L'articolo di Fulvio Mattioni (Economia e Lavoro) analizza la crisi economica e la stagnazione del Friuli-Venezia Giulia.
Questa audiolettura approfondisce il 3° Rapporto di OSEè (Osservatorio Socio Economico è di RilanciaFriuli), intitolato in friulano Puars biats. Il titolo evidenzia il contrasto tra l'effettiva povertà della regione – confermata dalle fonti ufficiali – e l'incessante story-telling della politica che la descrive come beata. I dati economici dimostrano che, a differenza dell’Italia, la resilienza in FVG è stata debole (+1,7% di PIL nel 2022 contro +4,7% nazionale). Nel periodo 2019-2023, la regione si è piazzata al 15° posto per crescita del Pil, suggerendo che le "faraoniche" finanziarie locali siano state di mera "spesa di galleggiamento" e non investimenti pro-futuro.
Il primo semestre 2025 conferma la crisi, con un calo dell’occupazione (degli 15-89enni) dello 0,3% in FVG, in netta controtendenza con il dato nazionale (+1,4%), e un aumento della disoccupazione regionale dell’11,2%. Il malessere industriale rimane elevato, con 4.915 lavoratori in Cassa Integrazione.
La criticità più grande resta la demografia: con 252 anziani ogni 100 giovani, il FVG è la regione più vecchia del Nord-Est. La senilità della popolazione incide negativamente sulla disponibilità di forza lavoro, richiedendo alla regione di diventare più attrattiva per gli immigrati economici e per i giovani in espatrio. Il Rapporto conclude proponendo un “Piano per lo sviluppo dell’attrattività e di un nuovo Welfare regionale, 2026-2030” e il finanziamento dello stesso con il 10% del budget della prossima Finanziaria regionale.
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