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La fiaba racconta di Alice Cascherina, una bambina che cade sempre nei posti più strani: dentro una sveglia, in una bottiglia, nel cassetto delle tovaglie. Il nonno la cerca affannato ogni volta, e alla fine arriva il lieto salvataggio. Alice non si spaventa mai e ogni incidente diventa occasione di gioco o riflessione.
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Un soldato torna a casa povero dopo la guerra e incontra una strega che lo induce a scendere in un albero cavo per prendere tesori. Entra in tre stanze sorvegliate da cani giganteschi, ottiene rame, argento e infine oro. Rammenta che la strega vuole solo un minuscolo acciarino. Dopo averla minacciata, la decapita e si reca in città ricco. Scopre che l’acciarino è magico: battendolo richiama i tre cani che esaudiscono desideri. Con il loro aiuto conquista la figlia di un re, affronta l’opposizione reale, ma infine sposa la principessa.
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Il viaggiatore Giovannino Perdigiorno arriva nel paese degli “uomini di burro”: essi vivono in frigoriferi, indossano borse di ghiaccio in testa e si sciolgono se il sole li colpisce. Il loro re vive in un frigorifero d’oro massiccio, può uscire solo d’inverno a bordo di un’automobile di ghiaccio e, se il sole sbuca, manda i suoi soldati a catturarlo. Scosso da tutto questo, Giovannino esclama “Bum” e lascia il paese.
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La città di Hamelin è invasa dai topi perché i gatti sono stati scacciati. Un misterioso suonatore di piffero propone di liberarla in cambio di mille monete d’oro. Una volta ottenuto l’accordo attira con la sua musica tutti i roditori fino al fiume e li fa annegare. Il borgomastro però si rifiuta di pagarlo. Il pifferaio allora suona di nuovo, rapisce i bambini della città e li conduce in una montagna che si richiude alle loro spalle.
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Gianni Rodari racconta del viaggiatore Giovannino Perdigiorno che arriva in un paese dove ogni parola ha una “s” in più all’inizio: un «stemperino» che fa ricrescere le matite, uno «staccapanni» da cui si stacca il cappotto già attaccato, e uno «scannone» che serve… a disfarsi della guerra. È un mondo capovolto dove l’«errore» diventa meraviglia.
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Una regina e un re esaudiscono il desiderio di avere una figlia grazie a un gambero parlante. Invitano dodici fate ma dimenticano la tredicesima, che maledice la neonata: al quindicesimo compleanno si pungerà con un fuso e morirà. Una delle fate attenua l’incantesimo: la morte diventerà un sonno di cento anni. Le provano tutte per evitare il fuso, ma esso appare lo stesso. La principessa cade in sonno profondo con tutta la corte finché un principe attraverserà un rovo magico, la bacerà, e tutto si risveglierà: lei, il regno, e infine si sposeranno e vivranno felici.
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Il viaggiatore Giovannino Perdigiorno, arriva in un paese dove tutto è smussato e privo di punte: le case hanno tetti arrotondati, le rose hanno spine di gomma, le matite senza punta e persino i chiodi sono aboliti, sostituiti dalla colla. Quando Giovannino infrange una regola raccogliendo una rosa, viene multato e gli si chiede di dare due schiaffi alla guardia — ma lui si ribella, preferendo donare una carezza, e così viene invitato ad andarsene. Ancora oggi sogna di tornare in quel Paese senza punta.
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Un giovane di nome Giacomino e sua madre vedova vivono nella povertà con una vecchia mucca: quando la madre invia il figlio al mercato per venderla, Giacomino la scambia per alcuni fagioli «magici». La madre, furiosa, getta i fagioli dalla finestra. Il mattino dopo cresce un gigantesco stelo che porta Giacomino fin lassù, in un castello abitato da un orco che custodisce un tesoro, una gallina dalle uova d’oro e un’arpa magica. Con astuzia ruba gli oggetti, scende e abbatte la pianta: l’orco muore e madre e figlio vivono felici grazie alla ricchezza acquisita.
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Un cactus vive tutto solo in una terra arida finché non nota un palloncino che volteggia nel cielo: trasparente, leggero, venuto dalla città. Con l’aiuto di un avvoltoio, scopre che quel palloncino non può sopravvivere al contatto delle sue spine. Decide così di tenerlo accanto, legandolo con un sassolino. Nonostante la sua natura spinosa, il cactus trova compagnia — e quella piccola presenza segna il suo cambiamento.
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Una giovane vittima della crudeltà della matrigna e delle sorellastre vive nell’umiliazione quotidiana, mentre un semplice albero piantato sulla tomba della madre esaudisce i suoi desideri. Al gran ballo del principe la ragazza appare in abiti splendidi e perde una scarpetta d’oro. Le sorellastre provano a forzarla: si tagliano dita e calcagni pur di calzarla, ma la verità viene svelata dalle colombelle sull’albero. Il principe riconosce la vera sposa, e le malvagie vengono punite con la cecità.
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