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Cosa serve per poter allattare in maniera serena? Ecco i primi quattro spunti importanti per non trovarsi a dover vivere con preoccupazione l’inizio dell’allattamento.
Il dolore della nascita è un timore dell’ignoto legato alla maternità. Alleviarlo è importante, ma la funzione dell’ostetrica è quella di aiutare la donna a sentirsi accudita e rispettata.
La donna che va a partorire si trova a tu per tu con l’assistenza di chi dovrebbe conoscere la fisiologia del travaglio e del parto, tuttavia – nonostante gli sforzi – non si è riusciti ancora a rendere capaci gli operatori di aver fiducia della donna e della sua fisiologia. Il motivo è chiaro e lo spiega da anni l’ostetrica Flora Gualdani dell’opera Casa Betlemme.
È un documento scritto e firmato dalle mamme e dai papà in cui si esprimono le proprie preferenze rispetto al parto, ma anche all’assistenza prima e dopo, alla gestione dell’allattamento e del neonato, ai rapporti con gli operatori e i parenti. È molto importante dunque che si tenga bene in vista prima del parto perché le realtà ospedaliere sono molto diverse tra loro e non tutte garantiscono il tipo di assistenza che ci si immagina o si richiede.
L’ossitocina è l’ormone “della calma e della connessione”, e la donna in attesa deve poter essere messa in condizione di rilasciarlo spontaneamente quando la gravidanza sta per finire. Interrompere la gravidanza è sempre un intervento rischioso, in qualunque momento avvenga: questo accade perché è importante valutare l’effettiva necessità di farlo. Quando è doveroso intervenire – dopo averne controllato la necessità – si può fare molto per accompagnare rispettosamente la mamma verso la nascita del suo bambino.
Nel grande mondo dell’offerta formativa per le mamme in attesa, è di grande importanza dedicarsi a una preparazione alla nascita e all’accudimento del bambino. I gruppi che si trovano nei consultori o nelle associazioni private, debbono possedere alcune caratteristiche, tra le quali c’è quella di avere gruppi di mamme che si preparano al loro caso specifico, potendo esporre punti di vista personali, condividere timori o gioie, ricevere fonti ufficiali e scientifiche.
Quando una donna ha partorito, si trova a doversi legare – letteralmente – col proprio bambino. Questo vincolo affettivo è fondamentale perché garantisce al bambino la sopravvivenza. Gli studi sull’ossitocina sono nati proprio osservando il comportamento della donna dall’immediato post-parto: se lasciata adeguarsi al suo istinto di cura, la madre va sostenuta al meglio perché possa essere un mezzo di sussistenza fondamentale per il figlio. Tale consistenza è fondamentale anche per la madre, che essendo disponibile al proprio bambino, sente di essere capace di “fare” la madre: gli studi c’informano che il legame d’attaccamento è importante per la relazione della cosiddetta ‘diade’ (madre-bambino). Cosa aiuta perciò, una puerpera? Scopriamolo insieme.
La differenza che intercorre tra ossitocina e adrenalina è il fatto che questa aumenta la calma e la connessione tra gli individui. La persona che più di altri ha bisogno di produrre ossitocina è la donna in gravidanza e, nello specifico, il momento del travaglio di parto. Questa fase è fondamentale nella vita della donna e del nascituro. Il testo di cui parlo nella puntata è “Nascere e Accudire con dolcezza” di Sarah Buckley, volume che spesso verrà citato insieme ad altri. Come accudire una donna che vive l’inizio del travaglio? La fisiologia ci aiuta a comprendere il rispetto verso la nascita e verso la donna che – letteralmente – dà la vita per il figlio.
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