Poesia scritta dalle parole #15
Il primo giorno di ora legale
genera il più bel crepuscolo dell’anno.
L’ora è convenzionale,
lo stupore reale.
Ci immergiamo a guardarlo dalla fotosfera,
dai bassifondi di aria terrestre
illuminata dai lampioni.
Attraverso lo strato di luce elettrica
il cielo diventa turchese.
Il risparmio energetico
è la causa materiale di questo colore.
La sobria ora legale rende lecito
il sentimentalismo dell’azzurro.
Per un’ora si apre una sconnessione
fra tempo e luce,
una larga fenditura nello spazio.
È saltata la saldatura dell’orizzonte,
cielo e terra non sono suturati.
Riuscire anche noi a sbalzarci.
Un valico fra senso e dicitura.
Ci appostiamo in questo breve sempiterno.
Restiamo assorte, attentissime,
per carpirne il segreto, il decreto
dell’ora che si scosta dal suo adesso.