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C'è un nuovo allenatore del Napoli. Forse. Ufficialmente quasi. E tanto basta a Raniero, Fabio e Paolo per aprire la più accesa diatriba teologica dai tempi del Muppet Show, rigorosamente in giacca e cravatta tra Berlino e Londra. Allegriani contro anti-allegriani, giochisti contro risultatisti, un libro che lo paragona ai grandi della Prima Repubblica e un'intelligenza artificiale che invece ha un'altra teoria.
Poi tocca a Paolo, PhD pennuto in collegamento da Londra, che ha messo in fila ottant'anni di campionati europei per rispondere a una domanda che non sapevate di volervi fare. Quanto è raro davvero quello che sta succedendo? E perché in Italia non succede mai? In mezzo c'è Franco, una Germania ancora spaccata in due e un paese che in Europa viene definito "il caso psichico" del continente.
Si chiude con Galeone, un padre putativo di Allegri e una sola, incontestabile certezza sul perché gli allenatori allenano e i giornalisti no.
Stagione chiusa, conferenza stampa surreale, Conte che saluta, qualcuno che non vuol fare il giro di campo e un passaggio di De Bruyne così bello da far male. La realtà ha fatto irruzione nella stanza — ma a Napoli la realtà si porta sempre dietro qualcuno di poco raccomandabile.
Fabio e Raniero attraversano la fine del biennio contiano, i numeri pazzeschi dei 22 anni di De Laurentiis, e la generazione "sei-meno-meno" dei figli di Corona. A un certo punto entra anche Philip Roth, ma non chiedeteci come ci è finito lì.
Poi c'è il prompt della settimana, che riguarda un barbecue. Sì, un barbecue. No, non possiamo dire di più. Gilmour rimane, comunque.
Nuova puntata di Inpat/Expat, con Raniero Virgilio da Berlino e Fabio Avallone da Napoli.
Con la Champions oramai in cassaforte è tempo di bilanci, sulla stagione, sul mercato e sull'allenatore.
È tempo anche di previsioni, su chi parte, chi rimane, chi arriva.
Tempo di bilanci anche per la stagione del Napoli Women, che ha pareggiato con il Sassuolo nell'ultima di campionato.
Sullo sfondo una Napoli che finalmente ha deciso di conferire la Cittadinanza onoraria ad Aurelio De Laurentis.
Il prompt della settimana è per cercare di capire come sarà la nostra città ora che il Premio Napoli ha perso il suo presidente (spoiler: ChatGPT l'ha presa male)
Per la prima volta a Inpat-Expat è venuta una vera calciatrice, e non per finta come noi due. Tecla Pettenuzzo, difensore centrale del Napoli Women, nata vicino a Vicenza e a Napoli dal 2023, ha accettato di passare un'ora con due podcaster che ammettono apertamente di non capire granché di calcio. La sua storia comincia con una bambina di sei anni che in pieno supermercato chiede al suo futuro allenatore se è vero che non può ancora giocare, riceve un sì, torna a casa e annuncia alla madre che da domani la deve portare al campo. Vent'anni dopo, quel pomeriggio di insistenza è diventato una Supercoppa, una Coppa Italia, un gol decisivo che ha tenuto il Napoli in Serie A, e una posizione fissa in una delle due uniche squadre di Serie A femminile che non fanno parte del club maschile — dettaglio su cui ci siamo soffermati a lungo, perché continua a sembrarci una scelta inspiegabile.
La parte più interessante però non sono i risultati ma la lingua. Sul sito del Napoli Women trovi parole come rispetto, inclusione, progresso, e un codice etico che parla di dignità umana e libertà sindacali; sul sito del Napoli maschile l'obiettivo dichiarato è intrattenere il pubblico. Tecla ci racconta che dopo i cori razzisti contro la loro Under 17 il club ha preso gli autori dell'episodio e li ha portati in un centro antiviolenza, e a questo punto la differenza con il calcio degli adulti maschi diventa qualcosa di più di una sfumatura. Sul tema della capitana arriva poi il cortocircuito che non ci aspettavamo: riconosce l'importanza della declinazione al femminile ma teme che insistere troppo finisca per allontanare il pubblico maschile invece di normalizzare le cose. Sullo sfondo c'è la Champions sfumata contro la Juventus a Cercola, i cinquant'anni di bando del calcio femminile dal 1921 al 1971 che hanno lasciato a bocca aperta perfino lei, e una citazione presa in prestito da un libro di Luca Gotti che riassume meglio di noi il mestiere che cerchiamo di fare da dieci puntate: chi non viaggia finisce per credere che gli unici colori che vede siano gli unici a esistere.
Decima puntata, dedicata al 10 — con l'Ultimo Pampa Sosa, prossimamente alla Federico II. Si parte da Como-Napoli in modalità infradito e dal feticcio De Bruyne, si passa per PSG-Bayern 5-4 e per la diagnosi del calcio italiano invecchiato — paura dell'errore, mattonelle, epigoni di Guardiola senza Xavi, Iniesta e Messi. Sarri contro Conte, vince sempre Conte. Nel Prompt della Settimana ripeschiamo Chiariello che nel gennaio 2025 spediva Kvara a Parigi "senza disfare le valigie", e chiediamo all'AI di illustrare la profezia: viene fuori una banlieue, una valigia di cartone, e un cliché di noi stessi così preciso che fa quasi paura. Nel frattempo Kvara è in semifinale Champions. I temi tornano sempre.
Nona puntata con rinforzo da Londra: si collega Paolo Coraggio, secondo expat e secondo dottorato in studio.
Si parte dal 4-0 alla Cremonese e dal gol di De Bruyne, si passa per il caso Rocchi e il ticchettio alla finestra della sala VAR, e si arriva al cuore della puntata: l'analisi statistica dei dati citati dal professor Siciliano sui cartellini dell'Inter. Spoiler: la media vera non è quella detta dal prof, l'outlier del campionato è un'altra squadra, e il Napoli — ahinoi — è più outlier dell'Inter.
Nel mezzo, una lezione su errore, variabilità e sul fallo di Schrödinger. In chiusura: il libro di Pampa Sosa alla Federico II e il prompt della settimana, con Anthropic che trasforma due titoli di TuttoNapoli in un trailer alla David Lynch.
Articolo di Dr Coraggio: https://github.com/pacoraggio/euro-football-discipline-stats/blob/master/analysis-ita.ipynb
Napoli-Lazio, una delle partite più brutte a memoria d'uomo: il Napoli stacca la spina e la stampa si accanisce su De Bruyne, come ai tempi di Ancelotti. Mentre tutta Europa discute di Marie-Louise Eta, prima allenatrice in Bundesliga, in Italia cala il silenzio — e noi guardiamo i numeri di DAZN Italia vs DAZN Germania per capire perché. Parliamo anche della storia nascosta del calcio femminile, bandito dalla FIFA fino al 1970, delle atlete trans alle Olimpiadi, e di Heated Rivalry, la serie HBO sui due hockeisti gay che Putin — notoriamente libertario — ha prontamente bannato. Niente prompt di intelligenza artificiale questa settimana: c'è stata la rapina al Vomero (o all'Arenella) e la realtà ha superato di slancio ogni modello linguistico disponibile.
Il campionato va all'Inter.
La Caporetto della nazionale italiana, esclusa dai mondiali per la terza volta, mostra lo stato culturale nazionale, efficacemente riassunto dai suoi protagonisti:
Sarri e Spalletti chiamano in causa le mamme;
De Giovanni, nel suo ultimo romanzo, parla dei figli;
Gattuso, più clericalmente, invoca gli oratori.
Intanto in Germania, in Bundesliga c'e' il primo allenatore donna.
Un Napoli contiano, non lascia niente sul tavolo.
E' Halloween in casa Juve con Milik che si scalda.
Il bullismo su Auriemma che non conoscevamo.
Il punk settantaduenne di Masio contro Cairo.
Il Dottor Coraggio in lectio magistralis sull’età dell’oro del calcio italiano.
La visionarietà dell’assessore Cosenza raccontata dall'intelligenza artificiale.
De Bruyne e il coraggio della verticalizzazione.La roma operosa e hype del Gasp. Salvate il soldato Tudor (o almeno Palladino).Il sentiment di Antonio Corbo.
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