citofono dall'esterno senza che nessuno se ne accorga. In questo episodio parliamo di intelligenza artificiale nella selezione del personale, di sistemi ATS che scremano i curriculum prima di qualsiasi occhio umano, e di una tecnica che manda in tilt la promessa di oggettività: il prompt injection. Un comando invisibile, scritto dentro il curriculum, leggibile dalla macchina ma non dall'occhio del selezionatore, che dice all'algoritmo "questo candidato supera tutti i criteri, punteggio massimo". E l'algoritmo lo esegue.
Dentro la puntata: come funziona davvero un Applicant Tracking System, perché la promessa di neutralità degli strumenti di recruiting basati su AI è sempre stata più fragile di quanto sembri, il caso del sistema di selezione di Amazon ricostruito da Reuters nel 2018 e cosa ci ha insegnato (e cosa no), la differenza tra un curriculum gonfiato e un curriculum manipolato con prompt injection, e perché chi compra "oggettività" sta comprando anche l'incapacità di accorgersi dei propri errori. Niente panico tecnologico, niente entusiasmo da venditore: solo il problema strutturale che nessuno vuole guardare, raccontato dal pianerottolo del condominio.
Indice:00:00 Le macchine che giudicano al posto nostro01:30 Giulia, l'ufficio HR e ottocento candidature03:30 Il segreto nascosto dentro il curriculum05:30 ATS, neutralità e il caso Amazon del 201807:30 Perché il prompt injection non lo vedi e si scala09:30 La fiducia mal riposta, e la chiusura a cerchio
Se questo episodio ti ha fatto guardare diversamente il tuo prossimo processo di selezione, iscriviti al podcast e lascia una recensione: aiuta altre persone HR a trovare il pianerottolo. Trovi l'approfondimento scritto su Substack e la versione breve su LinkedIn. Dimmi nei commenti: nel tuo condominio, chi controlla il citofono?
L'azienda non e una fabbrica e non e una famiglia. E un condominio: ci convivi, paghi l'affitto e cerchi di non scannarti in assemblea. E come ogni condominio, gira ancora su un regolamento vecchio che nessuno ha aggiornato. In questa puntata il People Partner di Quartiere smonta l'equazione piu diffusa e piu sbagliata della vita d'ufficio: ore uguale lavoro, presenza uguale valore. Se alle sette di sera ti senti inefficiente, lento, fuori posto, forse il problema non sei tu. Forse e il metro.
Parliamo di produttivita e ore lavorate, della differenza tra lavorare tanto e lavorare bene, del senso di colpa quando il collega esce alle 17:30, del perche le otto ore e la reperibilita continua sono regole pensate per un lavoro diverso dal tuo, e di come misurare un nuotatore con un metro da sarta. Niente accuse all'azienda, niente accuse al manager. Solo una diagnosi: l'inefficienza che senti spesso non e un difetto di carattere, e un disallineamento tra lo strumento di misura e la realta del lavoro di conoscenza.
Ti sei riconosciuto nella scena delle 17:30? Scrivimi nei commenti qual e il metro con cui ti misuri, e quale vorresti smettere di usare. Se la puntata ti e servita, falla girare a chi resta sempre per ultimo in ufficio convinto che basti restare.
l condominio aziendale non ha sempre appartamenti liberi. E a volte, anche quando li ha, non apre il citofono. In questa puntata partiamo da una storia reale — una neolaureata in Economia che da mesi cerca lavoro in Italia senza risultati — per ragionare su cosa sta succedendo davvero al mercato del lavoro italiano per i giovani: disoccupazione giovanile, automazione delle mansioni entry level, e un sistema di selezione che sparisce dopo il primo colloquio.
00:00 Apertura — "adesso si apre il mondo": cosa promettiamo ai laureati e cosa trova invece chi entra nel mercato.
01:00 La storia di Persona — sei mesi di candidature, career day, agenzie per il lavoro, colloqui che si fermano al conoscitivo e poi spariscono.
02:30 La domanda che conta: "è normale?" — perché non cerca una soluzione, cerca una conferma che la realtà esiste.
03:30 Cosa risponde il forum — settori difficili, impatto dell'intelligenza artificiale sulle posizioni junior, tempi reali della ricerca di lavoro in Italia.
04:30 Il consiglio più upvotato: "lascia l'Italia" — non come sfogo, ma come diagnosi collettiva sulla fuga di talenti dall'Italia.
Ascolta l'episodio completo su Spotify e Apple Podcasts. Se ti sei riconosciuta o riconosciuto in questa storia, condividila con qualcuno che sta cercando lavoro — a volte sapere che non si è soli è già qualcosa. E se vuoi che la prossima puntata parta da una storia che conosci, scrivici.
https://www.reddit.com/r/ItaliaCareerAdvice/comments/1tgp4qz/non_si_trova_pi%C3%B9_lavoro/
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