La politica è un gioco crudele. Quando sei sulla cresta dell'onda sono tutti ai tuoi piedi. La pletora di questuanti e di leccapiedi salta agilmente sul carro del vincitore. Quando però il vento del consenso si affloscia o addirittura infuria in direzione contraria, gli amici veri e presunti di un tempo prima si defilano, poi fanno finta di non riconoscerti., infine ti danno addosso Il capitale in politica si misura in consenso nei sondaggi e in risultati elettorali.
Gli indici di gradimento di TACO battono tutti i record negativi e le urne di novembre hanno decretato la disfatta. Trump cerca di ricompattare le truppe MAGA con la retorica da baraccone di cui è il campione assoluto, con attacchi ingiuriosi verso avversari veri o presunti e con patetiche recriminazioni contro Biden. Ma la base che gli ha tirato la volata per la Casa Bianca è frantumata.
Gli isolazionisti di America First tipo Marjorie Taylor Greene gli si sono rivoltati contro, i latinos lo odiano per gli arresti le deportazioni degli immigrati, i complottisti MAGA sono allibiti dall'insabbiamento degli Epstein files. E nel Congresso i deputati e senatori repubblicani non temono più le sue ire e le sue intemerate.
Per cui il voto sui provvedimenti chiave non è più sicuro come era stato fino all'autunno. Alla perdita di consensi si aggiunge un declino fisico sempre più evidente, che ha stuzzicato le ambizioni di JD Vance, e dei suoi referenti in quella Silicon Valley dove si coltivano le trame del tecno-fascismo.
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