Il Papa a torna a chiedere un lavoro dignitoso. Ma ancora oggi troppo spesso ci sono condizioni di sfruttamento.
Per iniziare parliamo della differenza salariale tra uomo e donna. Secondo l’Eurostat – che lo calcola sulla retribuzione oraria media lorda – in Europa il divario retributivo di genere si riduce con grande lentezza ed è ancora del 13% (14,1% nell’Area Euro); ciò significa che, per ora prestata, le donne guadagnano in media il 13% in meno rispetto agli uomini. In Italia tale valore si aggira intorno al 5%. E il divario sale fino a superare il 40% nel settore privato. In sostanza è come se le lavoratrici italiane iniziassero a percepire lo stipendio dall’11 febbraio, anziché dal 1° gennaio. Tale disparità è presente in tutti i lavori ed è massima (45%) nelle libere professioni. È stato calcolato che un ingegnere uomo guadagna il doppio di una collega donna, ma il divario è sensibile anche nei settori di lavoro più femminilizzati, come quello della sanità. Secondo la rilevazione Istat, un elevato divario interessa ventuno famiglie professionali nel 2022.
Cambiamo prospettiva, il lavoro minorile è un fenomeno globale che non risparmia nemmeno l’Italia, diffuso ma ancora in larga parte sommerso e invisibile. Si stima che ne 336 mila minorenni tra i 7 e i 15 anni abbiano avuto esperienze di lavoro, continuative, saltuarie o occasionali, quasi 1 minore su 15. Tra i 14-15enni che dichiarano di svolgere o aver svolto un’attività lavorativa, un gruppo consistente (27,8%) ha svolto lavori particolarmente dannosi per i percorsi educativi e per il benessere psicofisico, perché svolti in maniera continuativa durante il periodo scolastico, oppure svolti in orari notturni o, ancora, perché percepiti dagli stessi intervistati come pericolosi.
Ospiti a Radio vaticana, Il Mondo alla Radio:
La ricercatrice Acli Federica Volpi
Stefano Tassinari, vicepresidente della Acli
Raffaella Milano di Save the Children
don Francesco Preite, Presidente di Salesiani per il Sociale
In studio Alessandro Guarasci