Il mercato del lavoro è in fase di ripresa. Ma cosa ci riserva il 2022? E che cosa può dire la dottrina sociale della Chiesa?
Il tasso di disoccupazione nell’area OCSE è rimasto al 4,9% in ottobre, confermandosi per il quinto mese consecutivo al livello minimo da quando questa statistica viene calcolata nel 2001. Lo ha reso noto l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico, precisando che il dato medio nasconde ampie differenze tra i 38 Paesi aderenti. Solo due, ovvero Australia e Francia, in effetti registrano un minimo record della disoccupazione.
Va bene a livello italiano. Per l’Istat, Nel biennio di previsione l’occupazione, segnerà una crescita superiore a quella del Pil con un aumento più accentuato nel 2022 (+4,3%) rispetto a quello del 2023 (+0,5%). Il miglioramento dell’occupazione si accompagnerà a quello del tasso di disoccupazione che scenderà sensibilmente quest’anno (8,1%) per poi registrare un lieve rialzo nel 2023 (8,2).
Allora, tutto ok? Non proprio. Perché ci sono sacche di povertà, sacche di sfruttamento, sacche di lavoro mal pagato. Ad esempio, secondo la Confesercenti sarebbero a rischio non meno di 100 mila posti di lavoro nel settore del commercio. Venerdi Cgil e Uil hanno proclamato uno sciopero contro la manovra del governo Meloni, perché non garantirebbe sviluppo.
Con noi a Radio vaticana:
Il direttore di Caritas Roma Giustino Trincia
Tonino di Matteo, presidente di Mcl
Il presidente dei giovani Ucid Benedetto Delle Site
Il presidente del CNEL Tiziano Treu e dell’Unione Giuristi cattolici Damiano Nocilla
In studio Alessandro Guarasci