Keration PC | PodCast

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By Giovanni CorredduMusicMusic History
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Keration PC | PodCast episodes

  • La percezione musicale dei bambini

    La rivista Scientific American afferma:

    “Anche prima che i bambini abbiano acquisito il linguaggio, mostrano una marcata capacità di reagire alla musica”.

    Secondo l’articolo, i bambini sono in grado di rilevare differenze nei toni musicali e cambiamenti sia nel tempo che nel ritmo della musica. Sono anche in grado di riconoscere una melodia quando viene suonata in una tonalità diversa. I bambini di appena due mesi mostrano una preferenza per i suoni musicali consonanti (armoniosi) rispetto ai suoni discordanti. L’articolo dice:

    “Peter Hepper della Queen’s University di Belfast, ha scoperto che, circa due settimane prima della nascita, i feti riconoscevano la differenza fra la sigla di [un popolare] programma televisivo, ascoltato quotidianamente dalle loro madri per settimane, e una canzone romantica”.

    2 min
  • Una notte all’Opera

    Una notte all’Opera (tipeee.com)


    In questo episodio:

    • All’Opera
    • Cosa succede dietro le quinte?
    • Opere basate sulla Bibbia
    • Una serata affascinante
    • 12 min
    • Il nome di Dio nella musica russa

      Nel 1877, il noto compositore russo Modest Musorgskij pubblicò un’opera corale basata su una storia ambientata nelle terre bibliche. In una lettera scritta a un suo amico si legge:

      “Ho scritto Jesus Navin [Giosuè in russo, descrivendo] una scena biblica, basandomi interamente sulla Bibbia e seguendo anche il percorso delle marce vittoriose di [Giosuè] su Canaan”.

      Anche in altre composizioni, come “La disfatta di Sennacherib”, Musorgskij attinse da temi e personaggi biblici.

      Si noti che sia in “Jesus Navin” che nell’edizione del 1874 di “La disfatta di Sennacherib” Musorgskij si riferisce a Dio usando la pronuncia russa del nome divino, che nelle Scritture Ebraiche è scritto usando 4 consonanti – יהוה(YHWH) – e appare quasi 7.000 volte.

      Così, queste opere di Musorgskij dimostrano che il nome biblico di Dio – Geova – era conosciuto nella società russa ben prima della fine del XX secolo.

      3 min
    • Sinfonie pastorali

      I produttori di latte giapponesi sono sempre alla ricerca di modi più efficienti e meno dispendiosi in termini di tempo per radunare le mucche sparse sulle colline, dove la visibilità è limitata.

      Ecco perché hanno condotto un esperimento per vedere se le mucche potevano essere pasciute dalla musica. Per 13 giorni hanno fatto loro ascoltare Haru no Ogawa, un brano giapponese noto in inglese come Brook in Springtime e in italiano come Ruscello di primavera, a 16 mucche per 3 minuti, da 2 a 4 volte al giorno. Subito dopo, hanno dato loro il loro cibo preferito. Dopo una pausa invernale durante la quale le mucche hanno partorito, 10 delle mucche “addestrate” sono andate a pascolare con i loro 9 vitelli. Di nuovo è stata fatta loro ascoltare quella melodia. Asahi Evening News riferisce:

      “Entro 2 minuti, arrivò l’intera mandria, radunata da una musica che non sentiva da 4 mesi”.

      3 min
    • La cultura del karaoke

      Circa 30 anni fa, la decima edizione del Merriam-Webster’s Collegiate Dictionary ufficializzò per la prima volta al mondo la parola “karaoke”. Questa parola si riferisce a “un dispositivo che riproduce accompagnamenti strumentali basati su una selezione di brani cu cui l’utente può cantarci sopra”. A sua volta deriva da una parola giapponese composta da kara, che significa “vuoto”, e oke, abbreviazione di “orchestra”.

      Il karaoke gratifica l’ego di una persona visto che permette di cantare con un’orchestra al completo. All’inizio degli anni ’90, in Giappone il karaoke fu incluso nel “Libro bianco dell’istruzione” e riconosciuto come “attività culturale”, perché in quel periodo era l’attività più popolare della nazione. Infatti, in base a un sondaggio, il karaoke faceva parte della vita di un incredibile 74 percento di persone di età compresa fra 19 e 29 anni.

      Il professore di sociologia Tetsuo Sakurai ha dichiarato al Mainichi Daily News: “Le persone ora sono desiderose di esprimersi liberamente e pubblicamente”.

      2 min
    • Il jazz esprimeva lo spirito del suo tempo

      Su entrambe le sponde dell’Atlantico, lo spirito materialista e spensierato del periodo degli anni ’20 del secolo scorso si rispecchiava nella sua morale e nei suoi atteggiamenti. Questo vale anche per la musica. Lo storico R. B. Gruver dice:

      “Anche la musica popolare degli anni ’20 esprimeva un rifiuto della tradizione e una nuova enfasi alla spontaneità, all’individualismo e alla sensualità”.

      Il jazz, il maggior contributo degli Stati Uniti alla musica del XX secolo, ora ha raggiunto la maggiore età. Era una “musica che rappresentava il disprezzo di una generazione per la moderazione e la rispettabilità”.

      Questo rifiuto agli standard della condotta e ai valori a lungo accettati indusse lo scrittore F. Scott Fitzgerald a definire gli anni ’20 l’età, o era, del jazz. E mentre il jazz guadagnò rapidamente l’accettazione in tutto il mondo, si diffuse l’attitudine alla ricerca del piacere che esso rappresentava.

      2 min

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