Maryna, 35 anni, racconta il calvario che l'ha portata sino in Italia, assieme al figlioletto malato. Mentre escono i primi feriti dall'acciaieria Azovstal, c'è una fabbrica dove i giornalisti né i corridoi umanitari sono mai arrivati. E' la fabbrica di cioccolato di Trostyanets, di cui nessuno parla. Una fabbrica delle torture dove i russi hanno cavato occhi e violentato le donne che lì si erano rifugiate