Imprese sociali, cooperative che lavorano con soggetti svantaggiati e che creano occupazione. Anche questa è l’Italia che guarda allo sviluppo.
Nei giorni scorsi abbiamo seguito momento per momento il Festival della Dottrina Sociale a Verona. E noi oggi continuiamo a guardare a quelle realtà che hanno fatto il Festival, insomma quelle imprese sociali che aiutano l’Italia a costruirsi dal basso. Qualche numero: sono più di 22mila le imprese sociali di fatto che danno occupazione a quasi 650mila dipendenti, pari rispettivamente al 6,3% delle istituzioni e al 71,0% dei dipendenti del settore non profit. Di queste, oltre la metà (57,5%) sono cooperative sociali, seguite dalle associazioni (15,4%). Il segretario del Sinodo il cardinale Grech, nella messa conclusiva del Festival, ha detto che è molto evocativa l’immagine che accompagna il progetto di questo evento. Un albero che affonda le radici nel bene comune e tre tronchi verdi che si uniscono in una perfetta sintesi di reciprocità”. E appunto la reciprocità è la caratteristica di tante imprese che erano al Festival. Partiamo dalla sartoria sociali Colori Vivi, che vede impiegate donne rifugiate. Ecco cosa ci ha detto Barbara Spezzini, ideatrice della sartoria
Ora noi invece da un’attività tradizionale, come appunto la sartoria, alla tecnologia. Il Verona FabLab è un’Associazione di promozione sociale che nasce nel 2014 dalla volontà di un gruppo di persone private e di aziende del territorio veronese. Questa realtà lavora ogni giorno per dare la possibilità a tutti, di sviluppare i propri progetti e prototipi e per creare sinergie di rete tra i soggetti coinvolti. E al Festival della Dottrina Sociale ha presentato progetti che uniscono il sociale all’innovazione. Riccardo Bertagnoli è il presidente dell’associazione
E ora parliamo di cucina, che però si trova in un posto particolare: in un penitenziario. Sapori di Libertà è il laboratorio artigianale di panificazione della Casa Circondariale di Mantova, promosso e creato da Associazione Libra Onlus. “Puntiamo sulla qualità del nostro prodotto, sull'etica del nostro lavoro e su una grande causa: promuoviamo una giustizia che responsabilizza l'autore di reato, che è solidale con le vittime e che prova a riparare la frattura creatasi con la comunità”, ci ha detto la responsabile Alessandra Morpelli che abbiamo incontrato al Festival
E ora occupiamoci di come includere persone che anni una disabilità. E’ il caso della onlus Oltre il Labirinto, che lavora sull’0autismo. Questo è un disturbo del neuro-sviluppo che coinvolge principalmente il linguaggio, la comunicazione, l’interazione sociale e conduce a interessi ristretti, stereotipati e comportamenti ripetitivi. “Siamo nati nel 2008 da un’idea di alcuni genitori di persone, all’epoca bambini, con autismo” ci ha detto il presidente onorario Alberto Cais che ci ha presentato anche un’idea a dir poco originale.
In studio Alessandro Guarasci