Aprile è iniziato con l'annuncio dei dazi di Trump, causando un forte impatto negativo sui mercati USA. Anche i bond, considerati un rifugio sicuro, hanno subito una perdita del 4%. Di fronte a questa situazione, Trump ha moderato la sua posizione, mantenendo le tariffe universali al 10% e rinviando quelle reciproche per la maggior parte dei paesi, tranne la Cina, che ha risposto con dazi fino al 155%. Questa politica ha creato incertezza economica, con rischi di stagflazione che potrebbero portare a una recessione nella seconda metà dell'anno. Gli economisti stimano che, se le tariffe restano invariate, la crescita potrebbe calare dell'1,7%, portando l'economia vicino allo zero. L'inflazione potrebbe salire al 3,5%, limitando l'intervento della Banca Centrale. Il tentativo di rimuovere Jerome Powell, Presidente della Fed, è stato accantonato, ma la sua influenza è in calo. Alcuni membri del FOMC sono aperti a tagli dei tassi se il mercato del lavoro peggiora. Il mercato prevede tagli dei tassi da parte della Fed e della BCE, ma i dati occupazionali di aprile sono stati positivi. Le valutazioni azionarie sono alte e la sostenibilità fiscale è incerta. Sebbene un accordo per indebolire il dollaro sia improbabile, le tensioni sui rendimenti e sul dollaro persistono.