Il Vangelo di oggi non offre immagini poetiche.
Offre una presa di posizione.Gesù non dice: provate a essere.
Dice: voi siete.
Sale.
Luce.Questo significa una cosa sola: la fede non è neutrale.
E nemmeno le relazioni.Ogni relazione o dà sapore o lo toglie.
O illumina o confonde.
Non esistono legami innocui, affetti senza conseguenze, amori che non incidono.Il sale non serve a decorare.
Serve a trasformare ciò che tocca.
La luce non serve a piacere.
Serve a far vedere la realtà per quella che è.In questa meditazione, il Vangelo viene portato nel luogo più delicato e concreto: le relazioni affettive, esposte, fragili, spesso iper-visibili e poco vere.
Gesù non chiede storie perfette, ma storie vere.
Non chiede intensità, ma verità.
Non chiede emozioni, ma responsabilità.Una parola che smaschera relazioni che funzionano ma non nutrono, che fanno stare bene ma non fanno crescere.
Una parola che chiede di verificare se, stando con noi, l’altro diventa più libero o più confuso.Perché se sei sale, qualcosa deve cambiare.
E se sei luce, qualcuno deve vedere meglio.