Gennaio è stato un mese di forti rotazioni sui mercati finanziari, segnato da tensioni geopolitiche, volatilità e cambiamenti di scenario. Dopo un inizio “risk on” trainato dall’AI e dalle materie prime, le tensioni tra Stati Uniti, Iran e Groenlandia hanno penalizzato Wall Street e accentuato la divergenza tra hardware e software. Dal Giappone è arrivata ulteriore volatilità, con rendimenti in rialzo e interventi straordinari sullo yen che hanno messo in discussione la forza del dollaro, favorendo oro, argento e mercati emergenti. Tuttavia, la nomina di Warsh alla Fed ha raffreddato la corsa ai metalli preziosi, riportando volatilità su azioni e credito. In Europa, crescita e inflazione sopra le attese mantengono la BCE in attesa. Guardando avanti, i rischi principali sono legati ai dati macro USA e alle politiche fiscali giapponesi. In questo contesto, preferiamo duration breve, focus sugli spread e selettività su azionario, con attenzione ai mercati emergenti e un peso ridotto sull’oro.