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La salute secondo l’OMS
L’OMS stima che oltre 13 milioni di persone muoiano ogni anno a causa di condizioni ambientali evitabili, come la crisi climatica. La crisi climatica è anche una crisi sanitaria.
🌳 Cosa possiamo fare?
• Agisci per proteggere il clima del luogo in cui ti trovi: proteggerai anche la tua salute.
• Prova i seguenti 5 consigli:
🚲 Cammina, pedala o usa i mezzi pubblici per andare al lavoro almeno una volta alla settimana.
🍐 Acquista generi alimentari freschi ed evita cibi e bevande troppo elaborati.
🛍 Acquista meno plastica; utilizza sacchetti della spesa riciclabili.
☀ Regola il riscaldamento delle stanze non oltre i 21,5° C e spegni le luci delle stanze in cui sei assente.
🚭 Smetti di consumare tabacco.
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Lutto e funerali: per chi?
Secondo lo scienziato russo Theodosius Dobzhansky, non esiste alcuna popolazione umana che consideri i cadaveri dei propri cari come dei rifiuti. Tutti i popoli organizzano qualche rituale o cerimonia. In netto contrasto, nessun animale organizza il funerale alla morte dei propri simili. L’uomo è l’unico essere vivente che abbia sviluppato sia un’autoconsapevolezza che una consapevolezza della morte.
Queste parole ci fanno davvero riflettere in questi giorni in cui sono compiute stragi proprio nei territori russofoni, dove sono state scoperte fosse comuni. Sono interessanti anche la parole dell’antico re Salomone risalenti a circa 3.000 anni fa: “È meglio andare in una casa dove c’è lutto che in una casa dove si banchetta, perché quella è la fine di ogni uomo; e chi è in vita dovrebbe tenerlo a mente”. Visto che sono dotati sia di autoconsapevolezza che di consapevolezza della morte, gli esseri umani di solito organizzano un servizio funebre per i propri cari, che siano amici o parenti (Eccl. 7:2).
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Sela è la traslitterazione di una parola ebraica che si trova in molti Salmi e nel terzo capitolo del libro biblico scritto dal profeta Abacuc.
Gli studiosi non hanno dubbi che si tratti di un termine tecnico musicale. Sembra che indicasse all’esecutore di compiere un certo gesto. Comunque, nessuno conosce il suo preciso significato. Tra i significati suggeriti troviamo i seguenti: “Pausa, sospensione, interruzione”. Potrebbe riguardare sia il canto che l’esecuzione strumentale. Non si conosce la durata della pausa, ma potrebbe essere sufficiente per lasciare spazio a una meditazione silenziosa.
Forse non è tanto diverso da quello che succede nelle composizioni moderne. Le canzoni sono di solito strutturate così:
1. Preludio. È eseguito lo stesso arpeggio che accompagnerà la melodia principale o il ritornello; oppure sono eseguite alcune note della melodia principale o del ritornello. In alcuni casi, il preludio è sostituito da un Intro, ovvero un’introduzione con una melodia diversa (anche completamente) da quella principale.
2. Melodia principale. Si canta la strofa.
3. Ritornello. Non è presente in tutte le canzoni.
4. Melodia principale. Si canta la seconda strofa.
5. Melodia principale. Se presente, si canta la terza strofa. In alternativa, è eseguita in modo strumentale.
6. Ritornello.
7. Melodia principale. Si canta adesso la terza strofa. In alcuni casi, si ripete il ritornello.
8. Conclusione. Si esegue una risposta al preludio. In alcuni casi, è eseguito un postludio, in cui si ripetono, cantando, le parole principali della canzone (non è detto che facciano parte del ritornello) oppure quelle del titolo. Il modo in cui si canta potrebbe essere una piccola e nuova melodia.
x. Bridge, o ponte. È una melodia composta di solito da una sola strofa che si mette in mezzo fra un punto e l’altro.
I punti indicati sopra possono essere di più, in base al numero di strofe presenti nella canzone. Inoltre, fra un punto e l’altro può essere presente un interludio, ovvero un richiamo strumentale al preludio.
Torniamo all’antica musica ebraica. La parola Sela poteva essere usata per indicare uno qualsiasi dei punti indicati sopra. Forse era un’esecuzione strumentale della strofa, un ritornello, un ponte o semplicemente un interludio. In ciascun caso, l’esecutore o il coro smetteva di cantare, lasciando agli ascoltatori il tempo di meditare sulle parole appena sentite.
Qualunque fosse lo scopo, la pausa dava risalto al testo o al sentimento appena espresso, e consentiva di comprendere in modo più profondo il significato. La traduzione greca dei Settanta usò la parola diàpsalmainvece di Sela. Questo termine si traduce “interludio musicale”. Sela compare sempre alla fine di un verso o di una strofa, confermando che è una forma di interludio musicale. In un caso, quello del Salmo 9:16 è accompagnato da “Higgaiòn”. È stato ipotizzato che questa parola indicasse che l’interludio dovesse essere eseguito dalla cetra o dall’arpa. Pertanto, negli altri casi la scelta di quale strumento usare per l’interludio musicale forse era facoltativa.
Così, abbiamo scoperto che il modo di scrivere le canzoni non è cambiato di molto nel corso dei millenni. L’unica cosa che ci dispiace è che, oggi, non è possibile conoscere le melodie originali dei Salmi.
In questo episodio:
Franz Schubert compose le musiche dell’opera lirica intitolata “L’Onnipotenza”, il cui testo fu scritto da Johann Ladislav Pyrker. Nel testo usò ben due volte il Nome Divino, Geova. Lo fece anche Giuseppe Verdi nella sua opera “Nabucco”.
Anche il compositore francese Arthur Honegger risaltò il nome Geova nel suo oratorio “King David”. Un altro famoso autore francese, Victor Hugo, lo utilizzò in oltre 30 opere. Sia lui che Lamartine scrissero una poesia intitolata “Geova”.
Pertanto, per secoli il Nome Divino è stato riconosciuto a livello internazionale. Chi lo sente pronunciare oppure lo legge di solito non ha problemi a riconoscere di chi si tratti.
Sono interessanti le parole di un professore, Oehler:
“Questo nome ora è stato naturalizzato nel nostro vocabolario e non può essere soppiantato” (Theologie des Alten Testaments).
● A cavallo fra gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, la Shin Aitoku Maru è stata la prima nave mercantile moderna a utilizzare le vele insieme al motore.
Dopo il suo primo anno di vita, i proprietari hanno affermato di aver avuto un risparmio del 10% sui costi del carburante grazie alle 2 vele computerizzate.
Inoltre, si dice che la nave si sia comportata molto bene, anche quando ha dovuto affrontare il mare agitato. Secondo il Financial Times di Londra, quando fu proposta l’idea di questa imbarcazione, la prima “reazione delle aziende interessate è stata generalmente di non spingersi troppo oltre”. Dopo il primo anno di rodaggio, molti armatori fecero richieste di navi a vela di tutte le grandezze
♦ In un discorso pronunciato davanti a cardinali, vescovi e laici riuniti per l’osservanza della Giornata Mondiale della Pace, il sociologo cattolico romano Gordon Zahn criticò “la leadership della chiesa per quella che ha definito una ‘performance confusa e ambigua sulle questioni relative alla guerra e alla pace’” (National Catholic Reporter, Jan. 27, 1978, p. 20).
Zahn dichiarò anche che l’istruzione e l’addestramento nelle arti della Guerra, come i programmi ROTC (Reserve Officers’ Training Corps), previsti in alcune scuole cattoliche, non dovrebbero essere nemmeno concepite. Eppure, sono presenti, insieme a programmi che insegnano e addestrano sulle tecniche relative all’aborto.
♦ Alcuni anni fa il paese centroafricano del Ciad è stato duramente colpito da una lunga siccità. Fu lanciato quindi un programma per aiutare a ripristinare la terra arida e spoglia. Fu progettata una nuova piantagione di acacie. Gli agricoltori hanno imparato ad apprezzare il valore di questi alberi robusti, che in men che non si dica hanno coperto migliaia di ettari. Secondo il London Times, “fu scelta l’acacia perché è un albero straordinariamente adatto ai terreni semiaridi. Quest’albero ha un ciclo deciduo inverso e dona ombra e humus al terreno quando tutto il resto è morto e inaridito dal tempo e rimane senza foglie quando altra vegetazione è pronta per il foraggio”.
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